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TRASPORTI: DI BENEDETTO, ''NUOVO ASSETTO SARA' IMPOSTO DA CRISI COVID''

Pubblicazione: 29 maggio 2020 alle ore 14:39

L'AQUILA - “Nella speranza di superare definitivamente il periodo emergenziale in tempi brevi, la convivenza forzata col Covid-19 e il “distanziamento fisico” ci invitano a riflettere se il sistema dei trasporti regionale sia pronto a rispondere alle crescenti esigenze di mobilità degli utenti in piena sicurezza, così come previsto dai protocolli. Una priorità, laddove il sistema locale del trasporto dovrà essere ridisegnato su questa nuova fruizione spazio-temporale e sul concetto di rete integrata, potrebbe individuarsi nella collaborazione ragionevole fra la TUA (l’impresa che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale in Abruzzo ) e le imprese private dei bus turistici e quelle con mezzi non utilizzati, che, ad oggi, sono completamente ferme, con centinaia di posti di lavoro a rischio.

Lo afferma il consigliere regionale Americo Di Benedetto, di Legnini presidente.

LA NOTA COMPLETA

La domanda del Trasporto Pubblico Locale (Tpl) non sarà più una variabile indipendente: l’elemento più difficile da gestire è proprio il comportamento emotivo individuale degli utenti, disincentivati all’utilizzo dei mezzi pubblici a causa dei rischi connessi al loro probabile sovraffollamento. Serve, quindi, una visione strategica che investa le nuove modalità organizzative che si stanno profilando: sarà necessario che gli Enti locali adottino una politica degli orari che diluisca il più possibile i momenti di affollamento e congestione, ma in ogni caso la capienza dei mezzi sarà ridotta rispetto agli standard del passato, quindi serviranno più mezzi.

Una priorità, laddove il sistema locale del trasporto dovrà essere ridisegnato su questa nuova fruizione spazio-temporale e sul concetto di rete integrata, potrebbe individuarsi nella collaborazione ragionevole fra la TUA (l’impresa che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale in Abruzzo ) e le imprese private dei bus turistici e quelle con mezzi non utilizzati, che, ad oggi, sono completamente ferme, con centinaia di posti di lavoro a rischio.

Una proposta concreta che aiuterebbe sia il TPL che le aziende private, consentendo di raggiungere un duplice obiettivo: potenziare l’offerta di mobilità pubblica e dare risposte alla drammatica crisi che sta vivendo il settore del trasporto persone, che a causa degli effetti del contagio accusa il 90% delle attività ferme.

Fatta questa premessa già a margine dell’accordo Lazio-Abruzzo del 4 marzo 2020, che sanciva il potenziamento della linea ferroviaria Roma-Pescara, ebbi modo di ricordare come fosse di prioritaria importanza nell’ambito del TPL garantire al meglio l’unico servizio pubblico di collegamento esistente tra l’Aquila e Roma, quello su gomma.

Oggi, ancor più di allora, è necessario inserire tale tratta tra i servizi minimi ammessi a contributo regionale, selezionando nel dettaglio le coppie di corse già riattivate da TUA e attivandone altre contribuite, naturalmente non remunerative ma funzionali al raggiungimento della capitale per motivi di lavoro dei pendolari, e quindi imprescindibili.

Solo marginalmente, e in ipotesi una tantum, avrebbe senso il mantenimento di un servizio commerciale complementare a quello minimo che permetterebbe, normativamente, l’introduzione di un titolo di viaggio unico, sulla base degli accordi operativi già in essere su altre tratte tra società di trasporto pubblico e imprese private.

Tornando ad un profilo più generale del Trasporto Pubblico, mi preme considerare come, oltre agli interventi urgenti di sostegno alle imprese, sia fondamentale stanziare ulteriori risorse nazionali per sviluppare nuovi servizi di mobilità collettiva, integrando necessariamente il Fondo Nazionale per il trasporto pubblico (insufficienti appaiono i 500 milioni previsti dal Decreto “Rilancio” a fronte dei 130 milioni in perdita al mese da febbraio per la mobilità collettiva), magari promuovendo la Regione Abruzzo l’iniziativa in sede di una Conferenza Stato-Regioni.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di bilanciare il diritto dei viaggiatori, volto ad ottenere, oltre che un miglioramento del servizio reso, il rimborso dei titoli di viaggio non utilizzati, con la necessità di sostenere il servizio svolto delle imprese in sofferenza per l’evidente calo di fatturato.

Destinare risorse aggiuntive al fondo del trasporto pubblico, coinvolgendo anche il settore privato nell’inevitabile riorganizzazione della mobilità collettiva, può rappresentare una chiara risposta alle attuali criticità del settore e uno strumento di sostegno a migliaia di imprese di trasporto (pubblico e privato) che possono offrire un prezioso contributo alle nuove e diverse esigenze di spostamento sul nostro territorio.

 



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