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TRAGEDIE IN MONTAGNA: PERILLI, ''CONTINUA FORMAZIONE E GAVETTA, LA SICUREZZA TOTALE NON ESISTE''

Pubblicazione: 27 dicembre 2019 alle ore 11:19

L'AQUILA - "Andare in montagna è bello ma bisogna saperci andare preparati. Prima di affrontare una salita in montagna bisogna innanzitutto conoscere bene le condizioni metereologiche, il sentiero  che si vuole affrontare e le difficoltà a cui si va incontro".

A parlare, ai microfoni Rai, è Daniele Perilli, responsabile del Soccorso alpino Abruzzo, dopo le tragedie sul Gran Sasso che hanno visto tre persone hanno perso la vita in due distinti incidenti in montagna tra il giorno di Natale e Santo Stefano. In totale sette i morti sulle montagne in meno di un mese.

Ieri due giovani alpinisti hanno perso la vita mentre tentavano di raggiungere la vetta del Gran Sasso sul versante orientale. Ryszard Barone, 25 anni, e Andrea Antonucci, 28, entrambi di Corfinio - paesino in provincia dell'Aquila - erano con altri due alpinisti ed erano tecnicamente "in conserva", cioè legati tra di loro a due a due, quando sono scivolati, precipitando a valle per un migliaio di metri. 

I superstiti hanno subito lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti gli elicotteri del 118 di Pescara e L'Aquila, con a bordo i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo. Una volta raggiunti i due giovani, i soccorritori hanno solo potuto constatarne il decesso e le salme sono poi state recuperate. 

È stata invece travolta da una slavina, a circa 2.500 metri di altitudine, un'escursionista di cui non si avevano tracce ormai da 24 ore. La donna aveva deciso di raggiungere il Corno Grande del Gran Sasso la mattina di Natale. La donna, Franca Di Donato, che avrebbe compiuto 49 anni il prossimo 7 gennaio, era residente a Roseto, in provincia di Teramo, ed era un'esperta alpinista, appassionata di montagne e moto. 

"La preparazione in molti casinon basta - dice Perilli - perché esiste comunque una forte componenete di fatalità. Ci sono sempre e comunque pericoli oggettivi, la sicurezza totale non esiste. Quello che possiamo fare è cercare di limitare al massimo i pericoli in montagna".

E ribadisce: "La formazione è importante e tutti possiamo accedere alle informazioni del Club alpino italiano o attraverso i corsi delle guide alpine. Il corso di formazione comunque da solo non basta perché in montagna bisogna andarci e fare esperienza e bisogna andarci all'inizio con persone che sono più capaci di noi, che possomo trasferire le loro competenza, è importante fare la 'gavetta' per abbassare la soglia di rischio".



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