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TEST MEDICINA: OGNI ANNO 18MILA POTENZIALI RICORSI

Pubblicazione: 25 giugno 2020 alle ore 19:52

ROMA - Sono circa 18mila ogni anno i potenziali ricorsi per irregolarità alla prova d'ammissione alla facoltà di Medicina, nel 2020 potrebbero essere anche di più, considerando l'ampliamento dei posti.

Lo rileva Consulcesi, realtà di riferimento legale e di formazione. Consulcesi, commentando l'annuncio da parte del ministero dell'Università di aumentare di 1.500 i posti disponibili a Medicina, chiede tramite il presidente Massimo Tortorella di garantire una prova d'ammissione "equa e meritocratica, inserita in una più ampia riforma del percorso d'ingresso che dia riscontro della qualità dei candidati, oltre che tenere conto dell'imbuto formativo che ogni anno si viene a creare tra i nuovi laureati e il numero più basso di borse di specializzazione".

Consulcesi, nell'ultima edizione dei test, ha gestito migliaia di studenti che hanno chiesto l'immatricolazione a Medicina attraverso i ricorsi.

Il 43% delle anomalie riguarda suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova, persone che potevano uscire, plichi manomessi.

E la situazione è diffusa, con 27 atenei interessati da irregolarità su un totale di 41. Il numero di iscritti al test d'ammissione lo scorso anno ammontava a 68.694, per 11.572 posti disponibili.

Sono risultati idonei circa 33mila.Per Consulcesi considerando che, in media si verifica un abbattimento del 25% (6mila studenti) di coloro che non sono interessati al ricorso oppure optano per un cambio di facoltà, a cui si sommano coloro che sono entrati, stima in 18.450 i potenziali ricorrenti.

Un numero che potrebbe crescere nel 2020

.Gli atenei interessati da irregolarità sono stati 27 nel 2019, in 21 città. Il 21% delle segnalazioni è arrivato dal Nord, il 36% dal Sud e il 43% dal Centro Italia. Le città in cui si sono registrate più irregolarità sono Milano (7%), Napoli (10%) e Roma (18%).

Il 79% dei ricorsi si registra nel Centro-Sud. Le irregolarità principali riguardano l'uso dei cellulari in aula (20%), domande ambigue (16%), ma oltre il 43% riguarda suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova.Grazie all'azione legale, sono stati riammessi circa 250 studenti dal Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso.



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