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IN CENTINAIA A MONTECITORIO PER CHIEDERE UN DECRETO AD HOC PER LE ZONE COLPITE DAL SISMA CENTRO ITALIA, ''NEL CRATERE IL TEMPO SI E' FERMATO''

TERREMOTATI IN PIAZZA A ROMA:
''BASTA PASSERELLE, RICOSTRUIRE SUBITO''

Pubblicazione: 18 maggio 2019 alle ore 20:00

ROMA - In centinaia in piazza Montecitorio hanno sfidato la pioggia per portare avanti la protesta contro i ritardi della ricostruzione nelle zone terremotate.

Oggi a Roma c'erano i comitati dei terremotati di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, a manifestare per il dramma dello stallo della ricostruzione, sia a seguito del sisma dell'Aquila del 6 aprile 2009, sia di quello che ha devastato Amatrice il 24 agosto 2016, a cui hanno fatto seguito le scosse dell'ottobre 2016 e del gennaio 2017.

E nei Comuni dell'Alta Valle Aterno, che non sono stati risparmiati da nessuno di questi terremoti, è forte la sensazione di abbandono.

"Basta selfie, passerelle elettorali, promesse mai mantenute da politicanti di ogni colore e schieramento. E' ora che i cittadini si facciano sentire, che prendano finalmente coscienza che noi terremotati del 2016-2017 siamo stati abbandonati e la ricostruzione potrebbe non partire mai!", ha detto Dario Tudini, presidente del comitato civico Aringo rinascita, una delle frazioni di Montereale, in provincia dell'Aquila, presente oggi alla manifestazione.

Hanno chiesto "subito la ricostruzione", dopo essere entrati in piazza al grido "non ci rappresentate" rivolto ai politici accusati di "assenteismo" dopo le promesse fatte subito dopo il terremoto. Con tamburi, fischietti e megafoni hanno denunciato la mancanza di un decreto ad hoc per le zone terremotate.

"C'e' una parte dell'Italia dove il tempo si è fermato. Nel cuore dell'Appenino la ferita del sisma è ancora aperta", hanno spiegato gli organizzatori. "Il decreto per il centro Italia dove sta?" si sono chiesti i manifestanti che hanno esposto numerosi striscioni tra cui "banche assenti, linee di credito fantasma" e "più personale negli uffici sisma e enti locali".

"A quasi un anno dalla nascita del governo gialloverde, nulla è cambiato per i terremotati dell'Italia centrale, sedotti in campagna elettorale e poi abbandonati sia da Luigi di Maio sia da Matteo Salvini", ha detto il senatore di Forza Italia Andrea Cangini che ha partecipanto alla manifestazione.

"Altro che 'prima gli italiani', Lega e M5s non solo non hanno fatto nulla, ma continuano ad ignorare il problema. Parlano di tutto, tranne che del terremoto. Mesi fa il sottosegretario Crimi aveva annunciato un decreto: che fine ha fatto? Qualche norma è stata infilata nello "sblocca cantieri", ma, a dimostrazione di quanto poco la maggioranza abbia a cuore il problema di decine di migliaia di famiglie, la legge sblocca cantieri non è stata ancora calendarizzata in parlamento. E' un bene che i comitati si facciano sentire, è un dovere per la politica ascoltarli", ha concluso.

Solidarietà da Stefano Pedica, del Pd, che ha aggiunto: "I cittadini vanno ascoltati. Come politici impegnati sul territorio, abbiamo il dovere di stare al loro fianco. Molti paesi sono ancora abbandonati a se stessi. Al di là delle passerelle politiche ancora il processo di ricostruzione non parte. Basta lentezze burocratiche, i cittadini chiedono rispetto".

Ma Tudini denuncia la scarsa adesione, per quanto riguarda lìAlta Valle Aterno, di cittadini e amministratori: "Questo è molto preoccupante, neanche i sindaci sembrano poco interessati. In generale il motivo è forse che oramai la popolazione è scoraggiata, ritiene che oramai non ci sia più nulla da fare".

"Nell'alto Aterno e anche nel teramano, del resto, non parte ancora la ricostruzione a seguito del sisma del 2009, e il sisma del 2017 ha peggiorato ancor di più le cose. Sono passati dieci anni, e nessuno è riuscito a tirare fuori un ragno dal buco. Da Marche, Lazio e Umbria saranno in tanti ad andare a Roma, stanno organizzando decine e decine di pullman. Loro forse la speranza non l'hanno ancora persa. Hanno lo spirito che aveva noi qualche anno fa, e che dobbiamo recuperare".



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