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TASSE L'AQUILA: BIONDI, ''LA PROROGA E' UNA TREGUA, NON UNA VITTORIA''

Pubblicazione: 06 giugno 2019 alle ore 18:13

Pierluigi Biondi

L'AQUILA - "Lo slittamento a fine anno dei termini per la presentazione, da parte delle aziende coinvolte, della documentazione per la restituzione di tributi e imposte sospese dopo il sisma 2009 allo Stato Italiano su richiesta dell'Europa, approvato dal Senato in sede di conversione in legge del decreto Sblocca cantieri, rappresenta una tregua e non una vittoria".

Lo dichiara il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che aggiunge:  "Il nodo della questione ancora non è stato affrontato e mi auguro che l'interlocuzione con Bruxelles possa riprendere al più presto, non appena saranno definiti gli assetti delle strutture alla luce delle elezioni europee del 26 maggio scorso".

"Noi continuiamo a ritenere che la riduzione al 40% delle tasse concessa alle imprese, sancita con la legge 183 del 2011, non possa essere configurata come aiuto di Stato perché circoscritta a un limitato arco temporale e per una porzione di territorio piccola rispetto al resto d'Italia. Si è trattato, piuttosto - continua il primo cittadino -, di un sostegno fornito all'intero sistema di un'area che tra il 2008 e il 2009 ha fatto registrare un calo del 3,7 di Pil, pari a oltre 970 milioni di euro. Su decine di aziende, pertanto, continua a pendere una spada di Damocle e procrastinare la dead line al 31 dicembre 2019 è, senza azioni incisive dell'esecutivo in sede europea, un pannicello caldo".

"Constatiamo, inoltre, che a fronte della parziale buona notizia sulle tasse e sull'approvazione della norma che garantisce anche per il 2020 il finanziamento di 10 milioni per il bilancio comunale, a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate e la nomina del commissario per la messa in sicurezza del bacino idrico del Gran Sasso sono stati bocciati emendamenti fondamentali, e a costo zero per la nazione. Mi riferisco alle procedure per la semplificazione nella ricostruzione pubblica e per la soluzione di vecchi problemi legati a quella privata, tra cui quelli dei cittadini che alla data del 6 aprile di dieci anni fa avevano la casa in costruzione, e quindi non accatastata, per i quali non sono stati previsti indennizzi o risarcimenti", sottolinea il sindaco Biondi.

"Il Mef, sempre così attento e solerte nell'approfondire con il microscopio ogni provvedimento che potrebbe agevolare la rinascita delle zone terremotate - ed eventualmente generare maggiori oneri, a fronte di una disponibilità finanziaria di un miliardo e 700 milioni di euro, contenuta nella legge di stabilità 2015 - autorizza, di contro, l'esproprio di 65 milioni di euro dai fondi per il cratere 2009 per finanziare interventi in altre zone del Paese colpite da calamità", ricorda il primo cittadino.

"Se queste sono le premesse - conclude Biondi - inizio a nutrire forti dubbi sulla possibilità di un rifinanziamento oltre il 2020 nonostante sia chiaro da tempo, a tutti gli interlocutori della governance della ricostruzione, che siano necessari almeno 5 miliardi di euro per completare i processi di rinascita dei centri colpiti dal terremoto nel 2009".



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