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TANGENTI PUNTELLAMENTI, 11 INDAGATI: AUTO E VACANZE PER I LAVORI

Pubblicazione: 15 novembre 2014 alle ore 14:57

L’AQUILA - Tangenti nell’affidamento diretto di lavori di puntellamento dei danni post-sisma del valore di 1 milione di euro, con vacanze e auto messe a disposizione di funzionari pubblici in cambio della commessa e liste di ditte “amiche” a cui affidare opere milionarie.

Con le accuse a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e falso la procura della Repubblica dell’Aquila ha indagato 11 persone: si tratta di Antonio Leoncini, Luigi Finazzi, Claudio D’Alessandro, Carmine D’Alessandro, Walter D’Alessandro, Vittorio Fabrizi, Mario Di Gregorio, Renzo Parisse, Luca Pelliccione, Giuseppe Galassi, Carlo Cafaggi.

L’indagine è stata coordinata dai sostituti procuratori Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli e curata dai carabinieri del raggruppamento operativo speciale (Ros) diretti dal maggiore Giancarlo Santagata.

L’inchiesta è la prima che va a toccare la complessa operazione di assegnazione delle cosiddette “opere provvisionali”, i puntellamenti che in deroga alla normativa sui lavori pubblici vennero affidati a chiamata diretta e senza appalto, vista l’urgenza di mettere in sicurezza gli edifici.

Un affare, secondo alcune stime, da circa 500 milioni di euro, 200 dei quali gestiti dal solo Comune capoluogo.

Ieri sono stati recapitati gli avvisi di conclusione delle indagine a tutti gli indagati, al momento del deposito delle intercettazioni telefoniche.

Da queste emergerebbe come, in qualità di geometra del settore Emergenza sisma e ricostruzione del Comune dell’Aquila, Leoncini avrebbe beneficiato di una vacanza in Spagna a Tenerife, nel maggio 2011, oltre alla disponibilità di una Mercedes Glk e una Mini Cooper.

Benefit per fare in modo che assegnasse all’imprenditore aquilano Walter D’Alessandro i lavori per opere provvisionali nella frazione di Coppito, per i marciapiedi di Sassa e per l’edificio dell’ex Banco di Napoli in piazza Duomo.

Secondo i pm, il dirigente comunale Di Gregorio avrebbe ricevuto da Claudio D’Alessandro, “in adempimento di un accordo illecito”, un elenco di società fiduciarie per ottenere in via preconcertata gli inviti di gara e quindi preconfezionare il contenuto delle offerte, solo simulatamente riconducibili a terzi soggetti giuridici.

D’Alessandro in particolare, ha predeterminato poi a priori quella migliore per ottenere l’aggiudicazione in favore proprio o di suoi parenti della gara o di ditte con le quali i D’Alessandro avevano stretto rapporti di collaborazione.

Cafaggi, Pelliccione e Parisse partecipanti alle sedute del 9 agosto 2010, del 24 settembre 2010, del 18 aprile 2011, avrebbero attestato falsamente l’esistenza di un verbale di sorteggio, in realtà inesistente poiché relativo a una estrazione in realtà mai svolta.

Di Gregorio, Fabrizi, Parisse e Pelliccione sono accusati di aver attestato falsamente l’avvenuta estrazione per sorteggio delle ditte da invitare per la partecipazione alla gara e la stessa esistenza di un verbale sorteggio, in realtà mai effettuato e verbale mai compilato.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ubaldo Lopardi, Massimo Manieri, Stefano Rossi, Giulio Agnelli, Mauro Ceci e Andrea Nucciarelli.

Curiosamente, da quanto si è appreso, l’indagato Finazzi, tecnico che si occupava di valutare i danni a seguito della scossa delle 3.32, viene citato nell’elenco degli indagati ma non compare nelle prime pagine dell’imputazione.

CIALENTE: "CHI SBAGLIA PAGA, FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA"

"Spero che anche stavolta venga fatta chiarezza, ma se qualcuno sbaglia è giusto che paghi, a cominciare dal sindaco".

Così il primo cittadino dell'Aquila, Massimo Cialente, sulla nuova inchiesta giudiziaria con 11 indagati tra cui funzionari pubblici dell'amministrazione cittadina per tangenti nell'affidamento diretto di lavori di puntellamento post-sisma.

"Provo grosso rammarico e preoccupazione, anche perché mi sembra che, giustamente, il Comune dell'Aquila sia il più assoggettato - dice Cialente - Ho grande fiducia nella magistratura e ripeto quello che dissi quando arrivò l'avviso di Garanzia al mio ex assessore Ermanno Lisi, dissi che avevo fiducia ed è notizia di oggi che è stato assolto".

L'importante, per Cialente, "è che sia fatta chiarezza su tutto e su tutti e non esistano sacche che se la cavano meglio".

Sullo strapotere dei dirigenti nelle amministrazioni pubbliche, il sindaco del capoluogo si lamenta perché "nessun italiano ha letto il Testo unico degli enti locali anche se ha 12 anni: sindaco e assessori possono dire di voler fare qualcosa, ma se il dirigente non vuole non si fa". (alb.or.)



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