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SULMONA: MOSTRA ALLA BADIA CELESTINIANA CELEBRA GENIO PITTORICO DI CARL BORROMAUS RUTHART

Pubblicazione: 19 giugno 2019 alle ore 13:55

SULMONA - Il rilancio del territorio dell’Abruzzo parte dai suoi più prestigiosi complessi monumentali, che si aprono ad iniziative di forte richiamo.

La Badia di Sulmona, un tempo casa madre dell’ordine celestino, accoglie uno dei suoi figli più illustri, ospitando una mostra realizzata dal Polo Museale dell’Abruzzo negli ampi ambienti oggetto di recentissimi lavori di adeguamento impiantistico.

Frutto di un’importante collaborazione internazionale con il Museo Nazionale di Danzica diretto da Wojciech Bonislawski, articolata intorno al corpus di dipinti del MuNDA dell’Aquila, con prestiti da altri musei e collezioni private, l’esposizione dedicata a Carl Borromäus Ruthart svela, per la prima volta in Italia, aspetti inediti e poco indagati della sua arte, celebrata da illustri contemporanei, contesa dai più sofisticati committenti, tra cui Cosimo de Medici e il principe di Liechtenstein, distribuita oggi nelle più importanti raccolte del mondo, dal Getty Museum a Los Angeles al Louvre a Parigi, al Museo Nazionale di Stoccolma.

Carl Borromäus Ruthart, un artista misterioso, pittore ricercato,continuò la sua carriera da monaco celestino onorando proprio quel territorio abruzzese che aveva ispirato la sua arte e la sua fede. 

Famosissimo per le cacce, Ruthart è anche abile ritrattista e illustratore dei fasti di Celestino V, nonché pittore di paesaggi e nature vive o morte, autore di dipinti realizzati non solo con i pennelli e i colori, ma con slancio emotivo che dona evidenza ad animali e ambienti naturali intrisi di una straordinaria spiritualità. 

La mostra, ben più ampia rispetto a quella allestita presso il museo di Danzica visitata da circa 10.000 visitatori dal 28 febbraio al 30 maggio, accoglie le opere dell’artista proprio nell’Abbazia che lo vide monaco celestino, costantemente in dialogo con quella natura e spiritualità così tanto presente nel suo percorso creativo, esercitato anche a L’Aquila in Santa Maria di Collemaggio per oltre trent’anni.

Si evidenzia così una rara sintonia, fra luoghi di pietra, contesto ambientale e rinnovata fruizione dei nuovi spazi espositivi, opportunamente riqualificati grazie al progetto “Grandi attrattori” coordinato dall’architetto. Dora Di Francesco e attuato dal Polo Museale dell’Abruzzo (Progetto B5 dell’arch. Francesca Brancaccio, RUP arch. Catello Pasinetti, direttore dei lavori arch. Valentina Garramone).

Curatori della mostra Lucia Arbace, nsieme a Filippo Maria Ferro e Magdalena Mielnik

Accompagna la mostra un raffinato catalogo in tre lingue (pp. 336, interamente a colori), frutto delle importanti ricerche condotte dagli studiosi polacchi e italiani che hanno affiancato i tre curatori: Anna Sobecka, Adriano Ghisetti Giavarina, Mauro Congeduti, Alessandra Giancola, Emilia Ludovici, Katra Meke, Marta Vittorini.

L’iniziativa si avvale del Patrocinio del Comune di Sulmona. 



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