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SULMONA: METANODOTTO SNAM, DA COMITATI ACCUSE A PELINO E SCELLI

Pubblicazione: 24 settembre 2011 alle ore 08:59

SULMONA - "La vicenda della centrale di compressione che la Snam Rete Gas (cioè l’Eni) intende costruire a Sulmona in località Case Pente, è emblematica dello stravolgimento dei principi che sono fondamento della democrazia, quando in gioco ci sono interessi enormi come quelli che ruotano intorno ai gasdotti ed ai grandi impianti energetici". E' quanto scrivono i comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona (L'Aquila), che da tempo si battono contro la realizzazione del gasdotto Snam, opera che prevede anche la realizzazione di una centrale di compressione.

"In democrazia le decisioni su opere altamente impattanti e pericolose, non dovrebbero prescindere dall’opinione dei cittadini e delle istituzioni del territorio. Invece, tale opinione, è considerata meno di zero da un potere centralistico ed arrogante che appare, ogni giorno di più, totalmente subalterno al volere della multinazionale del gas. La Snam chiede e gli organi dello Stato prontamente dispongono".

"In questi giorni, l’iter relativo alla centrale sta subendo una notevole accelerazione. Il Ministero dello Sviluppo Economico è arrivato ad interessare anche l’Enel e la Saca, nonostante che non vi sia ancora l’autorizzazione a costruire la centrale, nonostante non siano state attuate importanti prescrizioni e nonostante siano pendenti diversi ricorsi al Tar Lazio".

"Ma non basta:  sempre su richiesta Snam la Regione Abruzzo ha convocato, per giovedì 29 settembre, la Conferenza dei servizi  per autorizzare l'esercizio della centrale; una centrale che non solo ancora non esiste, ma il cui iter autorizzativo non è ancora arrivato a compimento.  Tutto questo avviene grazie a precise responsabilità. In primo luogo dei due parlamentari, Paola Pelino e Maurizio Scelli, che finora non hanno mosso un dito per difendere il nostro territorio. In secondo luogo della Regione, che impudentemente continua a tenere su un binario morto la legge anti-gasdotto. In terzo luogo della Provincia dell'Aquila che finora, sulla vicenda, non ha dato seguito agli impegni assunti".

"Ringraziamo i consiglieri provinciali Enio Mastrangioli, Paolo Federico, Lucia Pandolfi e Amedeo Fusco che , raccogliendo il nostro invito, hanno partecipato all'incontro di giovedì scorso (che invece ha visto l'assenza dei consiglieri Andrea Gerosolimo e Fernando Caparso). Ci auguriamo che quanto scaturito dall'incontro si concretizzi, e cioè che la Provincia impugni al Tar Lazio il decreto sulla "pubblica utilità" dell'opera; che contrasti il disegno Snam sul piano tecnico oltre che politico in tutte le sedi in cui è chiamata a dare il proprio parere (a cominciare dalla Conferenza dei servizi del 29) ; che intervenga sulla Regione affinchè questa approvi subito la legge".

"Così come ci auguriamo che anche gli altri Enti Locali mettano in atto efficaci iniziative, a cominciare dal ricorso al TAR, in risposta all'arroganza Snam".

"Se così non dovesse essere, questo significherebbe che non ci sono più argini all'asservimento del nostro territorio agli interessi del grande capitale; che la nostra classe politica dirigente sarebbe irrimediabilmente succube e complice del volere dei poteri forti e che i cittadini sarebbero relegati, senza scampo, al ruolo di sudditi, senza nessuna tutela da parte di chi, eletto per difenderne i diritti, gli impone quelle stesse scelte scellerate calate dall’alto".

"Resterebbe una sola alternativa: la totale rassegnazione o una salutare ribellione".
 



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