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SULMONA: DOPO CRISI SINDACO CASINI NOMINA NUOVA GIUNTA, IN SEI SI DIMETTONO DAL CIRCOLO PD CITTADINO

Pubblicazione: 25 febbraio 2019 alle ore 19:16

SULMONA - Da oggi Sulmona ha una nuova Giunta. Dopo la crisi aperta dai due esponenti di Avanti Sulmona, Katia di Marzio e Fabio Pingue, usciti dalla maggioranza alla vigilia delle elezioni regionali del 10 febbraio scorso, il sindaco, Annamaria Casini, ha provveduto venerdì scorso, ad azzerare l'esecutivo e a seguito di accordo con il Partito Democratico cittadino, a nominarne uno nuovo. 

Uno tsunami politico che va in controtendenza rispetto alla nuova Giunta regionale targata centrodestra, nonostante l'allora consigliere regionale Andrea Gerosolimo, che aveva ispirato la lista civica di Casini, all'Emiciclo abbia lasciato il posto alla moglie Marianna Scoccia, schierandosi con la coalizione guidata dal neo governatore Marco Marsilio.

Ma il patto stipulato con il Pd sembra non essere stato rispettato, così in 6 lasciano il circolo cittadino: "non riteniamo sia più il caso di continuare a condividere lo stesso percorso politico all'interno del Pd con quella parte di persone che, probabilmente, condividono e sostengono una decisione e una scelta mai deliberata".

E a rincarare la dose si aggiungonoi portavoce del MeetUp Amici di Beppe Grillo di Sulmona:  "La tragicommedia politico-sulmonese, giunge al traguardo, un traguardo purtroppo presumibile, preoccupante, surreale: un nuovo accordo di maggioranza è stato raggiunto proclamando la fine della democrazia".

Ecco i cinque componenti e le rispettive deleghe della nuova giunta: Luigi Biagi (60 anni, architetto): vice sindaco, Personale, Casa Italia, Urbanistica, Servizi cimiteriali, Trasporti; Manuela Cozzi (64 anni, agronoma): Turismo, Cultura, Ambiente, Agricoltura, Industria, Commercio e Artigianato; Pierino Fasciani (58 anni, funzionario Asl): Semplificazione amministrativa, Servizi Demografici, Contenzioso, Sanità, Esternalizzazioni, Farmacia, Sociale, Istruzione, Lavoro e Formazione; Stefano Mariani (49 anni, commercialista): Bilancio e Finanze, Partecipate, Patrimonio, Sport; Mauro Tirimacco (62 anni, imprenditore): Centro storico e decoro urbano, Verde pubblico, Lavori pubblici, Protezione civile, Casa, Ricostruzione. Restano al sindaco le Politiche Comunitarie, associazionismo territoriale e Polizia locale. 

Ma scongiurato il rischio del commissariamento del Comune - i termini per andare alle elezioni nel maggio prossimo sono scaduti alla mezzanotte di ieri -, il Partito Democratico di Sulmona va incontro al commissariamento interno.

Il segretario del circolo cittadino, Sergio Dante, con il vice Carlo Piccone e altri quattro componenti della segreteria - Antonella Fiordi, Teodoro Marini, Eva D'Alberto e Pamela Della Sabina - si sono dimessi, protestando per il fatto che solo i consiglieri comunali del gruppo Pd sono entrati nella maggioranza salvando l'amministrazione Casini.

Una decisione che i sei dimissionari dichiarano "totalmente opposta a quanto stabilito in una riunione del Pd di Sulmona la scorsa settimana".

"In questa riunione era stato stabilito e assicurato che il Pd sarebbe entrato a far parte della maggioranza consiliare solo e soltanto se ci fosse stata la possibilità di dar vita e forma a una 'Giunta di salute pubblica' e quindi a una Giunta che sarebbe stata sostenuta da più forze partitiche e civiche - spiegano i sei esponenti dem - La soluzione di oggi non corrisponde a quanto stabilito e concertato durante la riunione del direttivo dem dove, tra l'altro, ci si era ripromesso di redigere un cronoprogramma delle azioni amministrative da presentare alla città come impegno e contributo della nostra forza politica ma, invece, vede solo e soltanto i consiglieri del Partito Democratico entrare a far parte della maggioranza".

"Da circa due settimane si è conclusa la campagna elettorale che ha visto Giovanni Legnini e tutto il centrosinistra abruzzese posizionarsi al secondo posto dopo il centrodestra - continuano i dimissionari - Il sindaco Casini ha sostenuto apertamente il centrodestra e la candidata Marianna Scoccia. Non è una questione di persone, non è una questione di nomi, ma una questione etica. Come possono gli organi di partito, provinciale e regionale, rimanere in silenzio di fronte a questo?".

"A questo punto non riteniamo sia più il caso di continuare a condividere lo stesso percorso politico all'interno del Pd con quella parte di persone che, probabilmente, condividono e sostengono una decisione e una scelta mai deliberata - annunciano - Lo facciamo prima di tutto come forma di rispetto verso tutti quegli iscritti del Pd che, pur non essendo in prima linea, si vedono rappresentati da noi nel partito, ma lo facciamo anche come forma di coerenza con quello che è sempre stato il nostro pensiero".

E in una nota, Raffaello la Cioppa e Mirko Mocellin, portavoce del MeetUp Amici Beppe Grillo di Sulmona, la definiscono una vittoria del "partito degli antagonisti".

"La tragicommedia politico-sulmonese, giunge al traguardo - aggiungono -, un traguardo purtroppo presumibile, preoccupante, surreale: un nuovo accordo di maggioranza è stato raggiunto proclamando la fine della democrazia. Vince il partito degli antagonisti, perché di protagonisti politici a Sulmona non ce ne sono più. Sono perfettamente presenti nella nostra memoria i fortissimi dibattiti tra la Casini e Di Masci, spesso al limite della buona educazione, quando erano entrambi in corsa per l'elezione a sindaco, sulle loro diverse visioni sia nell’idea di come governare la città e nei nomi da proporre".

"Quello che era stato annunciato come un provvedimento di 'salute pubblica' - incalzano - è divenuto un vero e proprio accordo politico, l’ennesimo “mischia, camuffa e imbroglia”, che dal teatrino dell’Opera Comunale, a notte fonda, vede sgusciare nell’oscurità i suoi attori: il sipario può rimanere abbassato visto che di spettatori non ce ne sono. Non si consente alcuna scelta ai cittadini e chi aveva votato per un soggetto politico, adesso si ritrova al comando il suo rivale, il contro, tutto ciò che il voto democratico non aveva espresso. Loro gli attori dunque, i cittadini le vittime. Il vero soggetto della recita? Le poltrone da occupare o da 'tenere calde'".

"Considerando e rispettando il voto dei nostri concittadini alle ultime elezioni comunali riteniamo che l'accordo fatto tra il PD e il sindaco non sia un accordo politico, ma un accordo fatto tra due forti personalismi che, piuttosto di prendere atto di un fallimento politico e amministrativo, trovano una convergenza per rimanere ancora all'interno dell'amministrazione attiva. Ci chiediamo come farà la nuova maggioranza imposta alla città, in poco più di un anno, a riesumare il motore distrutto. Soprattutto visto che si era andato a votare proprio per i danni provocati da questi stessi nuovi attori… Ci viene da pensare al reciproco scambio di accuse fra la Casini e Bruno Di Masci sulle responsabilità che hanno portato al declassamento dell’ospedale di Sulmona e a tanti, tanti elementi di diversità che, a nostro avviso, non potranno certamente essere d’aiuto alle emergenze ormai gravissime di Sulmona".

"Il MeetUp Amici Beppe Grillo di Sulmona - proseguono -, in nome della democrazia partecipata continuamente ferita da questi accordi fatti sui nomi e non sui contenuti, ritiene che l'unica soluzione sia quella di tornare al voto. Presenti nella tempesta, come sempre, lo dimostrerà a chi vorrà dare fiducia a un gruppo vicino alle esigenze delle persone.  Tutti sono invitati a partecipare agli incontri presso la nostra sede, proporre, attuare secondo le proprie esperienze e capacità, perché la città è di tutti e senza l’aiuto dei sulmonesi nulla potrà essere risolto. E tutti insieme, da protagonisti, quando sarà il momento, potremo mandare il partito degli antagonisti a casa", concludono.
 



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