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MARCOZZI, ''NON RIESCONO PROPRIO A IMMAGINARSI COME PERSONE NORMALI...''

STOP DOPPI VITALIZI: GLI EX AL CONTRATTACCO SI APPELLANO A COLLEGIO GARANZIE STATUTO

Pubblicazione: 18 dicembre 2018 alle ore 06:31

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L'AQUILA - Gli ex consiglieri regionali abruzzesi, nonché ex parlamentari, ancora percettori di doppio vitalizio, non demordono, e provano in tutti i modi a tenersi stretto quello che alla stragrande maggioranza degli italiani appare un inaccettabile previlegio.

Hanno chiesto infatti l'intervento urgente del Collegio garanzie statutarie della Regione Abruzzo, chiedendo di bloccare sul nascere, prima ancora della sua promulgazione, la legge approvata all'unanimità nel  consiglio regionale di novembre che ha appunto abolito il vitalizio regionale a chi già percepisce quello parlamentare,  e ha ridotto in  ogni caso  l'importo dell'assegno, dal 9 al 25 per cento, a partire dagli assegni superiori a 1.500 euro mensili per finire a quelli di oltre 6.000 euro.

Gli ex del doppio vitalizio, 14 in tutto, contestano il fatto che il consiglio regionale, in "prorogatio" e formalmente sciolto dopo le dimissioni di metà agosto del presidente  della Regione Luciano D'Alfonso, oggi senatore, fino alle prossime elezioni può legiferare, come da statuto,  solo sulla normale amministrazione, e  su misure urgenti e indifferibili. 

E secondo gli agguerriti ex la norma sul vitalizi non può essere annoverata in nessuno dei due casi. 

Lo stesso  argomento che ha avanzato in consiglio regionale, in totale solitudine, Leandro Bracco di Sinistra italiana, secondo il quale l'approvazione della norma è  stata per questo motivo solo una "sceneggiata".

Debole ed opinabile risulterebbe in altri termini la giustificazione, a difesa della legittimità della norma. Ovvero che il suo essere urgente e indifferibile risiede nel fatto di essere una riduzione di spesa in una regione fortemente indebitata. Tenuto anche conto  che il governo, su spinta del Movimento 5 stelle, si appresta in ogni caso a imporre il taglio non solo dei doppi vitalizi, ma anche degli importi, in base a quello effettivamente versato, passando cioè al metodo di calcolo contributivo. 

Alle regioni inadempienti sarà applicato un devastante taglio dell'80 per cento dei trasferimenti statali. 

Percettori  di doppio vitalizio sono in Abruzzo 14, più 5 che sono in attesa di percepirlo. 

Ci sono poi ancora una novantina di ex consiglieri che percepiscono il solo vitalizio regionale. 

A partire dai 65 o anche dai 60 anni con penalità, di assegni che vanno dai 1.800 euro, in caso di una sola legislatura all'Emiciclo, ovvero con 4 anni di contributi appena, ad un massimo di 5 mila euro al mese, per più legislature. Ci sono poi 42 eredi che percepiscono l'assegno di reversibilità, da 1.000 a 2.800 euro circa. 

Gli attuali consiglieri uscenti, alla prima esperienza all'Emiciclo, va rimarcato, il vitalizio non lo percepiranno, essendo stato abolito nel 2011, a partire appunto da questa legislatura. 

Il costo per le casse regionali è stato stimato per il 2019 nel bilancio di previsione del Consiglio, in 4 milioni e 935 mila euro, nel 2018 il costo è di 4 milioni e 650 mila euro. C'è infatti un onda lunga di beneficiari che man mano arriva all'età minima di 60 anni per ottenere l'assegno, e solo nel 2021 sarà raggiunto il picco oltre cui, anche senza nuovi provvedimenti, la spesa man mano si ridurrà fino ad azzerarsi. 

A percepire il doppio vitalizio in Abruzzo sono Luigi Borrelli  (vitalizio regionale lordo: 3.026,75 euro , vitalizio parlamentare netto 2.121,68 euro), Francesco  Cicerone ( 3.083 +2.134), Tommaso Coletti ( 2.219 +2.381),  Ottaviano Del Turco (.2.385+ 4.581), Augusto Di Stanislao ( 2.983 + 980), Antonio Falconio (3.577+2.157), Antonio Franchi (2.176 + 3.408), Ferdinando Marghutti (1.911 + 2.217), Arnaldo Mariotti (2.478 2.138),  Gianni Melilla (3.844+ dato non disponibile),Tommaso Perantuono (1.813, +4.047),  Antonio Saia (3.816+ 3.007), Angelo Staniscia (2.385 +4.581),  Bruno Costantini (3.816+3.408).

In attesa di percepire il vitalizio regionale e che ad oggi non vi hanno rinunciato sono invece  Maurizio Acerbo, Luciano D'Alfonso, Alfonso Mascitelli, Stefania Pezzopane  e Filippo Piccone.

MARCOZZI, ''C'E' CHI NON RIESCE A IMMAGINARSI COME PERSONE NORMALI...''

"Non riescono proprio ad immaginarsi come cittadini normali, a cui non sono dovuti questi assurdi privilegi, e fanno di tutto per tenersi stretto il doppio vitalizio. Leggo sulla stampa che mentre il M5S si impegna nelle istituzioni per portare le pensioni minime a 780 euro e rendere legge il Reddito di cittadinanza per gli italiani in attesa di occupazione, la vecchia classe politica degli  ex consiglieri regionali abruzzesi e gli ex parlamentari, sta  provando in ogni modo a mantenere lo status di privilegiati chiedendo, addirittura, l'intervento urgente del Collegio garanzie statutarie della Regione Abruzzo con il fine di  bloccare sul nascere la legge approvata in consiglio che ha abolito il vitalizio regionale a chi già percepisce quello parlamentare".

Ad affermarlo, a commento dell'articolo di Abruzzoweb, è Sara Marcozzi, consigliere regionale, prima firmataria della legge M5S sull’abolizione del doppio vitalizio, e candidata presidente per il M5S alla Regione Abruzzo.

“Quello del taglio dei costi della politica – continua – rimane una priorità per il M5S. Quanto fatto fin ora è solo l’inizio. Con il M5S al Governo di questa regione i costi della politica saranno tagliati in favore di azioni più utili ed eque che miglioreranno la vita di tutti gli abruzzesi e non solo di una privilegiata cerchia di politici ed ex politici.

"Questa legge – conclude Marcozzi – è urgente e indifferibile poiché il M5S al Governo ha stabilito che se le Regioni non si adegueranno al taglio dei vitalizi già adottato in Parlamento i fondi di funzionamento per gli Enti regionali saranno tagliati dell’80%".



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