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NUOVA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE REGIONALE: 'IRRESPONSABILE POLITICA DI TAGLI DEL DG IN PIENA PANDEMIA IN UN'AZIENDA DA ANNI SENZA CONCORSI E CON DOTAZIONE SOTTO DI MILLE UNITA''; 'VERI' MI HA DATO RAGIONE, SUBITO TAVOLO SU FUTURO LAVORATORI'

STABILIZZARE PRECARI ASL L'AQUILA, PIANO PD,
PIETRUCCI: ASSICURANO LEA E MOBILITA' ATTIVA

Pubblicazione: 11 maggio 2020 alle ore 10:39

L’AQUILA – “La Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila è quella con la più alta mobilità attiva d’Abruzzo, attira pazienti soprattutto da Roma e dal resto del Lazio. Una mobilità che va dal 27 a oltre il 30 per cento, laddove Teramo si attesta sul 17 per cento e Chieti-Pescara rispettivamente all’8 e all’11 per cento. Se consideriamo questi numeri e se ricordiamo che la dotazione organica della Asl provinciale aquilana è sotto di mille unità, tra personale sanitario e amministrativo, ci rendiamo conto che ci reggiamo grazie a circa 300-400 precari assunti negli anni post-sisma. Ecco perché è ora di stabilizzare e assumere personale, non tagliarlo”.

Snocciola dati e numeri il consigliere regionale del Pd, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci, in relazione a quanto accadendo in seno alla Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila guidata del direttore regionale, Roberto Testa: l’esponente dem torna a denunciare la politica di tagli di ore e mancati rinnovi di alcuni lavoratori decisa dal vertice aziendale, in piena emergenza coronavirus, con la motivazione dei richiami della Corte dei Conti, “un’azione irresponsabile visto che i precari, in assenza cronica di concorsi, assicurano i Livelli essenziali di assistenza”. Pietrucci, con coraggio, parla anche del “silenzio” dei suoi colleghi aquilani in Regione e degli altri esponenti politici ed istituzionali del territorio. 

Misure che – nonostante le rassicurazioni del manager in un comunicato dei giorni scorsi con cui lo stesso manager ha voluto tranquillizzare chi, come lo stesso Pietrucci, i sindacalisti della Cgil Francesco Marrelli ed Anthony Pasqualone, che allo stesso  Testa hanno chiesto un incontro, non concesso ancora, e della Uil Primo Cipriani e Teresa Circi, teme per il futuro anche di molti altri precari – “non sono minimamente accettabili”.

“Se vogliamo ridurre le liste di attesa, che in tempi ‘di pace’ erano di un anno – spiega il consigliere regionale – dobbiamo intanto assumere in deroga per l’emergenza Covid-19, come nel resto d’Italia, prima della chiusura delle contabilità speciali, visto che abbiamo gli strumenti normativi per farlo; poi, stabilizzare i precari, che non hanno colore politico e fare concorsi con riserva del personale già assunto e formato”.

“Stiamo entrando in un periodo di guerra, la Fase 2 – continua Pietrucci – per cui si dovrà affrontare non solo l’emergenza Covid-19, ma pure l’ordinario, cioè quel ‘mondo’ di persone che non è che non si sono ammalate, ma che hanno semplicemente dovuto rimandare esami e cure. È ora di aprire un tavolo serio, per parlare di questo precariato complesso, variegato, e di come affrontare la situazione. Si rischia di mandare a casa persone che hanno acquisito esperienza e professionalità, che hanno una famiglia e che se saranno mandate via ci ritroveremo a non rispettare i Livelli essenziali di assistenza”.

“Il silenzio dei miei colleghi politici? Credo non si stiano rendendo conto di ciò che sta accadendo – risponde alla domanda il ‘dem’ aquilano – ecco perché ancora non parlano pubblicamente. Non voglio pensare che ci sia qualcuno così cattivo da essere contento se c’è chi perde il lavoro”.

“I problemi che abbiamo oggi – spiega poi Pietrucci – derivano dal passato, l’ho spiegato all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, che mi ha dato ragione”.

Secondo Pietrucci, in particolare all’Aquila, sede dell’ospedale regionale “San Salvatore”, “è dal terremoto del 6 aprile 2009 che siamo messi male. All’epoca non è stato possibile espletare i concorsi, previsti proprio ad aprile. E con l’ospedale distrutto in molti sono andati via. Inoltre, il blocco del turn-over non ha permesso di rimpiazzarle. A quel punto, l’allora manager, Giancarlo Silveri, e poi il suo successore, Rinaldo Tordera, entrambi da ringraziare, hanno trovato una via di respiro con il lavoro interinale, sapendo però di non poter assumere per il blocco del turn-over che dal 20 per cento è arrivato al cento per cento. Oggi, quindi, dobbiamo aumentare i livelli occupazionali, tra l’altro in un momento di crisi mondiale”.

“La legge consente di trovare ogni strumento per dare una opportunità in più, in sede di concorso, a chi oggi sta lavorando della Asl”, assicura quindi. 

“Quanto influisce l’ospedale Covid-19 di Pescara sulle risorse disponibili? Non voglio fare campanilismo, ma l’assessore Verì è d’accordo con noi del Pd sul fatto che è mancata la programmazione che spetta alla Regione Abruzzo. Il nuovo direttore D’Amario e la stessa Verì hanno promesso che nei prossimi giorni lavoreranno per stabilire atti di programmazione”, prosegue.

Per fare questo, “all’assessore ho chiesto che vengano convocate tutte le parti sociali, non solo i sindacati dei lavoratori, ma anche dei medici ospedalieri e della medicina territoriale per parlare delle dotazioni e delle risorse umane della Asl. Lo spettro della Corte dei conti? Dovrebbe aggirarsi non dove sei sotto organico, ma forse qualcuno lo ‘chiama’ perché non vuole assumersi delle responsabilità”.

“Ripeto, alla Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila mancano mille persone. E con la salute e con la sanità pubblica non si scherza”, conclude.  (b.s.)



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