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SCELTI 11 PICCOLI COMUNI, A GUIDARE LA PROTESTA IL CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE DI CANISTRO MARIANI: ''NON SIAMO DISPOSTI A FARE DA CAVIE, ONDE ELETTROMAGNETICHE DANNOSE. APPELLO A SINDACO ''AFFINCHE' NON CONCEDA VIA LIBERA A INSTALLAZIONE ANTENNE''

SPERIMENTAZIONE 5G IN ABRUZZO: SCATTA MOBILITAZIONE, ''ATTENTATO ALLA SALUTE''

Pubblicazione: 02 aprile 2019 alle ore 06:15

CANISTRO - Sono 11 i piccoli centri abruzzesi selezionati tra i primi sperimentatori della tecnologia 5G, che renderà possibile le connessioni mobili superveloci: ma il primo test desta apprensione tra cittadini e amministratori allarmati dalle ripercussioni sulla salute delle onde elettromagnetiche. Perciò scatta la mobilitazione Innescata dalle opposizioni al comune di Canistro, uno dei centri "privilegiati".

Così, dopo le cinque "smart cities" italiane, tra le quali è inclusa anche L'Aquila, all'elenco si aggiungono 120 piccoli Comuni italiani che saranno parte attiva di questa fase di sperimentazione che comprende l'installazione di migliaia di piccole antenne. Tra questi comuni c'è anche quello di Canistro, che conta meno di mille abitanti, e qui il consigliere di opposizione Angelo Mariani fa un appello al sindaco, Angelo Di Paolo, affinché in sede di Consiglio comunale si deliberi per evitare di rilasciare concessioni e, contemporaneamente, invita i cittadini a mobilitarsi contro quello che sembra essere "un attentato alla salute di tutto il territorio".

"Ci auguriamo che il sindaco metta in atto tutte le misure necessarie per respingere questo rischio che va a ledere i cittadini", spiega Mariani che chiama a raccolta i cittadini per fare fronte comune anche con tutti gli amministratori degli altri paesi abruzzesi coinvolti, tra i quali tre nella Valle Roveto, Canistro, Morino e Civita d'Antino, oltre a quelli di Gagliano Aterno, Castiglione a Casauria (Pescara), Brittoli (Pescara), Introdacqua (L’Aquila), Barete (L’Aquila), Tossicia (Teramo), Montebello di Bertona (Pescara) e Fresagrandinaria (Chieti).

Il 5G viaggerà su frequenze altissime e mai usate finora, fino a 27,5 GHz (mentre con il 4G si arriva al massimo a 2,6 GHz): un’energia 11 volte superiore, rendendo possibile le connessioni mobili superveloci: antenne, modem che verranno implementati sugli smartphone, base station che sui tetti diffonderanno il segnale.

"Abbiamo avuto modo di confrontarci con diversi amministratori locali e abbiamo deciso di mobilitarci contro un progetto che è una vera e propria vergogna. Non siamo disposti ad essere usati come cavie - ribadisce Mariani - Canistro è un paese che vive prevalentemente di turismo, qui abbiamo le sorgenti dove sgorga la nostra preziosa acqua, un patrimonio ambientale che va preservato e che è uno dei fiori all'occhiello di tutta la regione".

Il rischio è che l’esposizione alle onde elettromagnetiche aumenti in modo esponenziale i rischi per la salute, favorendo la possibile alterazione del funzionamento delle cellule, come evidenziato da diversi studi scientifici. Timori che accrescono tra i cittadini, tanto che nelle scorse settimane è nata l'"Alleanza nazionale Stop 5G".

"In questi giorni stiamo valutando ogni possibile strada da intraprendere per scongiurare questo rischio - aggiunge Mariani - Ma la verità è che ogni decisione su eventuali concessioni spetta all'amministrazione comunale. Per questo, invito il sindaco, a deliberare in Consiglio comunale contro questo attentato alla salute pubblica e faccio appello agli amministratori di tutti gli altri comuni affinché si deliberi all'unanimità contro il posizionamento di queste antenne".  (azz.cal.)



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