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CONCORDATO IN BIANCO E COMMISSARIAMENTO PER HOLDING GRUPPO PESSINA: AVEVA VINTO GARA PER SANT'ANTONIO SPONGA, PER POI ENTRARE IN CONFLITTO CON REGIONE ABRUZZO E ABBANDONARE CON DENUNCE ALL'ENTE

SORGENTI CANISTRO: NORDA IN BRUTTE ACQUE,
ERA STATA CONCESSIONARIA PROVVISORIA

Pubblicazione: 30 gennaio 2020 alle ore 07:30

AVEZZANO - Si trova a navigare nel bel mezzo della tempesta, il gruppo Pessina, lo stesso che solo due anni fa, con la sua controllata Acque minerali per l'Italia (ex Norda), era stato accolto in Abruzzo come il player italiano capace di risollevare, con ingenti investimenti, le sorti dell'industria dell'acqua minerale di Canistro.

Acque minerali per l'Italia aveva vinto il bando del marzo 2017, ma poi revocato a novembre 2018 per lo sfruttamento delle sorgenti Sant'Antonio Sponga, inutilizzate oramai da oltre quattro anni, dopo che è stata tolta la concessione alla Santa Croce dell'imprenditore molisano Camillo Colella.

A causa delle perdite registrate nel comparto edilizio in crisi, sua principale attività, la storica società milanese ha infatti richiesto il concordato in bianco al Tribunale di Milano, che gli è stato approvato a fine luglio. Ed è ora alle prese con un non facile piano di risanamento, e di pagamento della lunga lista di creditori.

Commissari giudiziali sono stati nominati Alfredo Haupt e Paola Pagini.

Fondata da Carlo Pessina nel 1954, la società è ora guidata dal presidente Massimo Pessina e dall’amministratore delegato Guido Stefanelli.

E’ stata tra i pionieri italiani del project financing, ed opera anche nei settori di costruzioni, infrastrutture e ristrutturazioni. data come vicina polticmante al Partito democratico ai tempi del segretario ed ex premier Matteo Renzi, aveva rilvato l’Unità, quotidiano d'area dem, ora chiuso e soppiantato dal quotidiano on line Democratica.

E poi appunto i Pessina sno grandi player nel settore delle acque minerali, con i prestigiosi marchi Sangemini, Gaudianello e Norda, quest'ultima quella che doveva essere imbottigliata a Canistro.

Sembra sia stato un importante ostacolo per il gruppo Pessina, anche l'appalto, poi revocato a settembre dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, per la realizzazione in project financing del nuovo ospedale di La Spezia, che ha generato da solo una perdita di fatturato annua compresa tra i 30 e i 40 milioni.

Inoltre, la stessa famiglia controlla all’80% lo storico quotidiano l’Unità, che ha interrotto le pubblicazioni nel giugno 2017, affossato da un’enorme mole di debiti.

Lontani insomma i tempi quando l'ex vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli del Partito democratico, poi diventato presidente vicario dopo la elezione a senatore del Pd di Luciano D’Alfonso, e il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, avevano visto nei Pessina i salvatori della patria.

In realtà Canistro, per i Pessina, non è stata terra ospitale e generosa.Ottenuta la concessione provvisoria, prevalendo sulla concorrente Santa Croce, la società è subito entrata in conflitto con la Regione, rifiutandosi di sottoporre entro 60 giorni il suo progetto industriale alla Valutazione di impatto ambientale (Via), requisito che pure era previsto nel bando del 15 dicembre del 2016, ritenendo sufficiente un più snella Verifica di assoggettabilità.

Ne è nato un serrato contenzioso al Tar. Sullo sfondo il vizio di fondo del bando, che ha impedito ad Acque minerali per l'Italia di realizzare il piano industriale, che non poteva prescindere dalla realizzazione di uno stabilimento, visto che quello esistente è di proprietà della Santa Croce, che ha inteso non venderlo, nè affittarlo, a causa del duro contenzioso con Regione e Comune, esploso a seguito della revoca della concessione.

Ad Acque minerali per l'Italia, infatti, non è stato messo a disposizione un terreno edificabile e a vocazione industriale. Anche e soprattutto per questa ragione, la società ha man mano maturato la decisione di gettare la spugna, minacciando a più riprese la richiesta di risarcimenti milionari.

L'epilogo a novembre 2018, quando a Commissione Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo ha archiviato la pratica del progetto industriale di Acque minerali per l’Italia, a cui ha fatto seguito la revoca della concessione. A seguire il nuovo bando, indetto a febbraio 2019, a cui partecipano il gruppo San Benedetto e la Santa Croce, e di cui si attende e la convocazione per l'apertura delle buste B con l'offerta economica.



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