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SITO CONTAMINATO DI PIANO D'ORTA: PER ARTA MONTAGNE DI VELENI, MA BONIFICA AL PALO

Pubblicazione: 25 settembre 2019 alle ore 20:36

PESCARA - Intorno all'insediamento industriale in località Piano D'Orta, nel comune di Bolognano (Pescara) dove insisteva fino agli anni '60 lo stabilimento della Montecatini, le ceneri di pirite piene di piombo, arsenico e selenio si ritrovano fino a 10 metri di profondità addirittura lungo la strada perimetrale del vecchio impianto. Inoltre sono stati trovati grandi cumuli di rifiuti fino al fiume Orta. Praticamente le collinette alte 5-6 metri che a prima vista si presentano verdi perché coperte da vegetazione, nascondono in realtà grandi quantità di veleni.

Ad attestarlo sono le ultime relazioni dell'Agenzia regionale per la tutela ambientale, (Arta), illustrate oggi nel corso della riunione convocata dalla Regione Abruzzo. A dieci anni dalla scoperta dell'enorme discarica abusiva di rifiuti tossici. Non distante da quella, ancor più famosa, del polo chimico di Bussi. Due bombe ecologiche accomunate dal fatto che le bonnifche sono ancora al di la da venire. 

A partecipare alla riunione anche l'associazione ambientalista Stazione ornitologica abruzzese.

"La situazione è sempre più grave - spiega il presidente Augusto De Sanctis - mano a mano che le indagini ambientali procedono in un'area che è anche abitata da decine di persone. Nella riunione di oggi abbiamo ribadito agli enti che è fondamentale procedere recuperando anni di ritardi inaccettabili. Finalmente l'amministrazione comunale di Bolognano con il nuovo sindaco ha dichiarato di voler superare quei tentennamenti che avevano sempre contraddistinto l'attività di quel comune nell'affrontare questa vicenda."

"Come Forum H2O e Stazione Ornitologica Abruzzese - prosegue De Sanctis - riteniamo che non abbiamo bisogno di procedere con il freno a mano tirato ma di andare avanti su una situazione complessa dove non mancano criticità nei rapporti con tutti i soggetti privati a vario titolo coinvolti, da Enel Green Power che ha depositato un ricorso al presidente della Repubblica su una nota peraltro interlocutoria del Ministero, alla società Moligean proprietaria dei vecchi edifici industriali che essa non ritiene essere pericolanti e alla Edison, soggetto responsabile per la bonifica, che invece pensa lo siano evitando quindi di avvicinarsi, escludendo per ora qualsiasi intervento su vaste aree per ragioni di incolumità del proprio personale impegnato nei lavori".

Nella riunione di oggi si è espressa la neceisstà che il Ministero proceda immediatamente con la riperimetrazione del Sito nazionale di bonifiche, tenendo conto esclusivamente di quanto già comunicato dalla Regione nel 2018. 

Nel frattempo sulle ulteriori aree indicate dall'Arta in cui sono stati ritrovati alcuni abbandoni di rifiuti si procederà a verifiche sull'estensione degli stessi e sulla presenza di altre situazioni di criticità, tenendo conto che ci sono costruzioni che, a differenza dell'altra zona su cui estendere il perimetro, non sono state realizzate direttamente sulla vecchia area industriale; ci sono dei campi che richiedono una caratterizzazione secondo quanto previsto dalla normativa appena emanata sulle aree agricole. Solo dopo queste verifiche si procederà ad un'eventuale richiesta di ulteriore ampliamento del sito.

Il Comune di Bolognano si è impegnato a risalire a tutte le proprietà delle aree interessate secondo il catasto e ad emanare le ordinanze sindacali necessarie per rimuovere gli abbandoni dei rifiuti sia dentro che fuori dal Sin, a condizione che la Regione Abruzzo supporti questa azione con parte dei fondi ministeriali (oltre 1 milione di euro) già disponibili in quanto derivanti dall'accordo di programma esistente sul Sin. Sempre la Regione, essendo tutti i rifiuti riconducibili alle passate attività industriali, chiederà al Ministero di poter impegnare questi denari anche nelle aree immediatamente circostanti al Sin, sia del perimetro attuale che di quello futuro.

La Regione promuoverà infine un incontro con Moligean al fine di poter risolvere la questione degli edifici industriali abbandonati la cui presenza impedisce fisicamente di accedere a molte delle aree che devono essere ancora caratterizzate da Edison.

In ogni caso si farà presente che tali edifici rappresentano un ostacolo fisico alle attività di bonifica obbligatorie per legge, in presenza di rifiuti e acque contaminate che ancora insistono dentro i manufatti.

Il Comune di Bolognano, dopo che la Sovrintendenza ha ritenuto di non dover apporre alcun vincolo sugli edifici, ha confermato l'indirizzo di voler procedere al risanamento delle aree tenuto conto della grave situazione di contaminazione e dell'esistenza di analisi di rischio preoccupanti. Tra l'altro gli stessi edifici potrebbero essere a loro volta contaminati.

"Auspichiamo che il Ministero dell'Ambiente, soggetto competente per il Sin, proceda celermente dimostrando di far seguire alle parole i fatti. Regione, Provincia e Comune si sono oggi impegnati su molte questioni che da tempo attendono una risoluzione. Non c'è più tempo da perdere", conclude De Sanctis.

 



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