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QUI CENTRODESTRA: DATA DEL VOTO IGNOTA, MA SI SCALDANO I MOTORI,
LUNGO ELENCO DEI PRETENDENTI; DI NINO PRECISA, ''RESTO A FARE SINDACO''

SI APRE CORSA ALL'EMICICLO TRA EMERGENTI,
EX E TROMBATI TUTTI SOGNANO LO SCRANNO

Pubblicazione: 15 marzo 2018 alle ore 06:45

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L'AQUILA - Nessuno sa quando con certezza si tornerà a votare per il rinnovo del Consiglio regionale in Abruzzo e tutto dipenderà dalle tempistiche con le quali Luciano D’Alfonso, eletto senatore si dimetterà da presidente della Regione. Comunque o in autunno, oppure a scadenza naturale, nella primavera del prossimo anno.

Sarà in ogni caso questione di mesi. Nonostante la maratona per elezioni politiche del 4 marzo sia appena terminata, in particolare nel centrodestra intanto è già lanciata la corsa alle candidature, sia per la presidenza della Regione, sia per uno scranno da consigliere, con un gran sgomitare di astri emergenti, parlamentari uscenti, e aspiranti tali ma trombati alle politiche, e da parte di chi si è battuto ventre a terra in questi anni e ora vuole passare all'incasso.

Con la consapevolezza che l'avversario da battere sarà il Movimento 5 stelle, che anche in Abruzzo ha sbaragliato il campo sfiorando il 40 per cento, piuttosto che il centrosinistra a pezzi, crollato tutto insieme al 17,6 per cento. E che i posti a disposizione a Palazzo dell'Emiciclo, anche per la coalizione vincente, non potranno essere più di una ventina, di gran lunga di meno rispetto ai pretendenti di una certa caratura.

Prima complicazione in Abruzzo per il centrodestra è l’aut aut, poche ore dopo il voto, della Lega, che con il neodeputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale, rivendica il diritto di esprimere il candidato presidente di tutta la coalizione, in qualità di “forza trainate”, in virtù del 13,8 per cento alla Camera, e del 13,9 al Senato e dell’elezione per la prima volta nella storia in Abruzzo di ben tre parlamentari, due alla Camera e uno al Senato. Ma è una battaglia tutta da vivere perché in Abruzzo Forza Italia, in controtendenza nazionale, è arrivata avanti alla Lega, secondo partito dietro il Movimento cinque stelle, con il 14,4 per cento alla Camera e il 15,9 per cento al Senato.

Chi possa essere il candidato leghista alla presidente della Regione, è presto per dirlo.

Senz’altro rivendica attenzione il territorio aquilano, dove la Lega ha raggiunto quota 19 per cento, e dove i salviniani, nella maggioranza del capoluogo abruzzese del sindaco Pierluigi Biondi, hanno la bellezza di quattro consiglieri e due assessori, tra cui Luigi D’Eramo che, eletto parlamentare, lascerà a breve l’incarico. Pronti a correre  alle regionali ci sono il coordinatore provinciale dell'Aquila Emanuele Imprudente, l'altro assessore comunale a L'Aquila,  i coordinatori locali Fabio Federico (Sulmona) e Luca Casciere (Avezzano). Per non parlare di Gianfranco Giuliante, ex assessore regionale di centrodestra, area Alleanza nazionale, da pochi mesi nella Lega, nel ruolo di coordinatore dei dipartimenti abruzzesi.

Tanti i pretendenti anche in altri territori, Piero Fioretti coordinatore di Teramo, prima stretto collaboratore di Giuliante, ora di Bellachioma, il sindaco di Campli (Teramo) Pietro Quaresimale, il primo sindaco abruzzese ad aver aderito al movimento di Matteo Salvini. C'è poi Lucrezia Rasicci, candidata della Lega alla Camera nel collegio uninominale Teramo. Battuta da Antonio Zennaro del Movimento 5 stelle, ma pure sempre appena 26 enne e con una carriera politica davanti. L'elenco potrebbe essere ancora più lungo, visto che molti ora vogliono salire sul carro, o meglio il carroccio del vincitore. Sarà un caso, ma nella conferenza stampa della Lega dell'8 marzo a Pescara erano presenti a sorpresa, anche esponenti politici che hanno militato in altri partiti, come l'ex assessore al Comune di Pescara, in quota Italia dei Valori, Adelchi Sulpizio, e l'ex consigliere regionale di Forza Italia Riccardo Chiavaroli, ex consigliere regionale di Forza Italia eletto nel listino, con un passato da militante del Partito Radicale.

La presa di posizione della Lega, che ambisce a guidare il centrodestra abruzzese, non può certo fare piacere a Forza Italia, che con il coordinatore regionale Nazario Pagano, eletto anche lui al Parlamento, ricorda che a differenza che altrove Forza Italia resta in Abruzzo prima forza della coalizione. C’è però chi, a cominciare dall’ex parlamentare Antonio Razzi, con il dente avvelenato perché non ricandidato, gli ricorda che alle politiche del 2013 il Popolo delle libertà era sopra il 24 per cento, e la Lega pressoché inesistente. Per lui insomma "Pagano ‘cicciobello’ prende fischi per fiaschi".

In questo scenario già di per sé alquanto incerto e conflittuale, sono molti, forse troppi, in Forza Italia, ad ambire alla candidatura a presidente. Lega permettendo, come detto.

Ci sono innanzitutto Lorenzo Sospiri, il pescarese capogruppo Fi in Consiglio regionale, e Mauro Febbo, battagliero presidente della Commissione garanzia, esponete di spicco nella provincia di Chieti.

Hanno pari ambizioni altri pezzi da 90 degli azzurri abruzzesi, come il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, da poco forzista, dopo aver detto addio al Nuovo centro destra.

C'è poi il parlamentare uscente Fabrizio Di Stefano, che puntava ad una ricandidatura, ma è stato estromesso anche perché, assicurano i ben informati, appartenente a quell’area degli ex Alleanza nazionale, come del resto Febbo e Sospiri, ritenuti dai vertici del partito, a cominciare da Silvio Berlusconi,  poco propensi e malleabili in caso di larghe intese con il Pd. Ipotesi che poi il risultato elettorale ha reso molto più remota. Un limite che invece non si pone per le Regionali, essendo questi possibili candidati aennini più vicini alle posizioni della Lega, con cui non si può non fare i conti.

Nel territorio aquilano e marsicano, in particolare c’è poi un gran numero di pretendenti ad un posto in lista almeno come consigliere.

L'uscente Emilio Iampieri, avezzanese presidente della Commissione Immigrazione, innanzitutto, ed anche Antonio Del Corvo da Celano, prima berlusconiano, nel Popolo della libertà, con cui è diventato presidente della Provincia dell’Aquila, poi passato agli alfaniani, infine ritornato in Forza Italia con cui si è candidato alle politiche del 4 marzo, ma in una posizione di servizio quindi con una elezione impossibile. A buon rendere, però.

Nella Marsica potrebbe farci un pensiero anche l’ex assessore nella giunta regionale di centrodestra di Gianni Chiodi, Daniela Stati, che da poche settimane si è dimessa per motivi personali dalla direzione amministrativa della clinica Ini di Canistro.

Questa volta però si candiderebbe nel centrodestra, dopo il fallito tentativo nelle ultime regionali con Abruzzo civico, lista a sostegno di Luciano D’Alfonso.

E ancora: potrebbe ritentare il rientro in Regione il celanese Filippo Piccone. Eletto col Popolo della libertà alle politiche del 2013, il 21 dicembre scorso ha deciso di rassegnare le dimissioni per motivi personali, e in dissenso con la linea filo-governista del Nuovo centro destra, tornando nell'ovile forzista.

Per Piccone del resto è oramai sfumata la possibilità di diventare europarlamentare, subentrando come primo dei non eletti a Lorenzo Cesa, che resta a Bruxelles perché ha clamorosamente mancato l’elezione alle politiche nel collegio di Nola, che pure era  considerato feudo blindato del centrodestra.

A candidarsi ci sta facendo un pensiero anche il parlamentare uscente e consigliere comunale di Avezzano Massimo Verrecchia, subentrato a Piccone in Parlamento a Camere sciolte, e per poche settimane.

A Palazzo dell’Emiciclo puntano anche candidati uscenti che hanno incassato la cocente delusione il 4 marzo, fallendo un’elezione che in molti davano per quasi certa. Due nomi su tutti, nella valle Peligna: la due volte onorevole Paola Pelino e Antonella Di Nino, sindaco di Pratola Peligna (L'Aquila). Di Nino, però ad Abruzzoweb smentisce ongi suo interessamento, precisndo che "resterò a fare il sindaco".

Nel versante aquilano in Forza Italia nome pesante è quello di Guido Quintino Liris, vice sindaco del capoluogo abruzzese che anche dai forzisti, come da parte dei leghisti è considerata oramai una roccaforte del centrodestra. Liris, candidato alle politiche in posizione di servizio, alle amministrative dello scorso giungo all'Aquila ha collezionato quasi mille voti. C’è poi l’ex consigliere regionale ed ex forzista Luca Ricciuti, ora esponente di Fratelli d'Italia, e oltre a lui tanti potrebbero essere i pretendenti aquilani ad un posto in lista che però come si evince dal lungo elenco qui stilato appare a dir poco sovraffollato.

Spostandosi nel teramano, ci si imbatte innanzitutto nell’incognita Gianni Chiodi. L’ex presidente della Regione era certo di essere candidato sicuro e blindato in Forza Italia, poi all’ultimo momento è stato escluso, e si è candidato con la cosiddetta quarta gamba del centrodestra di Noi con l'Italia-Udc, non senza lanciar strali contro il suo partito. Nella sua Teramo ha preso il 6,49 per cento, ben al di sopra del modestissimo risultato della quarta gamba assai claudicante anche in Abruzzo, sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento. C’è chi però vorrebbe Chiodi candidato alle amministrative di Teramo, dove la poltrona è vacante dopo la defenestrazione da parte della sua stessa maggioranza di centrodestra del sindaco, Maurizio Brucchi.

A tal proposito sarà interessante vedere cosa farà il consigliere regionale forzista Paolo Gatti, vice presidente vicario della Giunta. Lui dava per certa la candidatura in parlamento, mettendo sul piatto della bilancia le 10 mila preferenze prese alle ultime regionali. Ma il partito a cominciare dal coordinatore regionale Pagano, non gli ha perdonato, di essere stato il regista della caduta rovinosa di Maurizio Brucchi, Inoltre a mettere un veto alla candidatura di Gatti è stata anche Fratelli d’Italia. La leader Giorgia Meloni non ha dimenticato che nel 2013 Gatti si è candidato al Parlamento proprio con Fdi, e subito dopo la mancata elezione, è tornato in Forza Italia.

Gatti la campagna elettorale per Forza Italia l’ha fatta, seppure in modo defilato e forse con poche motivazioni, tanto che si era sparsa la voce che addirittura avesse veicolato i suoi voti sul candidato del Pd Sandro Mariani, capogruppo in Regione. Voci bollate come fake news dallo stesso ex assessore della Giunta Chiodi.

Non va infine certo dimenticato Fratelli d'Italia, terza forza della coalizione che non ci sta certo a fare il ruolo della comprimaria.

Del resto il partito della Meloni in Abruzzo ha preso un buon risultato: nelle politiche del 2013 era al Senato al  3,5 per cento, alla Camera 2,8 per cento, oggi al Senato è salito al 4,8 per cento e alla Camera al 5 per cento, due punti in più anche rispetto la media nazionale del partito in questa tornata.

Candidati probabili, o perlomeno aspiranti tali per Fratelli d'Italia, molti di coloro che si sono candidati alle politiche del 4 marzo. Ovvero Giandonato Morra, ex consigliere regionale del Pdl ed assessore nella giunta Chiodi, il coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, e sua moglie Ersilia Lancia, consigliera comunale dell'Aquila, l'ex presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ex Forza Italia ed ex Ncd che ha aderito a Fratelli d'Italia da pochi mesi. Infine il consigliere comunale dell'Aquila di Fratelli d'Italia, Giorgio De Matteis, ex vice presidente del Consiglio regionale per l'ora scomparso Movimento per le autonomie, al quale non dispiacerebbe affatto un ritorno a Palazzo dell'Emiciclo.​

DI NINO PRECISA: "NON CI SARÀ MIA CANDIDADURA ALLE PROSSIME REGIONALI"

"Non mi candiderò alle prossime elezioni regionali, sia se si svolgeranno nel prossimo autunno che al termine della legislatura”.

A  precisarlo ad Abruzzoweb è il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, che smentisce così l’ipotesi di un suo interesse a correre per le prossime elezioni regionali.

"Per prima cosa  - spiega Di Nino - ritengo che non ci si possa candidare ad ogni elezione, perché questo darebbe la bruttissima impressione di ritenere ogni scadenza elettorale utile solo a sostenere ambizioni esclusivamente personali, e questo non rientra nel mio modo di pensare e di fare la politica. Ho scelto di candidarmi alle ultime elezioni politiche perché si sono create delle opportunità e ho ritenuto di mettere a disposizione del mio territorio e dell'Abruzzo un profilo nuovo e una opportunità di slancio e cambiamento con il mio partito, Forza Italia, dove sono da sempre perché ritengo la coerenza un valore che va al di là dei risultati e degli esiti elettorali, belli o brutti che siano e per il quale partito continuerò a lavorare con entusiasmo e tenacia come ho sempre fatto”.

“Trasformismi e cambi di schieramento mi sono lontani anni luce – conclude Di Nino -  I cittadini hanno democraticamente scelto i "grillini" anche nel mio collegio uninominale, ma non mi sento affatto una sconfitta in cerca di una nuova opportunità. Ho preso quasi 140 mila voti, faccio il Sindaco del mio paese e svolgo la mia professione di avvocato con piena soddisfazione. Per di più, una mia candidatura per il prossimo Consiglio Regionale mi imporrebbe questa volta le dimissioni dalla carica di sindaco di Pratola Peligna, e la parola dimissioni non sta proprio scritta nel mio vocabolario. Mai tradirei la fiducia dei miei concittadini abbandonando un ruolo che mi onora e spinge ogni giorno a fare sempre di più".



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