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SCREENING DEL COLON: ASL L'AQUILA LANCIA CAMPAGNA PREVENZIONE, ''I CONTROLLI SONO ESSENZIALI''

Pubblicazione: 12 dicembre 2019 alle ore 19:08

L'AQUILA - Sono oltre 86mila le persone, residenti in tutta la provincia dell'Aquila, che la Asl prevede di sottoporre a screening del colon in un determinato arco temporale.

Quello del colon è uno degli screening (insieme alla mammella e al tumore del collo dell’utero) che rientra nella campagna di prevenzione rilanciata con forza nelle settimane scorse dall’azienda sanitaria.

La direzione Asl, per sensibilizzare l’utenza interessata ha attivato un numero verde 800169326 che è gratuito da rete fissa mentre se, si chiama dal cellulare, un avviso indirizza la telefonata al fisso 0862 368702 che prevede un costo in base al gestore prescelto. Il filo diretto con l’utenza è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 14, e dalle 15 alle 17.

Per procedere allo screening del colon, nel primo livello di controllo, è lo stesso utente che provvede al prelievo delle proprie feci (esame del sangue occulto) tramite una provetta spedita dalla Asl a domicilio insieme a una lettera in cui si spiega come fare.

Nella nota di accompagnamento, recapitata all’utente, si indicano i centri di raccolta, ubicati nei distretti sanitari, ai quali consegnare il materiale organico per farlo esaminare. Se si trovano tracce di sangue nelle feci scatta il controllo di secondo livello, cioè la colonscopia.

Nel caso in cui dagli esami strumentali emergano patologie (neoplasie o altro) la Asl prende in carico il paziente, curandone il percorso di cura e assistenza, tra cui prenotazione per visite e successivi, periodici controlli.

Nella provincia di L’Aquila la popolazione target, che rientra nei parametri di età tra 50-69 anni, è di 86.408 persone. Lo scorso anno l’azienda sanitaria ha inviato a domicilio lettere-invito con le provette a 43.029 persone, 16.703 in più rispetto al 2017, registrando anche un aumento degli esami eseguiti: 9.256 contro i 5.901 del 2017. Lo screening del colon, sempre per la fetta di popolazione ricompresa nel range anagrafico indicato, va ripetuto ogni 2 anni. 

"Questo tipo di screening, al pari di quello della mammella e del tumore del collo dell’utero - ribadiscono i medici della Asl - è una tappa fondamentale nella prevenzione perché, se fatto secondo la tempistica prevista, consente di individuare per tempo patologie gravi e di intervenire con efficacia tramite diagnosi precoce".

 



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