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SANITA': VERI', ''SUPERATA URGENZA, ORA PROGRAMMAZIONE'', PD, ''FASE 2 SENZA UN PIANO''

Pubblicazione: 07 maggio 2020 alle ore 18:13

L’AQUILA – "Ho raccontato come L’Abruzzo ha gestito l’emergenza Covid mettendo in campo una serie di azioni definibili come sette pilastri. Dopo la fase dell’urgenza, da cui siamo usciti, adesso siamo nella fase della programmazione, così come ci viene richiesto dalle linee guida ministeriali. Il percorso è ancora lungo ma iniziamo a vedere la luce".

E' quanto ha dichiarato l’assessore regionale Nicoletta Verì, della Lega, questa mattina in audizione nella Commissione Sanità.

Per il direttore del Dipartimento Salute regionale e membro della task force nazionale Claudio D’Amario: "In Abruzzo dobbiamo realizzare una rete per l’assistenza covid che forse ricalcherà la rete dei dispensari realizzata nel dopoguerra per le malattie tubercolari. Tra il settore più a rischio per la salute e la ripartenza c’è quello dei trasporti. Siamo aiutati dalle chiusure delle scuole ma la mobilità rappresenta il vero rischio per la nostra Regione".

L'opposizione attacca e definisce quelle di stamattina "audizioni deludenti": per Silvio Paolucci, capogruppo Pd, "Non possiamo permetterci di tornare in Fase 1, senza una rotta sicura e una lista solida di cose da fare, eliminare questo rischio non sarà possibile", mentre il consigliere dem Pierpaolo Pietrucci sottolinea la necessità di tutelare i precari.

Verì ha riepilogato anche come sono stati impiegati i 30 milioni di euro ricevuti dal Governo: 5.480.000 di euro  per il personale e gli straordinari, 2.192.000 di euro per il reclutamento professionale, 5.261.000 di euro per le strutture private accreditate o autorizzate,  3.507.000 di euro per l’utilizzo del personale accreditato, 14.467.000 di euro per il personale delle Usca. Un ulteriore contributo pari a poco più di 1.096.000 di euro la regione lo ha ricevuto come anticipo dei fondi dell’articolo 20 per opere di edilizia sanitaria. L’importo è stato suddiviso in parti uguali tra tutte le quattro asl provinciali. 

Altri dati hanno riguardato il dettaglio della spesa del personale: assunti 76 medici, 181 infermieri, 91 Operatori socio-sanitari, 13 collaboratori professionali, 62 operatori tecnici  e autisti del comparto sanità. Estesa l’indennità di malattie infettive a tutto il personale. 

“E’ inoltre in corso la definizione di una premialità –ha spiegato la Verì – per le mensilità di marzo ed aprile in favore del personale sanitario che verrà diviso in due fasce di premialità: fascia A pari ad una premialità di 40 euro l’ora; fascia B pari ad una premialità di 20 euro l’ora. Si tratta di fondi regionali”. 

E sulla gestione dei malati nei prossimi mesi la Verì ha parlato della "Realizzazione di una rete che non si basa solo sull'ambito ospedaliero ma anche quello territoriale con l'istituzione delle Usca e di una serie di cure domiciliari." 

Per D’Amario, "Il sud ed anche l’Abruzzo hanno retto bene l’ondata covid perché avevano mantenuto in piedi la rete delle malattie infettive. Inoltre abbiamo rilevato che le grosse concentrazioni di malati si sono registrate nelle città metropolitane dove sono più frequenti scambi e contatti". 

"Questo spiega – dice D’Amario - perché l’area metropolitana di Pescara sia più colpita rispetto all’Abruzzo interno". 

Sulla rete per l’assistenza Covid ha aggiunto che "va presentata al Governo che poi la dovrà finanziare e prevederà posti attivi e  posti attivabili. Serve un’offerta equa e distribuita su tutto il territorio regionale, una rete tempo-dipendente per tutti gli abruzzesi. E’ una grande occasione per ridiscutere tutta la rete dell’assistenza territoriale regionale". 

Infine D’Amario ha fatto una previsione sull’evoluzione del virus: "Per giugno torneremo alla normalità, anche se la patologia non scomparirà del tutto e dovremo conviverci per almeno un anno e mezzo. Spero che siano i farmaci la cura per il covid e non necessariamente il vaccino che ha tempi lunghi di produzione e soprattutto di somministrazione". 

In una nota il capogruppo Pd Paolucci incalza: "Ci aspettavamo di sapere nel dettaglio come sarebbero state spese le risorse a disposizione parliamo di oltre 31 milioni di euro del Decreto Cura Italia e di un aumento del fondo sanitario di oltre 80 milioni, che sommati fanno almeno 120 milioni, ma niente, non esiste un programma. Anzi, è stato persino teorizzato che il programma in sede di emergenza addirittura non serva, anche se la mancanza l’abbiamo già pagata cara con il ritardo estremo denunciato dai sindaci, dai cittadini e dagli operatori sanitari: nella rilevazione e gestione dei tamponi, con l’inesistenza di una programmazione degli investimenti e della riorganizzazione dei servizi territoriali, per arrivare persino alla scarsità di dispositivi di protezione". 

"Noi ci aspettiamo di avere questo programma, perché l’uscita dalla pandemia deve assolutamente prevedere una rete di protezione e sorveglianza sanitaria in grado di accompagnare e supportare la comunità a un regime di vita il più 'normale' possibile, non di emergenza". 

"Staremo attenti che non si ripeta quello che è accaduto con la Cassa Integrazione in Deroga - puntualizza -, oggi grazie anche alle nostre battaglie e denunce ci è stato detto che è stato processato l’86 per cento delle domande, ma saremo vigili finché le spettanze non arriveranno ai lavoratori abruzzesi, che purtroppo sono fra gli ultimi in Italia a riceverle". 

"Peraltro - aggiunge - un’azione programmata diviene ancora più indispensabile per il futuro, quando sarà necessario riuscire a contenere l’indice del contagio a livelli di controllo, affinché non si proceda con provvedimenti restrittivi limitati ai territori dove si verificano emergenze o nuovi picchi". 

"Non possiamo permetterci di tornare in Fase 1, senza una rotta sicura e una lista solida di cose da fare eliminare questo  rischio non sarà possibile e anche se oggi la Regione accoglie Claudio D’Amario come direttore del Dipartimento Sanità, la struttura resta ancora priva dei dirigenti di settori strategici e di questo la maggioranza continua a non preoccuparsene", conclude Paolucci. 

Per Pietrucci, "In primis c’è da affrontare con tempestività la questione dei lavoratori precari della Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, sulla quale, dopo essere intervenuto insieme alla Cgil  il 30 aprile scorso, ho avuto dal direttore generale Asl Roberto Testa e dal direttore regionale della Sanità Claudio D’Amario rassicurazioni sul fatto che si sarebbe aperto un tavolo di confronto con le parti sociali". 

"Purtroppo - aggiunge - la convocazione del tavolo non è ancora arrivata, ed è notizia recentissima che, al contrario, sono stati fatti tagli al personale in nome di una 'prima fase di un processo di ristrutturazione del settore amministrativo Asl, tramite una rimodulazione dell’organizzazione del lavoro'. E’ urgente che il Tavolo venga convocato e che sia promosso e gestito direttamente dall’assessore Verì, per competenza". 

"Ho chiesto inoltre all’assessore se è a conoscenza del fatto che il presidente Marco Marsilio ha dichiarato di voler aprire un Covid Hospital in ogni provincia abruzzese. Questo dovrebbe voler dire che sono previste ulteriori risorse per assumere il personale necessario. Dunque, sono state prese decisioni in merito? E a quanto ammonta lo stanziamento?". 

E ancora: "Come mai la Delibera della Asl di Pescara relativa al Covid Hospital parla di posti letto duraturi? E’ stato calcolato il coefficiente di vulnerabilità sismica e la conseguente stabilità della Palazzina C denominata ex Ivap dell’Ospedale Covid di Pescara? E sempre a proposito di stanziamenti, quale è la quota di risorse proprie che la Regione Abruzzo investirà per realizzare la Centrale Unica del 118?".
 
"Non si hanno notizie della programmazione sanitaria per la Marsica: rientrerebbe nella strategia Covid del presidente per tutte e quattro le Province? L’assessore parla della costituzione di una cabina di regia, di una cabina di Comando e di una task-force costituita da 'validi professionisti'. Sono pagati dalla Regione Abruzzo? Sono gli stessi che hanno collaborato all’emanazione delle 16 Ordinanze del presidente Marsilio? Sono tanti gli interrogativi per i quali attendiamo risposta", conclude Pietrucci.

 



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