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IN CASO DI CADUTA GOVERNO, SINDACO BIONDI PRONTO A CANDIDARSI, NEL CENTROSINISTRA POTREBBE RIPROVARCI PIETRUCCI, NEL CENTRODESTRA IPOTESI EX DIRETTORE GENERALE ASL, E PARLAMENTARE LEGHISTA

RITORNO AL VOTO AL COMUNE DELL'AQUILA: SPUNTANO NOMI DI TORDERA E D'ERAMO

Pubblicazione: 16 agosto 2019 alle ore 07:30

L'AQUILA - Il destino dell'Aquila, come è noto, ha stretti legami con quello della capitale Roma, sin dai tempi dei popoli italici. E lo sarà ancora una volta, in caso, non certo non ancora da escludersi di caduta del governo e ritorno alle elezioni. Come nel gioco del domino, sono in molti a scommettere ad occhi chiusi, che cadrà anche il Comune del capoluogo abruzzese.

Dopo meno di due anni di claudicante amministrazione di Pierluigi Biondi, lacerata dallo scontro deflagrato in questi giorni tra la Lega primo partito e gli altri alleati.

Proprio perché il sindaco di Fratelli d'Italia, che aveva promesso di "rompere i meccanismi", potrebbe invece rompere gli indugi, staccare la spina e candidarsi al parlamento, con il partito di Giorgia Meloni, amica di antica data, alleato della Lega che in base ai sondaggi è di gran lunga in pole position.

Del resto Biondi aveva provato, senza successo, a candidarsi anche presidente della Regione, riuscendo però a favorire la scelta di Marco Marsilio, anche lui Fdi. 

Ed ecco che nei conciliaboli della politica del torrido agosto, e sotto gli ombrelloni, dove i telefoni sono bollenti, si moltiplicano ipotesi, apparentemente clamorose, in vista di una nuova corsa per la conquista di palazzo Fibbioni, che potrebbero scattare a primavera, insieme al comune di Avezzano.

Sempre, beninteso, che la crisi di governo giunga all'epilogo, con il ritorno alle urne, e non si riesca a varare, per amor di patria e di poltrona, un governo Pd-M5s, oppure un governo giallo-verde bis, previo rimpasto. 

Un nome clamoroso che circola come possibile candidato del centrodestra, è ad esempio quello di Rinaldo Tordera, ex amministratore unico della municipalizzata dei rifiuti dell'Aquila, l'Asm, nominato dal sindaco del Pd Massimo Cialente, ex direttore generale della Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila, attuale Bper, ex direttore generale della Asl Sulmona-Avezzano-L'Aquila, nominato dal centrosinistra, e che nell'ultima veste ha subìto le bordate del centrodestra, a seguito della vittoria alle regionali di febbraio, per le sue nomine dell'ultimo minuto, prima delle dimissioni. 

Manager per tutte le stagioni, Tordera negli ultimi tempi ha però avuto abboccamenti da parte del sindaco Biondi, per incarichi di vertice nella macchina comunale.

Altri nomi più scontati sono quelli dell’attuale vice sindaco con delega al Bilancio, Raffaele Daniele, esponente dell'Udc, che ha preso il posto, nel rimpasto del marzo scorso, di Guido Quintino Liris, Fdi, eletto in Regione,  e che si sta ritagliando un ruolo da front man del centrodestra.

Ed Annalisa Di Stefano, ex assessore al bilancio di Forza Italia, defenestrata dal sindaco Biondi per aver partecipato a una conferenza stampa con il deputato azzurro Antonio Martino, nonostante il no del gruppo aquilano in rottura con il partito, guidato   da Liris.

La Di Stefano aveva tentato anche la via della candidatura alle regionali, ottenendo 1.097 voti.

Ma ci sarebbe anche un'ipotesi ancor più clamorosa: il ritorno all'ovile, come candidato sindaco, del deputato Luigi D'Eramo della Lega, ex assessore comunale anche lui, rimasto tale per molti mesi, anche troppo per i suoi detrattori, dopo l'elezione a Montecitorio. D'Eramo è vice-coordinatore della Lega in Abruzzo, e sta scalando posizioni tra i salviniani a Roma tanto che il Corriere della Sera nei giorni scorsi lo ha inserito nel cerchio magico dei personaggi molti vicini al leader Matteo Salvini.

Per lui tornare nell'agone della politica comunale aquilana sarebbe certo un passo indietro, rispetto ad una carriera in piena ascesa. Ma a chiedergli il sacrificio potrebbe essere il suo partito.

Sopratutto se, e veniamo così al campo del centrosinistra, a candidarsi dall'altra parte sarà l'ex consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, ricandidato alle ultime elezioni con il Partito Democratico, rimasto per un soffio fuori dall’Emiciclo, nonostante i 4.760 voti ottenuti.

Per Pietrucci ci potrebbe essere in ballo anche una candidatura al parlamento, o un posto in consiglio regionale, come primo dei non eletti nel collegio aquilano, se a candidarsi sarà il consigliere regionale Giovanni Legnini, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del governo Letta ed ex sottosegretario del ministero dell'Economia nel governo Renzi, nonché ex-vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura. 

Non dovessero verificarsi queste due ultime ipotesi, Pietrucci ripartirebbe insomma dalla partita per lui amara, delle primarie a candidato sindaco perse con l'ora consigliere regionale Amerigo Di Benedetto nella primavera del 2017. Primarie che invece di compattare il centrosinistra lo hanno lacerato, aprendo la strada alla inattesa vittoria di Biondi, a seguito di un miracoloso recupero al secondo turno.

Tornando a D'Eramo: è stato proprio lui in prima linea nell'aprire (l'ennesima) crisi al Comune dell'Aquila.

"Il comune dell’Aquila è la casa dei cittadini, e non di Fratelli d’Italia e degli ambigui trasversalismi con il centrosinistra. Se non cambiano le condizioni, la Lega potrebbe far venire meno il suo appoggio all'amministrazione Biondi", ha detto senza mezzi termini.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha aperto anche una crisi, poi per ora sterilizzata, in Regione è la nomina di Roberto Testa a direttore generale della Asl aquilana, politicamente vicino alla destra romana e a Marsilio, e a Fratelli d'Italia, e dunque a Liris e Biondi.

D'Eramo e la Lega provinciale, invece, avrebbero voluto la nomina di Ferdinando Romano. Il destino dell'Aquila, anche in questo caso, è legato ai giochi di potere che partono dalla capitale. (f.t.)

 



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