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PARRUTI: ''1 MAGGIO PROVA GENERALE, PREPARAZIONE INSUFFICIENTE''; IL COSTITUZIONALISTA DI MARCO: ''ATTI DEI PRESIDENTI NON IN LINEA CON DECRETO CONTE''

RIPARTENZE E DIVIETI, CAOS ORDINANZE:
PD E M5S VS MARSILIO, CHE CITA REGIONI ROSSE

Pubblicazione: 03 maggio 2020 alle ore 07:34

L'AQUILA - Il governatore Marco Marsilio è sotto assedio per aver firmato le due ordinanze, la 51 e la 52, che hanno eliminato, in anticipo rispetto a quanto prevede l'ultimo decreto Conte, alcune restrizioni stabilite dal governo nazionale per l'emergenza coronavirus.

Un allentamento dei divieti che, a detta di Pd e Movimento Cinque Stelle, avrebbe nei fatti permesso ai cittadini, in particolare lungo la costa, di riversarsi sui litorali in occasione del 1 maggio.

Dai dati di ieri intanto, continua a crescere i numero dei pazienti guariti dal Coronavirus in Abruzzo, così come diminuisce il numero dei ricoverati, mentre il totale dei positivi sale a 2.964 con un aumento di 16 casi su un totale di 932 tamponi analizzati (1.7 per cento). Il 1° maggio i positivi erano stati 18 su un totale di 1.229 tamponi analizzati (1.4 per cento).

Altre tre le vittime con il drammatico conto che sale a 327.

Le opposizioni in consiglio regionale contestano gli atti, ritenendoli frutto di mere interessi di natura politica, chiedendone il ritiro. Marsilio, dal canto suo, replica stizzito indicando gli esempi di governatori delle Regioni a guida dem (Marche, Emilia Romagna, Toscana, Lazio) che hanno agito esattamente nello stesso modo.

Il costituzionalista Carlo Di Marco, però, avverte: le ordinanze regionali estensive, ovvero quelle che allentano la morsa, non sono in linea con i dettami nazionali. Insomma, la "fase 2", che comincerà domani, parte con un antipasto di veleni e polemiche.

Le ordinanze 51 e 52 hanno permesso di fare attività motoria all'aria aperta all’interno del comune, gli allenamenti individuali per alcune discipline sportive, la toelettatura degli animali, il “Drive in” per il cibo d’asporto, la pesca, il taglio dei boschi, la possibilità di raggiungere le seconde case nel territorio regionale per attività di sicurezza e manutenzione, viaggiare in due su auto e moto se si risiede insieme.

Secondo il Pd questo avrebbe rappresentato una sorta di "via libera", con conseguenti assembramenti proprio nella festività del 1 maggio.

Alcuni amministratori dem hanno preso carta e penna e hanno attaccato Marsilio: "Si tratta di una condotta pericolosa – recita una nota - che genera confusione nei cittadini e costringe le amministrazioni locali a dare chiarimenti e risposte su qualcosa che si è visto calare dall'alto senza nessuna condivisione preliminare. È un fatto molto grave che, in una fase nella quale è necessario mantenere una linea comune e dare segnali univoci alla popolazione, si voglia mettere in piazza e sulla pelle dei cittadini uno scontro che è tutto e solo politico nel quale la Regione targata Meloni - Marsilio tenta una fuga in avanti su temi così delicati. Le ordinanze regionali mettono in grande difficoltà chi deve esercitare i controlli. C'è inoltre un aspetto giuridico: queste misure appaiono illegittime alla luce degli atti del Governo che giustificano solo misure più restrittive".

Ha rincarato la dose il consigliere regionale aquilano del Pd, Pierpaolo Pietrucci, mettendo nel mirino in particolare l'ordinanza 52, quella che disciplina, tra le altre cose, anche il riavvio di alcune discipline sportive:

"Probabilmente Marsilio si sarà reso conto da solo del caos nel quale ha gettato gli amministratori locali con la sua fuga in avanti rispetto al Governo nazionale. Forse le necessità politiche interne alla sua maggioranza e al suo partito, hanno spinto Marsilio a dare una prova di forza che sarebbe potuta restare tutta interna alla sua coalizione, senza rischiare il caos fra i cittadini e i sindaci. Forse l’idea di fare il primo della classe o il gusto di distinguersi dal Governo nazionale lo hanno portato a esagerare. Ma neanche questo lo giustifica. Sono state coinvolte - con un lavoro costante e assiduo di monitoraggio e condivisione e non solo con una video-chat dell’ultimo momento - le Federazioni e gli organismi del Coni per concordare i protocolli da seguire per fare sport senza ri-alimentare il contagio? E’ stata programmata una strategia in modo da dare tempo, facoltà e modo a chi gestisce circoli, associazioni sportive dilettantistiche - sebbene all’aperto - di sanificare, organizzare ingressi e uscite, insomma di pianificare le attività senza incorrere in sanzioni e soprattutto senza minare la salute degli sportivi e dei cittadini? Lo sport non è materia astratta e dietro la pratica sportiva, persino quella in solitaria, ci sono piccole società, associazioni, pro loco, circoli sociali e gruppi organizzati che chiedono chiarezza, non improvvisazione e caos. E’ bene che Marsilio, con la stessa rapidità con cui ha firmato quegli atti politici, chiarisca e metta ordine, integri e corregga".

Pronta la risposta di Marsilio: "Il caos e il disordine che le recenti ordinanze presidenziali avrebbero creato stanno solo nella testa dell'opposizione, che alimenta la confusione per fare propaganda. Basterebbe alzare lo sguardo dal proprio ristretto cortile per accorgersi che in Abruzzo non avviene nulla di eversivo né di pericoloso. D'altronde, dopo giorni e giorni che i governatori delle Regioni sono stati messi sul banco degli imputati perché rei di sfidare il Governo 'buono e coscienzioso', è stato lo stesso Ministro Boccia (Pd) a riconoscere che il 95% delle disposizioni emanate sono coerenti con i decreti del Governo".

Marsilio ha citato esempi di Regioni a guida Pd: pugliesi e toscani "che hanno trascorso la giornata del primo maggio passeggiando o andando a pesca", la Regione Marche che "ha emesso un'ordinanza che consente le attività di asporto e l'apertura dei negozi di alimentari anche nei giorni di domenica", Zingaretti che nel Lazio permette "l'asporto dei cibi, la manutenzione dei natanti, dei campeggi e degli stabilimenti non diversamente dall'Abruzzo".

"Evidentemente per il Pd abruzzese – conclude Marsilio - quello che è vietato ordinare a Marsilio è invece consentito e benedetto se lo fanno Zingaretti o Bonaccini, che in Emilia Romagna si appresta a riaprire anche le biblioteche e revoca misure restrittive a Piacenza. Quello che è pericoloso in Abruzzo diventa sano nelle rosse Emilia e Toscana o nella Capitale", conclude la nota di Marsilio.

Critico anche il Movimento Cinque Stelle: "Gli ultimi tre giorni – ha detto Sara Marcozzi, capogruppo in Regione - hanno segnato il picco del pressappochismo, della confusione e dell’inadeguatezza della giunta Lega-Fdi-Fi e del presidente Marsilio, tra (dis)ordinanze fatte circolare, poi ritirate, poi modificate e infine pubblicate di notte. L’unica cosa chiara è che, pur di ubbidire agli ordini di scuderia che arrivano dai vertici di partito e contravvenire ai Dpcm del premier Conte, Marsilio è andato contro il buonsenso e il principio di precauzione, aprendo liberamente alle passeggiate nei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore nel pieno del weekend del I maggio. E le pericolose conseguenze di tanta imprudenza si sono riversate a migliaia sul lungomare chi a passeggio, chi in bicicletta, chi col gelato in mano, in molti senza mascherina e non rispettando le distanze interpersonali di almeno due metri".

In questo clima il costituzionalista Carlo Di Marco ha detto che "Regioni ed enti locali devono adeguarsi alle nome che il Governo ha legittimamente emanato: la decretazione delle ordinanze dei presidenti delle Regioni, erroneamente definiti governatori (quelli erano i vicerè del ‘500) non può che confermare i provvedimenti del governo o addirittura emanare disposizioni ancora più restrittive perché il bene superiore in questo momento è la salute pubblica. Non possono essere privilegiati gli interessi di qualche categoria di cittadini che in questo momento ha maggiore pressione sulle amministrazioni di determinate regioni".

Infine Giustino Parruti, medico della task force regionale sul Covid-19, ha detto che "quella del 1 maggio è stata una prova generale utilissima e ci dimostra che il livello di preparazione è insufficiente. Dobbiamo mantenere il distanziamento sociale e dobbiamo indossare le mascherine, perché i portatori asintomatici sono ancora troppi per non rispettare queste prescrizioni".

L'infettivologo lancia un vero e proprio appello "alla responsabilità dei cittadini: non c'è obbligo che si possa sostituire al senso civico e al voler bene a se stessi e al prossimo. In questo momento - sottolinea - non c'è altra strada, solo il distanziamento sociale ci può salvare. Se nelle prossime settimane manteniamo il distanziamento e indossiamo le mascherine possiamo ridurre di molto i rischi, se ricominciamo le relazioni sociali senza protezioni basterà poco perché i contagi riprendano".



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