• Abruzzoweb sponsor

BAGARRE IN AULA, ''SONO DUE ANNI CHE ASPETTIAMO!'', ''VOGLIAMO VERITA' , GIUSTIZIA E CONDANNE'', APPUNTAMENTO AL 27 SETTEMBRE

TRAGEDIA RIGOPIANO: UDIENZA RINVIATA, PROTESTANO I FAMILIARI DELLE VITTIME

Pubblicazione: 16 luglio 2019 alle ore 12:46

PESCARA - Udienza rinviata al 27 settembre alle 9,30 per valutare le costituzioni di parte civile e per consentire ai difensori degli imputati di interloquire sulle costituzioni di parte civile. 

Momenti di tensione si sono registrati in aula, al tribunale di Pescara, dove è terminata intorno alle 12 l'udienza preliminare per il disastro dell'hotel Rigopiano. 

Il giudice ha chiesto un parere alle parti per decidere una nuova data, compatibilmente agli impegni di tutti e, mentre le date slittavano, Giampaolo Matrone è intervenuto alzando la voce: "Sono due anni e mezzo che aspettiamo. Che sia il prima possibile". 

Si trattava della prima udienza preliminare sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola che costò la vita a 29 persone, rimaste sotto le macerie della struttura travolta da una valanga il 18 gennaio 2017. Presenti, in aula, una cinquantina di familiari delle vittime; hanno indossato magliette bianche con le foto dei loro cari e la scritta "Rigopiano 29 angeli".

Rischiano il processo 24 imputati, tra i quali l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, l'ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, ai quali si aggiunge la società Gran Sasso Resort Spa.

Sono diversi i reati ipotizzati dalla Procura: dal crollo o altri disastri colposi all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e al falso ideologico i reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura. Al centro dell'inchiesta dei carabinieri forestali, coordinata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, la mancata realizzazione della carta valanghe, le presunte inadempienze relative alla manutenzione e allo sgombero delle strade di accesso all'hotel, il tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi.

Commossi e accorati gli appelli dei familiari delle vittime.  

"Ci aspettiamo venga fatta giustizia", hanno detto Mariangela e Pina, mamma e zia di Ilaria Di Biase, morta a soli 22 anni nell'Hotel Rigopiano, a Farindola, dove lavorava come cuoca. 

Stringono una foto della ragazza mentre gli occhi si fanno sempre più lucidi: "Devono pagare tutti, dal primo all'ultimo. È stata una tragedia che si sarebbe potuta evitare. Noi stiamo male, sempre peggio, con tanta rabbia e tanto dolore, queste persone - aggiunge la mamma di Ilaria rivolgendosi agli imputati - secondo me non hanno coscienza di cosa accaduto, nemmeno ci pensano".

"Mio genero è più forte, ha voglia di combattere e vuole giustizia. Io la vedo difficile", ha detto Vincenzo Cecioni, padre di Valentina morta a 32 anni. Ha indossato la maglietta bianca con la foto della figlia e scrolla le spalle, ormai distrutto dalla perdita. La donna, in vacanza insieme al marito Giampaolo, sopravvissuto insieme ad altre 10 persone e oggi in aula al Tribunale di Pescara, ha lasciato una bambina di 7 anni, Gaia

"Oggi tanta emozione e commozione - commenta Giampaolo Matrone - non so nemmeno io da ieri come mi sento, non vedo l'ora che finisca positivamente. Domani si ricomincia, sempre guardando al prossimo obiettivo, all'udienza che verrà. Andiamo avanti, la mia forza è Gaia, mia figlia. Combatto per lei e per la mamma che le è stata tolta". 

"Ci aspettiamo si arrivi alla verità, poi alla giustizia e, quindi, alla condanna", hanno detto Egidio, Paola e l'altro figlio Enrico, rispettivamente padre, madre e fratello di Emanuele Bonifazi. 

"Emanuele aveva 31 anni - ricordano - da 4 lavorava in quell'albergo come addetto alla reception. Un marchigiano in Abruzzo. Ci vuole tanta forza a portare avanti questa battaglia, è da due anni e mezzo che non molliamo un attimo. Noi, poi, siamo vittime del terremoto due volte, abitando in pieno cratere a Pioraco".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui