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RIECCO IL 'RENZIANO' SCONCI,
''A L'AQUILA COMITATI PER IL SI'
A RIFORMA COSTITUZIONALE''

Pubblicazione: 10 maggio 2016 alle ore 13:22

Vittorio Sconci
di

L’AQUILA - Vittorio Sconci torna alla vita politica e lo fa, a quanto pare, da renziano convinto.

Lo psichiatra aquilano, dal 2012 direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, riconfermato nel 2015, nonché curatore storico della rassegna “Cinema e psichiatria”, vanta una lunga militanza politica, di tradizione democristiana e un po’ sopita nell’ultimo lustro.

Ma ora è tornato in azione, annunciando in una nota che è “il momento di prendere posizione” contro “la madre di tutte le complicazioni, cioè il bicameralismo perfetto”, appoggiando, quindi, la riforma costituzionale del governo di Matteo Renzi e svelando la volontà di “costituire, anche all’Aquila, tantissimi Comitati per il Sì al Referendum per le riforme Costituzionali”.

La nota si articola nel noto eloquio sconciano, criticando, per esempio, quei “movimenti di opinione legati alla lotta all’uomo dimenticando il significato prevalentemente comunitario di ogni iniziativa finalizzata al cambiamento della nostra, peraltro criticatissima, impalcatura costituzionale”.

Nel 2003, mentre l’allora 28enne Renzi si preparava a correre come presidente della Provincia di Firenze, Sconci era componente della convenzione comunale della Margherita e nel 2004 si candidò come consigliere provinciale nella lista “Aree interne per il presidente” che sosteneva la candidatura alla presidenza di Stefania Pezzopane, ma senza centrare l’elezione.

Nel 2007 la discesa in campo alle primarie per la candidatura a sindaco dell’Unione, lottando non solo contro Massimo Cialente, che poi la spuntò ed è ancora oggi primo cittadino, ma anche contro altri due candidati del suo stesso partito, entrambi sospesi per la ribellione: Vito Albano (padre dell’attuale segretario comunale dem Stefano) della componente Futura e ancora Pierluigi Pezzopane.

Per Sconci arrivò anche la benedizione dell’allora sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso e, alla fine, un secondo posto complessivo. Nell’agosto dello stesso anno ebbe la presidenza dell’associazione “Insieme per il Partito democratico”, poi lasciata nel 2008, e a ottobre fu eletto nell’assemblea costituente del Pd nella lista “Riformisti per Tommaso Ginoble”.

A novembre ottenne la presidenza dell’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) come compensazione per i mancati ruoli nella Giunta cialentiana. Una delle sue nomine era stata quella di Giancarlo Silveri, ex assessore comunale di centrodestra e futuro manager Asl, ma durò poco.

Nel 2010 l’ultima, breve sbandata politica per Alleanza per l’Italia, il partito fondato da Francesco Rutelli, di cui a giugno 2011 è divenuto coordinatore cittadino, per andarsene nel gennaio 2012. Da allora, e sono passati quasi 4 anni e mezzo, Sconci alla politica pubblica non si era più prestato. Almeno fino a oggi.

LA NOTA COMPLETA

È arrivato il momento di prendere posizione. Un obbligo morale ci pone il problema di guardare il futuro utilizzando criteri nuovi,direi giovanili, in modo da aprire orizzonti antitetici ai luoghi comuni prevalenti nel nostro desueto panorama politico.

Si sono creati e stimolati “movimenti” di opinione legati alla lotta all’uomo dimenticando il significato prevalentemente comunitario di ogni iniziativa finalizzata al cambiamento della nostra, peraltro criticatissima, impalcatura costituzionale.

Molti hanno dimenticato i tempi ciclopici che hanno accompagnato il nostro sistema legislativo, la contraddittorietà di leggi che, passando dalla Camera al Senato e viceversa, sono state facile bersaglio di imboscate di ogni tipo tanto da rappresentare soltanto gli interessi di pochi a fronte delle finalità originarie.

Migliaia di articoli e commi contrapposti, da anni, hanno complicato la nostra vita quotidiana senza mai poterci far vivere la sensazione naturale di avere diritti e non soltanto doveri. Tutto ciò è tanto vero che, caso unico al Mondo, in Italia ci si è inventato anche il Ministero della semplificazione.

È possibile dimenticare questo appesantimento della nostra vita di tutti i giorni? È possibile far finta di niente di fronte alla riproposizione della “madre”di tutte queste complicazioni, cioè il Bicameralismo perfetto?

È giusto maramaldeggiare di fronte alle iniziative mirate alla modernizzazione del nostro Paese da parte dell’attuale Presidente del Consiglio?

È giunta l’ora di affrontare i problemi per quello che sono senza interferenze del vecchi modo di fare politica. Non più lotta all’uomo, ma programmi innovativi che consolidino la nostra forza nazionale.

Essere vicini ai processi di modernità che stanno crescendo intorno a una Costituzione moderna e adeguata ai tempi che cambiano. Abbiamo finalmente una legge elettorale che permette subito, a chi vince,di governare il Paese.

Non è il “premio” di 24, ripeto, 24 deputati a sbilanciare i contrappesi istituzionali. È la paura di intaccare interessi consolidati a sclerotizzare le nostre prospettive esistenziali, è la resistenza al cambiamento a farci dimenticare un passato fatto prevalentemente di ritardi e di mancanza di rispetto per “ l’altro”.

Dobbiamo aprire una pagina nuova, un mondo alla nostra portata dove il domani sia fondato sulla forza di Istituzioni moderne.

Mi sembrano questi molti buoni motivi per costituire, anche all’Aquila, tantissimi Comitati per il SÌ al Referendum per le riforme Costituzionali.

Vittorio Sconci
Comitato Open Abruzzo. SI al Referendum Costituzionale



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