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RICOSTRUZIONE: DI CESARE, ''INTRECCIO TRA POLITICA, TECNICI E AZIENDE''

Pubblicazione: 12 dicembre 2013 alle ore 15:54

Ettore Di Cesare, consigliere comunale di Appello per L'Aquila

L'AQUILA - "Destano indignazione e preoccupazione, ma non incredulità, i testi di alcune intercettazioni pubblicate in questi giorni. Descrivono l'intreccio tra politici, imprenditori, tecnici e dipendenti comunali, un vero e proprio sistema sprezzante del bene pubblico tutto teso ad acquisire solo ed esclusivamente vantaggi economici personali. Al di là delle archiviazioni, di etica e morale nemmeno a parlarne".

È quanto afferma il consigliere comunale di Appello per L'Aquila, Ettore Di Cesare.

"Le parole di Ermanno Lisi, assessore ai Lavori pubblici per cinque anni nella scorsa Giunta di Massimo Cialente, dimostrano quanto da noi sempre affermato: l'unico scopo è la spartizione, il saccheggio, l'arraffare il più possibile", aggiunge polemico il rappresentante nell'assise civica dei movimenti post-sisma.

"'Abbiamo avuto il culo del terremoto', questo sostanzialmente si legge nelle intercettazioni. Peggio degli sciacalli che ridevano quella notte e che tanto ci indignarono: qui c'è l'aggravante che si tratta di aquilani di cui uno assessore ai Lavori pubblici".

"La domanda sorge spontanea: nessuno in Comune si era accorto di nulla? Cinque anni lo si è tenuto questo stinco di assessore a gestire ingenti risorse pubbliche? Una spiegazione da chi ha avuto la responsabilità della sua nomina, il sindaco, appare doverosa. Qui non ci sono complotti o scuse che tengano, ognuno si deve assumere davanti alla città la responsabilità delle proprie scelte".

"Invece a oggi solo silenzio non solo da parte del sindaco ma anche da tutte le forze politiche e sociali. Un vero muro di gomma omertoso. E siamo certi che le cose oggi vadano diversamente? Domanda legittima viste anche le affermazioni di Cialente di qualche mese fa in cui auto-denunciava, con una vera e propria chiamata in correo, gli appetiti spartitori della sua maggioranza, uguali a quelli della precedente consiliatura. Si interviene immediatamente o dobbiamo aspettare le prossime intercettazioni per scoprire altra melma?".

"E che dire dell'assessore e del sindaco che discutono sulla dubbia moralità di un dipendente del Comune a cui vengono fatti gestire parecchi appalti per la manutenzione stradale? Di lavori i cui costi lievitano magicamente da un giorno all'altro? Il sindaco se ne lamenta giustamente: ma sempre e proprio a quel dipendente i lavori con più soldi? Parliamo del 2010 quando il sindaco era a conoscenza di quella situazione che non va, non ci vede chiaro e lo dice chiaramente. Bene, dopo quasi quattro anni quel dipendente oggi di che si occupa? Di strade e degli appalti connessi! Possibile che dal 2010 non sia riuscito a cambiargli mansione? La città attende risposte anche su questo, e non si dica che quel dipendente è in procinto di essere trasferito presso altra amministrazione. Il dato di fatto è che da quattro anni si sapeva e non si è fatto nulla. Complicità o impotenza?", si chiede ancora Di Cesare.

"Si proceda a un'indagine interna per capire se nell'affidamento dei lavori pubblici siano state rispettate tutte le procedure e le percentuali di massimo ribasso siano il linea con la media degli altri comuni italiani".

"Ma non finisce qui. L'assessore Lisi, parlando con un 'socio in affari' afferma che un imprenditore avrebbe ricevuto appalti per 8 milioni di euro per i puntellamenti. Affidamento diretto senza gara e pagamento a consuntivo, una vera pacchia. Lisi dice che quegli appalti la ditta li avrebbe ricevuti grazie a un dirigente del Comune e parla di mazzette", sottolinea il consigliere.

"Lasciando stare le tangenti, indimostrabili, anche in questo caso quel dirigente si sta oggi occupando del bando milionario per la rimozione dei puntellamenti stessi. Non ci sembra opportuno, bisogna prevenire possibili conflitti di interesse, anche perché pretendiamo che ci siano controlli puntuali, e non a campione, sulla quantità del materiale smontato che dovrà corrispondere a quello dichiarato e pagato profumatamente nei lavori di puntellamento. Parliamo di centinaia di milioni di euro".

"L'avevamo scritto la scorsa settimana: si proceda immediatamente alla rotazione delle mansioni di dirigenti e dipendenti come previsto dal Piano anticorruzione - conclude Di Cesare - Non domani, subito. Vista la situazione non c'è un solo minuto da perdere".

RIFONDAZIONE: "QUADRO POCO CHIARO"

"Le intercettazioni delle conversazioni dell'ex assessore alle Opere pubbliche Ermanno Lisi con  imprenditori, tecnici comunali e professionisti aquilani, rese note da un giornale online, seppure archiviate dalla magistratura e senza rilevanza penale, dimostrano in maniera abbastanza evidente un quadro poco chiaro nella rete di relazioni tra i soggetti incaricati di gestire il flusso di risorse da impegnare nella ricostruzione e ambienti economici e delle professioni".

Lo scrivono in una nota Enrico Perilli, capogruppo del Partito della rifondazione comunista (Prc) in Consiglio comunale all'Aquila, e Goffredo Juchich, segretario Comunale Prc Circolo 'Casamobile' dell'Aquila.

"Si pone chiaramente la necessità di riproporre la questione morale come elemento essenziale nella vita pubblica cittadina - scrivono gli esponenti del Prc aquilano. Per farlo l'amministrazione anticipi l'applicazione del piano anticorruzione, prevedendo la rotazione periodica dei dirigenti e di tutti i ruoli sensibili impedendo così, di fatto, l'eventuale creazione di zone d'ombra e di connivenza. Rifondazione Comunista nella nostra città da sempre è impegnata nella battaglia per la trasparenza e il rispetto delle regole, come dimostrano le nostre storiche battaglie sui puntellamenti, sulle convenzioni urbanistiche e soprattutto contro le sacche di interesse e di rendita composte da settori della macchina comunale e ambienti imprenditoriali".

"Negli anni - continuano Perilli e Juchich - lo spostamento di dirigenti è stato spesso solo il frutto delle nostre denunce. Appare evidente che oggi nessuno può girare la testa dall'altra parte. L'Aquila nel momento più difficile della sua storia chiede con forza che la buona politica, quella che si scontra quotidianamente con questo tessuto d'interessi trasversali, smantelli una  volta per tutte questo sistema, che nelle intercettazioni dell'informativa della polizia viene definito 'mafia interna' - concludono - e restituisca ai livelli regolarmente eletti la possibilità di amministrare in modo trasparente e nel rispetto dell'interesse comune".



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