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PIANO PER IL SUD PROVENZANO: IRA MARSILIO, ''DIMENTICA L'ABRUZZO, E' UNA PRESA IN GIRO''

Pubblicazione: 15 febbraio 2020 alle ore 10:35

L'AQUILA -  “Sconcerto e delusione” sono stati espressi dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a proposito del “Piano per il Sud” presentato dal Ministro Provenzano a Gioa Tauro. E che ha provocato polemiche e sarcasmo, in quanto aulla copertina del volume, non è immortalato un tratto di costa o del bellissimo mare del Meridione italiano. ma la meravigliosa località di Duino-Aurisina, in provincia di Trieste, in Friuli Venezia Giulia. Il problema però per Marsilio, non è la copertina, ma il contenuto.

“Il Governo ha semplicemente dimenticato l'Abruzzo – ha osservato Marsilio – una Regione che da decenni soffre l'assenza dello Stato sulle politiche infrastrutturali. Ancora una volta ai proclami ed alle belle parole non fanno riscontro i fatti: il Piano per il Sud si è rivelato la classica montagna che ha partorito il topolino. E, nel caso dell'Abruzzo, neanche quello. All'Abruzzo sono state devolute le briciole".

"Tra le opere declinate come principali dal Piano del Governo per il Mezzogiorno per la nostra regione, baricentrica e cerniera tra Nord e Sud e tra Est e Ovest, nel concreto si prevede il miglioramento di due strade statali, la SS16 e la SS17. L'Abruzzo ha urgente bisogno di infrastrutture, nel primario interesse strategico nazionale oltre che a sostegno dello sviluppo locale. Rattrista e rammarica il fatto che, nel Piano del Governo per il Mezzogiorno, manca completamente una visione dell'Abruzzo come Regione rappresenta lo snodo europeo verso i nuovi, promettenti mercati aperti dalla Via della Seta. Un documento, quello presentato dal Governo, totalmente da rivedere perché strategicamente inadeguato: nel momento in cui cancella l'Abruzzo viene ad indebolirsi ed a perdere gran parte di significato".

"Vorrei ricordare al Governo – ha sottolineato ancora il Presidente Marsilio – che l’isolamento del Mezzogiorno lo si combatte con la connettività e l’Abruzzo rappresenta la regione naturale per questo. Ma affinché l'Abruzzo svolga questa funzione di rilievo nazionale non basta certamente migliorare due strade statali, ma occorre un progetto infrastrutturale organico e credibile. Occorre quindi procedere con urgenza alla realizzazione di opere in parte già previste ed in parte finanziate, opere infrastrutturali alle quali l'Abruzzo non può rinunciare. Opere note e da tempo condivise dagli esperti e dalle associazioni di categoria, ma delle quali non troviamo alcuna evidenza nel 'Piano per il Sud'.

Il Piano Provenzano/Conte viene quindi bocciato e rispedito al mittente.

Chiederemo al Governo un confronto immediato, perché la nostra regione attende risposte da anni su opere pubbliche non negoziabili, funzionali a recuperare una vision solida e realistica, proiettata alle opere di collegamento con le grandi direttrici: miglioramento, velocizzazione e messa in sicurezza delle intera rete autostradale, adriatica e per Roma; b)reti Ten-T e intermodalità, dove l'Abruzzo deve essere necessariamente inserito sia nel corridoio 'Core' adriatico che nella revisione del Corridoio V da Ovest a Est; collegamento ferroviario Adriatico/Tirreno, con l'annosa questione del potenziamento e della velocizzazione ferrovia Pescara-Roma; le autostrade del mare, con il necessario potenziamento del sistema portuale abruzzese, pure funzionale ai grandi corridoi di trasporto merci; potenziamento dell’Aeroporto d’Abruzzo; Piano “Marshall” della Viabilità Statale e Provinciale, dove sono clamorose ed irrisolte le criticità anche a causa della fragilità idrogelogica della regione".

"Mi fermo qui – ha concluso Marsilio – ma l'elenco potrebbe continuare. Altro che due strade statali, l'Abruzzo ha bisogno di ben altro. Invito pertanto il Governo alla serietà nell'approccio a problemi cronici dell'Abruzzo che, ove non trovino soluzione, finiranno inevitabilmente per costituire un collo di bottiglia per lo sviluppo dell'intero Mezzogiorno, portando a fallimento l'intera strategia per il Sud. Siamo disponibili al confronto, ma non ad essere presi in giro”.

 



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