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AGLI USCENTI SONO STATI LIQUIDATI 1,2 MILIONI, ECCO QUANTO HANNO PRESO

REGIONE: INDENNITA' CONSIGLIERI, LE CIFRE
MARCOZZI, ''D'ALFONSO DEVE ABOLIRE IL TFR''

Pubblicazione: 25 novembre 2014 alle ore 08:29

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L’AQUILA - Il no del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso all'anticipo del trattamento di fine mandato ai consiglieri "è solo un palliativo".

Parola del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Sara Marcozzi, in relazione alla norma votata dall'assemblea lo scorso 11 novembre, che permette ai consiglieri di farsi anticipare il trattamento maturato (chiamato impropriamente ‘di fine rapporto’), che si aggira sui 6 mila euro per ogni anno in carica.

Il governatore lo scorso sabato ha dichiarato che non promulgherà la norma, approvata tra l’altro quando lui era assente. Di fatto, il trattamento di fine rapporto resterà nelle casse regionali per almeno altri 5 anni. 

Ma, considerando le cifre, il problema del suo ingente costo non è affatto risolto.

Basti pensare che per liquidare l’indennità ai consiglieri uscenti, lo scorso luglio la Regione ha sborsato 1,2 milioni di euro circa, tutti provenienti dalle tasche dei contribuenti abruzzesi.

La mossa migliore, ai fini del risparmio, sarebbe quindi eliminare del tutto questo benefit, così come previsto nel progetto di legge taglia-indennità di cui la Marcozzi è prima firmataria e che torna di forte attualità dopo gli ultimi accadimenti nell’ottica della riduzione dei costi della politica.

"D’Alfonso si è tanto prodigato in promesse durante la campagna elettorale, far votare il nostro provvedimento dai suoi consiglieri potrebbe essere l’occasione per mantenerle - dichara la Marcozzi ad AbruzzoWeb - È una situazione paradossale visto che ogni giorno combattiamo duramente nelle Commissioni per trovare piccoli fondi per finanziare cose fondamentali, come gli aiuti ai malati oncologici per esempio. In campagna elettorale tutti si sono riempiti la bocca sui tagli. Adesso addirittura chiedono di anticipare il Tfr, una richiesta legittima in un momento florido, ma non in questo, in cui si chiede a tutti i cittadini di fare delle rinunce. È proprio un regalo che non ci possiamo permettere".

Diversi i punti della proposta pentastellata, che oltre l'abrogazione del trattamento di fine mandato, prevede anche la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali, con un’indennità di carica che non potrà superare i 5 mila euro lordi, contro gli attuali 11 mila, e fissa il tetto massimo per rimborso spese a 2.500 euro, contro gli attuali 4.100-4.500.

I grillini chiedono anche l'abolizione delle indennità aggiuntive per i vice-presidenti e segretari di commissione, l'abrogazione della polizza assicurativa (infortunio e morte) per i consiglieri (che ad oggi grava sui contribuenti), la riduzione dell'1,2% degli stipendi dei dirigenti e quella, in percentuali progressive, dei vitalizi già maturati, con una più severa riduzione in caso di cumulo di vitalizi e lo spostamento di 7 anni (da 60 a 67) per la fruizione del vitalizio per coloro che sono stati consiglieri regionali fino alla IX legislatura (la scorsa) e non hanno ancora raggiunto l'età minima.

"Quello che chiediamo - sottolinea - è un sforzo alla luce dei sacrifici che stanno facendo tutti gli italiani. Noi tra qualche giorno procederemo alla prima restituzione di parte dei compensi".

La proposta di legge è stata depositata a settembre, "sebbene fosse la nona proposta presentata, non è stata ancora calendarizzata, mentre si sta discutendo la trentesima".

QUANTO COSTANO LE INDENNITA'

Per comprendere fino in fondo a quanto ammontano i costi per le indennità dei consiglieri, basti pensare che nel bilancio di previsione del 2014 del Consiglio regionale sono stati segnati 1,5 milioni di euro.

Lo scorso 3 luiglio sono stati liquidati 35.835 euro netti per 5 anni di mandato a 23 ex consiglieri: Nicoletta Verì, Emiliano Di Matteo, Walter Di Bastiano, Nicola Argirò, Giuseppe Di Luca, Carlo Costantini, Gino Milano, Maurizio Acerbo, l’ex assessore Luigi De Fanis, Lanfranco Venturoni, Alessandra Petri, Riccardo Chiavaroli, Antonio Menna, Luciano Terra, Claudio Ruffini, Luca RicciutiBerardo Rabbuffo, Carlo Masci, Camillo Sulpizio, Antonio Saia, Emilio Nasuti, Giandonato Morra, Gianfranco Giuliante.

Più alti i compensi per i consiglieri che sono stati in carica per più di una legislatura: Daniela Stati (per il periodo che va dal 18.04.2005 al 11.06.2014) ha preso 52.183 euro netti, Paolo Palomba (per il periodo dal 03.06.2008 al 11.06.2014) ha preso 34.156 euro netti, Franco Caramanico (dal 21.09.2004 al 11.06.2014) 55.504, Giovanni D’Amico (dal 20.07.2004 al 11.06.2014) 56.452 euro, Angelo Di Paolo (dal 22.04.2005 al 11.06.2014) 52.183 euro, Walter Caporale (dal 26.04.2005 al 11.06.2014) 52.183 euro e Nicola Mincone che prende "solo" 4.901 euro per essere stato in carica dal 31.07.2013 al 11.06.2014.

Intanto sono stati erogati mensilmente anche i vitalizi per 11 ex consiglieri, che costano 4,3 milioni di euro l’anno comprese le pensioni di reversibilità per vedove o vedovi: Angelo Di Paolo prende 3.300 euro lordi al mese, Claudio Ruffini 1.911 euro, Cesare D’Alessandro 2.720 euro, Antonio Prospero 3.577 euro, Lanfranco Venturoni 1.813 euro, Alessandra Petri 1.813 euro, Gino Milano 2.017 euro, Walter Di Bastiano 1.911 euro, Camillo Sulpizio 2.385 euro, Gianfranco Giuliante 1.911 euro, e Giuseppe Tagliente con un vitalizio d’oro da 5.008 euro al mese per 29 anni d’aula.

 



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