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IL CANDIDATO GOVERNATORE DEL CENTROSINISTRA FA APPELLO AI COMPETITOR SULLA VICENDA AUTOSTRADE, ''MIA LEGGE DEL 2012 ANCORA INAPPLICATA''

REGIONALI: TRE ''LISTE DEL PRESIDENTE'' PER LEGNINI, TRATTATIVE CON DI DALMAZIO E DI MATTEO

Pubblicazione: 29 dicembre 2018 alle ore 12:00

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SAN GIOVANNI TEATINO - Legnini presidente, Abruzzo in Comune e Democratici e popolari per l'Abruzzo.

Sono le tre "liste del presidente" che Giovanni Legnini, candidato governatore del centrosinistra alle regionali del 10 febbraio prossimo, ha presentato stamattina a Dragonara di San Giovanni Teatino (Chieti), nel quartier generale della campagna elettorale

"La prima rappresenta i mondi della cultura, della formazione, del lavoro e delle professioni", ha detto l'ex vice presidente del Csm, "la seconda il mondo degli amministratori locali, non solo sindaci e non solo dei piccoli comuni, anche qualche ex amministratore, che saranno presenti anche in altre liste, non è un'esclusiva ma una segnalazione di attenzione verso questo mondo, con la terza lista intendiamo rappresentare il mondo del popolarismo cattolico, del volontariato sociale, si tratta di una lista nuova, rappresentativa di una confluenza tra l'associazione democratici e popolari d'Abruzzo di Licio Di Biase e da democrazia solidale, movimento nazionale che fa capo al mondo dell'associazionismo cattolico di cui è riferimento Alfonso D'Alfonso".

Le tre liste si aggiungo alle quattro di partito, quelle di Pd, Articolo 1, +Abruzzo e Avanti Abruzzo che racchiude le esperienze di Italia dei valori e socialisti, con la quale tuttavia sono ancora in corso trattative, e quella "Legnini presidente" sarà guidata nel collegio provinciale di Teramo dall'ex rettore Luciano D'Amico, in quello di Pescara dalla dirigente dell'Alberghiero, Alessandra Di Pietro, in quello di Chieti dalla preside del Convitto Paola Di Renzo e in quello dell'Aquila da Americo Di Benedetto, già candidato sindaco alle comunali del capoluogo del 2017.

"Non liste civiche in senso stretto", ha puntualizzato Legnini, "ma rappresentative di mondi culturali e che costituiscono una delle novità importanti di questa competizione elettorale di questa nuova alleanza per l'Abruzzo".

Il candidato più giovane, almeno fino ad ora, delle liste a sostegno del candidato del centrosinistra, è Francesco Di Felice, ingegnere 22enne di Vittorito (L'Aquila) presente in conferenza stampa, "che rappresenta un'associazione ambientalista, aspiro a inserire molti altri giovani ventenni nelle liste", ha detto Legnini.

Confronto in corso, intanto, con Donato Di Matteo, l'ex Pd che ha abbandonato la giunta regionale in polemica con l'allora governatore Luciano D'Alfonso, dal quale Legnini non perde occasione per marcare la discontinuità: "Confronto che deve ancora concludersi ma che è positivo", ha detto. Stessa cosa con Mauro Di Dalmazio, il consigliere regionale di centrodestra che potrebbe soccorrere la maggioranza in Consiglio per l'approvazione del bilancio: "C'è un confronto molto costruttivo e vedremo come va a finire".

E su Andrea Gerosolimo, il consigliere di Abruzzo Civico che, come Di Matteo, sbattè la porta della giunta in rotta con D'Alfonso e che ora guarda anche all'Udc, Legnini ha detto: "Sono uomo dell'inclusione e non dei veti, poi i cittadini decidono per chi vogliono votare, io promuovo alleanze e intese sui programmi, formulo auspici poi chi dovrà comporre il Consiglio regionale non lo decido io ma gli elettori".

Sul programma, poche parole - ne ha già parlato alla convention di sabato scorso a Pescara e ha promesso che tornerà a farlo nei prossimi giorni - ma chiare, soprattutto sulla questione della messa in sicurezza e dei pedaggi delle autostrade A24 e A25: "Sono state dichiarate opera strategica con finalità di protezione civile con una norma di legge vigente che fu approvata su mia proposta insieme al senatore Paolo Tancredi, eravamo entrambi relatori della legge di stabilità del 2012. Quella norma prevede che le autostrade vanno messe in sicurezza sismica e che occorre ridefinire il Piano economico finanziario della concessione con la società concessionaria anche al fine di evitare l'incremento delle tariffe, non si capisce perché questa norma non venga applicata".

Quindi, un appello ai competitor, Marco Marsilio del centrodestra e Sara Marcozzi del Movimento cinque stelle: "Tutti insieme chiediamo al governo di chiudere questo accordo, bloccare gli aumenti e risolvere il problema approvando il Pef", dice.

Ma anche "al governo e al parlamento perché definiscano questa storia, non possiamo tornare in una condizione di isolamento" e alla società concessionaria, Strada dei parchi, "sospenda l'aumento in attesa di chiudere l'accordo col governo, faccia questo atto di generosità per gli abruzzesi".

"Abbiamo già chiesto un confronto che terremo il 3 e 4 gennaio a tutte le organizzazioni sindacali, datoriali, agricole, delle imprese innovative che hanno animato la Carta di Pescara sullo sviluppo sostenibile", ha poi detto il candidato governatore, ribadendo che "chi tende a rappresentare la mia candidatura come una candidatura del centrosinistra, in continuità, penso che sia fuori strada, stiamo creando un laboratorio politico nuovo con l'obiettivo di segnare una pagina capace anche di parlare oltre i confini della nostra regione, capace di dare voce e rappresentanza alla società e alle forze politiche per rendere la regione forte e autorevole e una comunita regionale rispettata e rispettabile".

Sulla discussa candidatura dell'ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco tra le fila del Pd, contestata perché indagato nell'inchiesta sull'hotel Rigopiano, Legnini ha tagliato corto: "Non mi intrometto nella formazione delle liste del Pd o di altri, auspico solo che la dolorosa e tragica vicenda di Rigopiano rimanga fuori dalla competizione elettorale, per rispetto dei familiari delle vittime e del lavoro della magistratura che dovrà accertare la verità".



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