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EX MINISTRO E SENATORE DI NOI CON L'ITALIA IN POLE POSITION COME CANDIDATO PRESIDENTE DAL PROFILO ISTITUZIONALE

REGIONALI: SPUNTA QUAGLIARIELLO PER METTERE TUTTI D'ACCORDO NEL CENTRODESTRA

Pubblicazione: 30 agosto 2018 alle ore 22:29

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L'AQUILA - C'è una presenza sempre più assidua all'Aquila e in Abruzzo che ai più attenti non è passata inosservata: è quella del senatore Gaetano Quagliariello, al quale, secondo quanto si sussurra negli ambienti politici, il centrodestra starebbe pensando per risolvere il nodo della candidatura alla presidenza della Regione alle ormai imminenti elezioni regionali.

Un nome d'eccezione, una figura di alto profilo istituzionale e di rilevanza nazionale che secondo rumors innescati da poco ma piuttosto insistenti, non solo metterebbe d'accordo tutti, facendo superare in un attimo gli attriti tra Forza Italia e Lega che si contendono la leadership, ma sarebbe in grado di prevalere in una eventuale sfida con Giovanni Legnini, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura in scadenza di mandato che potrebbe essere schierato dal centrosinistra.

Secondo alcuni autorevoli esponenti del centrodestra alla ricerca, faticosa, di una compattezza dopo le liti e gli annunci di rovinose corse solitarie prima della Lega con il leader Giuseppe Bellachioma, segretario abruzzese e deputato, e poi di Forza Italia con il deputato e segretario organizzativo abruzzese, Antonio Martino, Quagliariello potrebbe innescare la risalita di una coalizione che, sia pure con i favori del pronostico, negli ultimi mesi a dir poco conflittuali, secondo molti avrebbe rischiato di compromettere il vantaggio dato dai sondaggi.

L'ipotesi di una candidatura di Quagliariello, 58enne senatore alla quarta legislatura e già ministro per le Riforme nel governo Letta, è avvalorata anche dalla sua presenza costante sul territorio anche se si tratta dei collegi in cui è stato eletto sia nel 2013, nelle file del Pdl sia alle elezioni del 4 marzo scorso nella coalizione di centrodestra con Noi con l'italia-Udc.  

Napoletano di origine, ha un forte legame con l'Abruzzo e in particolare con L'Aquila, dov'è stato professore universitario per nove anni.

Gli inizi in politica sono stati nel Partito radicale e in Forza Italia e poi nel Pdl, dai quali si è allontanato sposando la causa centrista di Ncd, per poi distaccarsi fondando il movimento Idea, che in Abruzzo si fregia dell'adesione di pezzi da novanta come l'ex governatore Gianni Chiodi e il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio, che ha tra l'altro messo in imbarazzo Quagliariello alle ultime comunali di Teramo quando ha deciso di correre da solo e, alla fine, contribuire alla sconfitta del centrodestra.

E mentre Idea mantiene una sua identità, Quagliariello ha aderito a Noi con l'Italia, la cosiddetta quarta gamba del centrodestra costituita dai centristi di Udc, Direzione Italia, Scelta Civica, Cantiere popolare, Fare! e Udeur, venendo candidato ed eletto nel collegio uninominale L'Aquila-Teramo sostenuto dall'intera coalizione, sconfiggendo, tra gli altri, un pezzo grosso come l'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.

Nel corso degli ultimi mesi, l'ex ministro è stata una presenza fissa agli appuntamenti pubblici, compresa la Perdonanza Celestiniana a cui ha partecipato a tutti gli eventi clou, compreso il concertone finale di Francesco De Gregori, ma anche privati, come il party nella villa dell'ex presidente dei costruttori aquilani Ettore Barattelli.

E ha inaugurato con un bagno di folla, sempre nel capoluogo, la sede della sua Fondazione Magna Carta.

Una figura di alto profilo istituzionale che in Abruzzo intesse relazioni in lungo e in largo che potrebbe dunque mettere tutti d'accordo, nel momento in cui il centrodestra è in attesa di suggellare l'alleanza in un incontro annunciato per questa settimana ma non ancora convocato, e che arginerebbe le esuberanze dell'ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, inviso dalla sua stessa Forza Italia e non troppo lanciato dalla Lega una candidatura forte che sbarrerebbe la strada anche ai tanti altri pretendenti, dal sindaco di Chieti Umberto Di Primio ai consiglieri regionali Mauro Febbo e Paolo Gatti.



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