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REGIONALI: PD, OVAZIONE A D'ALFONSO;
NO ALLE PRIMARIE CONSIGLIERI L'AQUILA?

Pubblicazione: 11 febbraio 2014 alle ore 08:04

Luciano D'Alfonso
di

PESCARA - Alto gradimento per il candidato unico del Partito democratico alle primarie per la presidenza della Regione, Luciano D’Alfonso, ma nessuna decisione sullo scottante caso-primarie per i candidati consiglieri dell’Aquila città: la scelta sarà demandata a una direzione provinciale, ma si va verso il no.

Si è chiusa comunque senza grosse novità l’attesa direzione regionale del Pd che si è tenuta ieri pomeriggio a Pescara.

Dinanzi a un’ottantina di persone, il segretario regionale, Silvio Paolucci, ha introdotto i lavori con una relazione tecnica, per poi passare la parola a D’Alfonso, il più atteso.

Ha parlato per oltre un’ora, l’ex sindaco adriatico, sulla falsariga del testo in quattro punti postato sulla sua pagina Facebook, rivisto e corretto, specificando di volere un partito “delle accoglienze e non delle alleanze”, con la chiara strategia di “moltiplicare le forze” a chiunque vorrà stare nella coalizione.

Ci sarà quindi un ampio ricorso alle liste civiche in abbinamento a quella ufficiale: sono formazioni boomerang, dove ci vogliono meno preferenze singole per essere eletti ma più voti di lista per raggiungere il quorum.

D’altronde sulle candidature i giochi sono fatti nella quasi totalità della regione, l’unico nodo da sciogliere è appunto quello del capoluogo, dove ci sono ‘troppi galli a cantare’.

Non è stata presa oggi alcuna decisione sulle primarie, che sono un modo “oggettivo” per risolvere i dualismi passando la palla ai cittadini: Paolucci, in tal senso, ha promesso che metterà ai voti l’ipotesi in un prossimo incontro, anche perché, si è fatto notare, per inserirle come antipasto di un’elezione dove ci sono le preferenze è necessaria una modifica dello statuto regionale.

E poi, è stato fatto capire chiaramente alla delegazione aquilana, non sarebbe tollerata la pre-consultazione sui candidati se venisse proposta in contemporanea a quella per l’indicazione dell'aspirante presidente del centrosinistra, vale a dire il 9 marzo.

Il ‘casting’ per il prescelto aquilano bisognerebbe insomma farlo o prima, ma i tempi sarebbero davvero strettissimi, o dopo, e a quel punto le elezioni vere e proprie comincerebbero a essere un po’ troppo vicine per chiedere alla gente di votare due volte lo stesso nome.

Ecco perché si va verso il no. In ogni caso il verdetto verrà affidato al direttivo provinciale che si riunirà venerdì o al massimo i primi giorni della prossima settimana. Il regionale non ha posto veti, se non quello sulla data, ma si chiede all’Aquila, che ha creato il problema, di risolverlo.

Sempre di aquilani, stavolta i “big”, non si è parlato: ‘convitato di pietra’ la senatrice Stefania Pezzopane, impegnata a Roma come componente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa che oggi ha cominciato a discutere l’impeachment di Giorgio Napolitano, che stamattina ha gelato gran parte del partito con il suo “non possumus” a sfidare D’Alfonso.

Non è stato citato direttamente neanche l’ex sottosegretario e parlamentare Giovanni Lolli, favorito per la poltrona di vice presidente della Giunta se D’Alfonso diventasse governatore. Proprio quest’ultimo non lo ha nominato ma ha fatto capire che la famosa “foto dell’Aquila” di loro due abbracciati e concordi è quanto mai attuale.

Tra gli altri passaggi sfiziosi del direttivo, inoltre, la contestazione al neo vice sindaco dell’Aquila, l’ex procuratore della Repubblica nel capoluogo e a Pescara, Nicola Trifuoggi, che ha esordito in politica diventando il numero 2 di Massimo Cialente dopo lo scandalo giudiziario e mediatico che ha travolto il Comune e portato alle dimissioni del predecessore Roberto Riga, indagato nell'inchiesta su presunte tangenti negli appalti post-sisma.

Il consigliere provinciale di Scanno (L’Aquila) Amedeo Fusco ha infatti attaccato questa scelta, facendo notare che il partito non ha bisogno di controllori di legalità provenienti da altri ambienti, segnatamente dalla magistratura. Cialente, anche con toni concitati, ha spiegato e difeso la sua scelta.

Se primarie non saranno, a dover trovare la quadra per un posto nella lista del Pd saranno i due assessori cialentiani Pietro Di Stefano e Alfredo Moroni, il consigliere provinciale e comunale di Montereale (L’Aquila) Pierpaolo Pietrucci e l’ex sindaco di Rocca di Mezzo nonché coordinatore dei Comuni del “cratere” del terremoto Emilio Nusca. Ma non sono esclusi outsider.



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