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SENATORE PARLA PER LA PRIMA VOLTA DA CANDIDATO UFFICIALE DEL CENTRODESTRA, ''TEMO M5S PER INCAPACITA' MANIFESTA DI GOVERNARE''

REGIONALI: MARSILIO, ''ORA AVANTI SPEDITI! LEGNINI? RIPROPONE ALLEANZA DALFONSIANA''

Pubblicazione: 24 dicembre 2018 alle ore 17:00

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L'AQUILA - "Non mi interessa sapere perché ci è voluto tanto per l'ufficializzazione, adesso impieghiamo il poco tempo che rimane per andare avanti spediti, l'importante è che il centrodestra abbia confermato la sua forza e la sua coesione e che esiste un progetto politico credibile e alternativo di governo per i territori. Legnini? Il giudizio degli abruzzesi sul governo del Pd è netto e perentorio, nonostante il suo impegno a presentare come nuova un'alleanza che riproduce esattamente il governo di D'Alfonso".

Il senatore di Fratelli d'Italia Marco Marsilio, 50enne romano con origini di Tocco da Casauria (Pescara), parla per la prima volta da candidato ufficiale del centrodestra alla presidenza della Regione Abruzzo alle elezioni del 10 febbraio prossimo, annuncia sei liste, rassicura sui malumori interni alla coalizione in Abruzzo e sui Cinque stelle dice: "Vorrei evitare all'Abruzzo di vivere una nuova stagione drammatica come la stanno vivendo la Capitale e Torino, fatta di opportunità perse e di incapacità gestionali".

Il sospirato via libera definitivo da parte di Berlusconi Salvini, a cui la Meloni aveva presentato una rosa di nomi composta dall'ex assessore regionale Giandonato Morra e dal cardiochirurgo Massimiliano Foschi, preferendo tuttavia il parlamentare, è arrivata ieri durante una videochiamata tra i tre leader.

Un'ufficializzazione che arriva al fotofinish, persino dopo la discesa in campo del candidato del centrosinistra, l'ex vice presidente del Csm Giovanni Legnini, che ha fatto attendere non poco per accettare, e che deve fare i conti con le posizioni di Forza Italia e Lega abruzzesi, che hanno insistito fino all'ultimo per far cambiare i nomi proposti da Fratelli d'Italia per le perplessità dovute alla sua poca popolarità in Abruzzo.

"Sono i fatti che parlano", dice Marsilio con serenità, "Salvini insieme al coordinatore regionale, Giuseppe Bellachioma, ha dato il sostegno pieno e ufficiale alla candidatura del centrodestra e sono certo che la Lega sarà il principale sostenitore e contributore di questa campagna elettorale e della mia vittoria".

Eppure nel centrodestra i malumori non sono mancati, nelle ultime settimane, anche per la campagna acquisti condotta proprio da Fratelli d'Italia ai danni di Forza Italia: "Ogni partito ha l'ambizione di crescere", afferma il candidato governatore, che alla domanda se l'obiettivo del partito sia quello di superare le percentuali degli azzurri, con franchezza spiega che "non è questione di voler battere gli altri per fare dispetto, è una naturale tendenza di chi fa politica quella di trovare consenso attorno alle proprie posizioni e provare quindi a crescere, è positivo che tutti i partiti, compreso Fratelli d'Italia, abbiano questa virtuosa competizione che non può che fare bene a tutti quanti".

"Non registro nessun malumore", insiste il senatore che ha annunciato le dimissioni da Palazzo Madama, "ma tanta voglia di partire e lavorare insieme, tanto entusiasmo ed è una cosa che mi crea anche emozioni molto positive che cercherò di corrispondere al meglio delle mie possibilità".

Sulle liste, Marsilio spiega che "saranno almeno sei ma il numero preciso adesso non lo posso sapere, è una questione che definiremo nelle prossime ore insieme agli alleati, sarà mio impegno allargare il perimetro di questa alleanza, nei prossimi giorni lavoreremo subito su questo, già dal 27 con le prime riunioni ma telefonicamente anche durante le feste".

Parlare di allargamento dell'allenza non può che portare a pensare a Fabrizio Di Stefano, l'ex parlamentare di Forza Italia che ha annunciato la sua candidatura a governatore con Civiche d'Abruzzo e che, nonostante gli appelli, prosegue sulla sua strada e di rientrare nei ranghi non sembra volerne sentir parlare.

"Fin quando non è arrivata la mia designazione era normale e per certi versi anche legittimo da parte sua aver messo in campo nella maniera più forte e credibile possibile la sua proposta di candidatura", fa osservare Marsilio, "ora che c'è una candidatura del centrodestra che chiude il campo, mi auguro che sappia fare una riflessione, che è quella che gli abbiamo già sottoposto nei giorni scorsi e che gli stiamo sottoponendo anche in queste ore".

"Penso che Fabrizio sia una risorsa per il centrodestra e mi auguro che voglia far parte della futura squadra di governo", aggiunge.

"Se gli è stata proposta la vice presidenza? È una delle tante stupadaggini che sono state scritte - dice Marsilio - penso che se avessi mai approcciato Fabrizio Di Stefano con una proposta così dozzinale sarebbe stato lui stesso il primo a offendersi".

Marsilio, poi, guarda con attenzione ai competitor, Legnini da un lato e Sara Marcozzi, aspirante governatore del Movimento cinque stelle dall'altro, perché ammette che "tutti gli avversari sono temibili e nessuna partita è vinta in partenza".

Ma avverte: "Credo che il giudizio degli abruzzesi sul governo del Pd sia netto e perentorio e dalle urne uscirà ulteriormente sancito, è accaduto già a marzo e accadrà lo stesso a febbraio, nonostante l'impegno di Legnini a presentare come nuova un'alleanza che riproduce esattamente il governo di D'Alfonso di cui nessuno in Abruzzo ha voglia di replicare le gesta".

"Scendo in campo con la cautela e l'umiltà di dovermi guadagnare passo dopo passo la vittoria e la carica di presidente - aggiunge - rispetto e temo tutti gli avversari, dei Cinque stelle temo anche la loro manifesta incapacità di dare risposte quando governano, le uniche grandi realtà che governano in solitaria e che sono paragonabili all'Abruzzo sono Roma e Torino, vorrei evitare all'Abruzzo di vivere una nuova stagione drammatica come la stanno vivendo la Capitale e Torino, fatta di opportunità perse e di incapacità gestionali".



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