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REGIONALI: MARCOZZI PRIMA CANDIDATA UFFICIALE, INCOGNITA LEGNINI E CENTRODESTRA

Pubblicazione: 17 settembre 2018 alle ore 22:44

L'AQUILA - Con l’annuncio di Forza Italia di un ricorso al Tar conto la decisione del presidente reggente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, di indire le elezioni regionali anticipate per il prossimo 10 febbraio c’è stato solo un assaggio delle polemiche tra le forze politiche che peraltro tengono banco da mesi, cioè dai tempi in cui il presidente, Luciano D’Alfonso ha deciso di candidarsi ed essere al Senato tra le file del Pd alla consultazione nazionale dello scorso 4 marzo. 

Gli azzurri e il Movimento cinque stelle da tempo hanno chiesto che la consultazione elettorale si potesse svolgere entro il prossimo mese di novembre, mentre il centrosinistra, con il Pd in testa, non ha mai fatto mistero di preferire una data a febbraio. 

Quindi si annuncia una campagna elettorale infuocata che per ora ha un solo candidato presidente ufficiale, il consigliere regionale uscente del Movimento Cinque Stelle, Sara Marcozzi, uscita vincitrice dalle Regionarie pentastellate. 

Il centrodestra che ha rischiato di  non correre compatto, sta aspettando indicazioni da Roma sul partito che sceglierà il candidato presidente nella logica di una ripartizione nazionale, mentre con il voto a febbraio il centrosinistra può sperare di convincere a scendere in campo il dem Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, il cuoi mandato scadrà il 25 settembre prossimo. 

Alle elezioni anticipate si è arrivati per le dimissioni, presentate lo scorso 10 agosto, dal senatore del Pd Luciano D’Alfonso, che ha lasciato la presidenza abruzzese dopo la convalida della carica da parte della Giunta per il regolamento di palazzo Madama. In conseguenza di ciò, l’assemblea regionale è stata sciolta il 22 agosto scorso. 

Lo scontro politico e le polemiche hanno tenuto banco già all’epoca in cui D’Alfonso ha deciso di candidarsi: “abbandona l’Abruzzo per fini personali dopo averlo distrutto”, hanno tuonato gli esponenti del centrodestra e dei pentastellati. Una offensiva che si è fatta più forte dopo il 4 marzo scorso quando D’Alfonso è stato eletto senatore. 

Il movimento cinque stelle ha persino po' presentato un ricorso al tribunale dell’Aquila per perorare la incompatibilità del dem alla carica di governatore, ricorso respinto dai giudici che hanno sposato la tesi di D’Alfonso secondo il quale avrebbe potuto optare solo dopo la convalida, unico pronunciamento che ufficializza la carica. 

Ma per settimane centrodestra, in testa Fi, e pentastellati hanno accusato il governatore-senatore e il centrosinistra di sequestro istituzionale ai danni dell’Abruzzo. 

Forza Italia con i tre consiglieri regionali Mauro Febbo, Paolo Gatti e il capogruppo, Lorenzo Sospiri, nei giorni scorsi hanno addirittura occupato per protesta l’aula consiliare di Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila.



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