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BAGNO DI FOLLA A PESCARA PER CANDIDATO CENTROSINISTRA, OLTRE 160 SINDACI RISPONDONO A SUO INVITO; ''SARA' COALIZIONE PLURALE E INNOVATIVA'', AL LAVORO PER SETTE LISTE, CHI C'ERA E CHI NO ALLA KERMESSE

REGIONALI: LEGNINI IN CAMPO, ''DECISIONI PER ABRUZZO NON SI PRENDONO A ROMA O MILANO''

Pubblicazione: 22 dicembre 2018 alle ore 08:31

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PESCARA - "Le decisioni che riguardano gli abruzzesi non si prendono a Milano, a Roma o a Bruxelles, si prendono qui in Abruzzo!".

Si sveste del consueto aplomb istituzionale, l'ex vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, e si cala  nel nuovo ruolo di lottatore nell'agone politico, come candidato della costituenda coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali del 10 febbraio.

Lo ha fatto oggi a Pescara, in un gremito padiglione Daniele Becci, al porto turistico, avviando la campagna elettorale incontrando i sindaci abruzzesi, che hanno raccolto il suo invito, che ha fatto seguito ad un appello firmato da 160 primi cittadini, che invocavano la sua discesa in campo, piu' della meta' dei 305 sindaci abruzzesi.

Secondo una prima stima, fatta dal sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il padrone di casa, i primi cittadini presenti in sala erano superiori anche ai 160 firmatari, ovviamente tutti o quasi del centrosinistra, ma anche delle varie forze civiche e trasversali. In ogni caso piu' della metà del totale dei 305 sindaci abruzzesi. 

In sala anche tanti esponenti politici, tra consiglieri regionali uscenti, ex consiglieri e anche ex parlamentari, esponenti delle associazioni di categoria, che potrebbero essere nelle liste dei candidati, che andranno stilate durante le feste di Natale, e depositate il 10 gennaio.

Legnini in persona  durante la kermesse haha ufficializzato la sua discesa in campo di Luciano D'Amico, ex rettore dell'Università di Teramo e di sindaco di Roccaraso  Francesco Di Donato.

"Noi siamo obbligati a dar vita ad un progetto politico nuovo. Lo chiedono i cittadini, la società civile - ha esordito Legnini - e un primo impegno che prendo qui davanti a voi sindaci sarà quello di approvare una legge che dia finalmente poteri al Consiglio delle autonomie locali, in modo tale che i suoi pareri siano davvero vincolanti. Andrà instituito un canale diretto di comunicazione con voi sindaci, la vostra voce, le vostre istanze devono essere ascoltate. L'istituzione regionale non può essere vista da voi e dai cittadini, come un organo respingente  e burocratizzato" .

"Sarà una coalizione plurale - promette Legnini -  un campo largo che coincide dai valori fondativi della nostra Costituzione. Ci rivolgiamo con rispetto anche agli elettori del Movimento 5 stelle e del centrodestra".

Legnini non cita mai la candidata del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, né tantomeno il candidato in pectore del centrodestra, Marco Marsilio, senatore romano di Fratelli d'Italia. Ma appunto "le decisioni non si prendono a Milano", ovvero alla Casaleggio associati, cuore operativo del M5s, né tantomeno nei tavoli romani che, come molti altri sindaci hanno sottolineato, vogliono imporre all'Abruzzo "un candidato che di abruzzese ha solo lontane origini". Nè a Bruxelles, con una concessione di Legnini ad un approccio critico alle politiche dell'Unione europea.

"La priorità su tutto è il lavoro - ha proseguito Legnini - ovvero la tutela di quello che c'è e il lavoro da creare. Non è vero che la Regione non ha poteri in materia. Quando si approverà una legge, ad esempio, mi impegno a introdurre una valutazione della sua ricaduta occupazionale. Questo sarà il vero misuratore di qualità di una norma e dell'allocazione delle risorse pubbliche, il metro di giudizio che orienterà le nostre scelte".

A seguire la sanità, o meglio la "salute", ha tenuto a precisare Legnini, che ha avuto parole di lode per l'assessore Silvio Paolucci, per la scommessa vinta dell'uscita dal commissariamento.

"La costituzione dice che la salute deve essere uguale per tutti i cittadini e i tutti i territori, il nostro metro di scelta non sarà dunque il localismo", con riferimento alla difficile partita del riordino della rete ospedaliera, che forti resistenze incontra nei territorio che si vedranno ridimensionati i presidi ospedalieri. E' poi la volta dei capitoli della formazione ee dell'Universita', e delle politiche ambientali. "Il sistema formativo deve essere al servizio della crescita, delle imprese, del lavoro. Non dico nulla di nuovo, ma va fatto", afferma Legnini.

Cita poi Ennio Flaiano, dove scrive che l'Abruzzo e' "un'isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne che non è possibile ignorare, monumentali e libere". "C'è molta bellezza in Abruzzo, ma troppo inquinamento, non si tratta di essere ambientalisti ideologici, la qualità ambientale è la nostra ricchezza. Anche qui non dico nulla di nuovo, ma anche questo è un obiettivo da centrare".

"Dell'eredità prenderemo tutto ciò che c'è di buono e ce n'è, mentre cambieremo tutto ciò che c'è da cambiare. I cittadini e gli amministratori ci chiedono di cambiare, noi vogliamo scrivere una pagina nuova per questa regione e non abbiamo bisogno di segnare né continuità né discontinuità, ma abbiamo bisogno che questa regione possa volare alto e guardare al futuro", ha poi aggiunto.

 "Condizione di tutto questo è conferire autorevolezza e forza all'istituzione regionale. Se sarò eletto chiamatemi presidente e non governatore, credo nella democrazia rappresentativa", ha concluso.

SETTE LISTE A SOSTEGNO DI LEGNINI, CHI C'ERA E CHI NO A PESCARA 

Saranno sette le liste che appoggeranno Giovanni Legnini, candidato della coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali del 10 febbraio. La conferma  è arrivata nel corso dell'evento al gremito padiglione Daniele Becci nel porto turistico di Pescara, in cui  l'ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ed ex sottosegretario all'Economia, ha avviato la campagna elettorale alle presenza di oltre 160 sindaci abruzzesi.

Annunciando di persona le prime candidature ufficiali: quella dell'ex rettore dell'Università di Teramo Luciano D'Amico, e quella del sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato. 

In sala anche tanti esponenti politici, tra consiglieri regionali uscenti, ex consiglieri e anche ex parlamentari, esponenti delle associazioni di categoria, che potrebbero essere nelle liste dei candidati, o che ambiscono ad entrarci. Liste che  andranno completate durante le feste di Natale e fine anno, e depositate entro il 10 gennaio. 

Non c'era nella sua Pescara l'ex presidente della Regione e ora senatore Pd Luciano D'Alfonso. Un'assenza più che giustificata, la sua, visto che in quelle ore era impegnato a Roma nella battaglia sull'approvazione della manovra finanziaria.

In sala in compenso tanti suoi fedelissimi, che contano di poter essere ricandidati con Legnini, che però dovrà dare un forte segnale di discontinuità, rispetto al recente passato del centrosinistra, in Italia e in Abruzzo, impietosamente bocciato anche dai più recenti sondaggi. 

Sette liste dunque: quella del Presidente, tanto per cominciare, poi quella del Partito democratico, e ancora una lista degli Amministratori locali, la lista di Articolo 1, quella di +Abruzzo, declinazione locale di +Europa. Infine viene data per certa o quasi  l'adesione di Avanti Abruzzo, che potrebbe tornare sui suoi passi dopo la sbandata per il centrodestra, e infine una settima lista di ispirazione cattolica, in via di definizione. 

In platea ad acclamare Legnini, molti dei possibili candidati, che faranno parte di una di queste liste. 

Per quanto riguarda Il Pd, saranno della partita l'assessore alla sanità uscente Silvio Paolucci, e il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, che dovrà prima ottenere una deroga dal Partito democratico per il terzo mandato, non previsto dallo Statuto del partito, e forse  il consigliere Alberto Balducci e l'ex presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino. Tutti presenti alla kermesse di Pescara. 

Non c'era invece il consigliere regionale uscente Pierpaolo Pietrucci. La certezza della cui candidatura è stata però assicurata dal presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, ovviamente in prima fila, e che lo sosterrà, visto anche che lui conferma la volontà di non candidarsi, per dedicarsi piuttosto alle passeggiate in montagna, dopo la campagna elettorale, s'intende.  Forti possibilità per  il capogruppo Pd Sandro Mariani, e l'assessore all'agricoltura Dino Pepe.

A dare un convinto sostegno a Legnini, rientrando nei ranghi dopo la spaccatura con il Pd a livello nazionale, anche Articolo 1, e in prima fila a Pescara c'era l'assessore al Sociale Marinella Sclocco. Il leader nazionale Pierluigi Bersani ha del resto detto nell'incontro elettorale di giovedì a L'Aquila, che "in Abruzzo sarebbe venuto anche a piedi a sostenere Giovanni Legnini".  Per Art.1 si candiderà anche il sottosegretario all'Ambiente Mario Mazzocca. Presenti in sala l'ex parlamentare di Liberi e Uguali Gianni Melilla, che già è stato consigliere regionale, come pure Antonio Saia, ex parlamentare e consigliere regionale dei Comunisti italiani. 

In +Abruzzo saranno candidati i consiglieri uscenti Maurizio Di Nicola Lucrezio Paolini, nel 2014 eletti rispettivamente con Centro democratico e Idv, entrambi presenti all'incontro di Pescara, e l'assessore uscente Giorgio D'Ignazio, approdato all'Emiciclo col centrodestra e poi transitato in Civica popolare dell'ex ministro Beatrice Lorenzin, che a Pescara però non si è visto. E ancora Federica Chiavaroli, ex sottosegretario alla Giustizia di Ncd.

In lista potrebbero esserci poi, Lorenzo Lorenzin, fratello del citato ex ministro, sindaco di Cappadocia, e il consigliere comunale di Sulmona Fabio Pingue

Lorenzo Berardinetti, assessore regionale ai lavori Pubblici ed enti locali e sindaco di Sante Marie, sarà invece il coordinatore, oltre che candidato, della lista degli Amministratori. In questa lista potrebbe candidarsi il sindaco di Fontecchio Sabrina Ciancone, applauditissima durante il suo intervento sul palco, l'ex sindaco di Pratola Peligna e presidente della Provincia dell'Aquila  Antonio De Crescentiis, il sindaco di Barisciano e coordinatore del tavolo dei comuni del cratere sismico 2009 Francesco Di Paolo, che ha parlato anche lui sul palco, lodando Legnini per il suo impegno nel ruolo di sottosegretario all'Economia, con delega alla Ricostruzione post-sismica.

Tra i possibili candidati anche Alessio Di Masci, figlio dell'ex consigliere regionale e sindaco di Sulmona Bruno Di Masci,  e ancora Lorenza Panei, presidente dell'Aciam, candidata alla Camera all'uninominale.

Ma sono tanti i sindaci che menditano di fare il grande passo, ameno quelli sotto i 5 mila abitanti, che non si sono dovuti dimettere prima. Incitati del resto a farlo dallo stesso Legnini.

Da sciogliere i nodi per la lista Avanti Abruzzo, ancora indecisa con chi schierarsi,  di cui sono promotori Giorgio D'Ambrosio, ex sindaco di Pianella ed ex parlamentare della Margherita, Giovanni Di Pangrazio, fratello di Giuseppe Di Pangrazio, di Abruzzo al Centro dell'ex sindaco di Avezzano, e Daniele Toto, l'ex deputato di centrodestra  e ora leader di Liberal Abruzzo, Lelio De Santis, segretario regionale dell'Idv  e consigliere comunale dell'Aquila.

Non c'erano a Pescara, per la cronaca, i consiglieri regionali Donato Di Matteo, ex Pd, e Andrea Gerosolimo, che hanno lasciato la giunta all'indomani delle politiche del 4 marzo scorso in polemica con l'allora governatore D'Alfonso. 

Che ancora stanno decidendo come puntare nella roulette delle elezioni il loro patrimonio di voti, dato ancora per consistente.

 



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