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I TRE LEADER NAZIONALI CHIAMATI A SBLOCCARE IMPASSE SU CANDIDATO PRESIDENTE: FDI NON MOLLA. LEGA SU FOSCHI. FI: ALTRI NOMI. RISPUNTA IPOTESI ZELLI

REGIONALI: ECCO SUMMIT CENTRODESTRA, VENERDI' A ROMA SI ANNUNCIA UN ROMPICAPO

Pubblicazione: 29 novembre 2018 alle ore 06:30

L'AQUILA - Invocato da giorni, sembra arrivato il momento della verità per il centrodestra pericolosamente impantanato da settimane sulla scelta dell’uomo che, stando ai sondaggi, dovrà condurre la coalizione alla vittoria: è stato fissato per venerdì l'atteso summit dei vertici nazionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia - da vedere se tra i tre leader Salvini, Berlusconi e Meloni, o loro fedelissimi delegati - chiamato a dire l'ultima parola sul candidato alla presidenza della Regione Abruzzo in vista delle elezioni del 10 febbraio prossimo.

Lo apprende AbruzzoWeb da ambienti parlamentar romani. E un breve assaggio della riunione c’è stato ieri in un siparietto alla Camera dei deputati, come si vede nella foto, in cui si sono visti parlare Salvini, Meloni e il fedelissimo di Berlusconi, Sestino Giacomoni

Il tavolo nazionale del centrodestra torna a riunirsi a due mesi dalla decisione di affidare al partito della Meloni, nell'ambito della ripartizione delle quattro regioni al voto nel 2019, la scelta dell'aspirante governatore, purché condiviso con gli alleati.

Alla vigilia il quadro di riferimento sembra fluido e molto complesso e quindi la decisione è davvero molto complicata, anzi sembra un vero rompicapo per le numerose variabili.

Ed è proprio sull’aspetto della condivisione che l'incontro, che arriva dopo settimane di scontri a livello regionale con Forza Italia e Lega che non hanno mai digerito la scelta romana, è destinato ad affrontare un nodo difficile da sciogliere: la terna proposta da Fratelli d'Italia, composta dall'ex assessore regionale Giandonato Morra, avvocato teramano di origini pugliesi, dal senatore Marco Marsilio, romano dalle radici abruzzesi, coordinatore laziale, e dal giovane cardiochirurgo dell’ospedale di Chieti Massimiliano Foschi, anch’egli di origini pugliesi, è stata bocciata dagli azzurri d’Abruzzo che più volte, l’ultima in una recente cena con Berlusconi e lo stato maggiore nazionale, hanno reiterato la richiesta di riportare la regione nelle loro mani.

I salviniani hanno una posizione leggermente diversa: si opporrebbero con forza alle ipotesi Morra, con il quale i rapporti non sono buoni dalle comunali di Teramo anche per la questione personale aperta con il segretario provinciale teramano, Andrea Fioretti, e di Marsilio, per il quale i maggiori sponsor in Abruzzo sono il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il suo assessore di punta Carla Mannetti, amici di vecchia data.

Attraverso il coordinatore regionale e deputato Giuseppe Ballachioma, la Lega ha “aperto” al cardiochirurgo Foschi, uomo della cosiddetta società civile di area Fdi. Su questo nome secondo quanto si è appreso, non confluirebbe Fi. Ed ecco che per sbloccare la situazione arrivando ad una condivisione vera, rispunta fuori la necessità di un allargamento della rosa, anche se questa eventualità non è assolutamente contemplata dai meloniani.

Fratelli d'Italia, infatti, l'ultima volta due giorni fa, con il coordinatore regionale, Etelwardo Sigismondi, in una intervista a questo giornale, ha ribadito che la terna rimane quella.

Comunque, anche con l’inserimento di altri nomi l’impasse non si annuncia facile da sbloccare: Lega e Fi sono freddi nei confronti di Walter Di Bastiano, primario di oculistica all'ospedale di Avezzano (L'Aquila) ed ex consigliere regionale del Pdl, recentemente confluito in Fdi, nonostante il suo nome sia stato fatto dal dirigente azzurro Mauro Febbo, consigliere regionale.

Non fa salti di gioia neanche l’ex parlamentare di Fi e Pdl Fabrizio Di Stefano, che dopo aver provato a essere candidato alla presidenza con Fi e Lega, ha ripiegato sulle civiche, delle quali è candidato alla presidenza, anche se non ha ancora incassato il placet di Azione politica, il movimento più organizzato delle reti, che vede come leader l’imprenditore reatino pescarese di adozione Gianluca Zelli.

Proprio Zelli, in posizione attendista per verificare la decisione del centrodestra, potrebbe ritrovarsi in pole position come uomo di sintesi e scelta per lo sblocco: il fondatore, oltre un anno fa, del movimento civico ha il gradimento del Carroccio, vista la vicinanza a Bellachioma, e l’amicizia con il dirigente Gianfranco Giuliante, ex An ed ex assessore della giunta Chiodi, e degli azzurri, vantando un'antica amicizia con Antonio Martino, deputato e imprenditore come lui che ha fatto il suo prorompente debutto in politica il 4 marzo scorso con l'elezione alla Camera nel collegio provinciale dell’Aquila.

Ipotesi Zelli che non sarebbe vista male neppure dal coordinatore regionale e senatore Nazario Pagano, che per la verità ha fino alla fine ha fatto endorsement per il manager pescarese della comunicazione Michele Russo, responsabile nazionale in questo specifico settore per Fdi ed amico del leader Meloni, in lizza nelle settimane scorse ma poi uscito di scena per voleontà della dirigenza abruzzese.

Secondo gli ambienti politici, Zelli potrebbe essere una soluzione che mette d'accordo tutti e che potrebbe essere digerita persino da Fratelli d'Italia, sul cui tavolo è stato proposto nei mesi scorsi, costretta a fare i conti con divisioni interne e con sondaggi, come quello Quorum-Youtrend, che dimostrano come l'intera terna dalla quale il partito non si scolla, non ha il sufficiente appeal sull'elettorato, mettendo anzi a rischio un risultato che, sulla carta, dà ampi margini di vantaggio al centrodestra.

Una rosa, quella composta da Morra, Marsilio e Foschi, arrivata in fondo alla classifica di gradimento anche alle "primarie" online proposte da AbruzzoWeb.



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