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FERMA DECISIONE DELLA DIREZIONE REGIONALE, ''DELUSI MA ACCETTIAMO CHE FRATELLI D'ITALIA FACCIA SCELTA, SIA PERO' CONDIVISA; VOGLIAMO VINCERE CON CENTRODESTRA UNITO''

REGIONALI: DA FORZA ITALIA NO A BIONDI E LA MORGIA; PAGANO, ''NOME ALL'ALTEZZA O VETO''

Pubblicazione: 25 settembre 2018 alle ore 08:05

PESCARA - "Accettiamo la decisione del tavolo romano ma non la condividiamo, tuttavia siccome vogliamo vincere le elezioni, andiamo avanti con lealtà dando il massimo, a patto però che il nome che verrà proposto da Fratelli d’Italia sia condiviso dalla coalizione avendo capacità riconosciute".

Dalle parole del coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, si capisce chiaramente che non è ancora chiusa la partita della compattezza del centrodestra e della scelta del candidato alla presidenza del centrodestra alle elezioni del prossimo 10 febbraio.

Dalla direzione regionale andata in scena ieri sera a Pescara "con un partito che ha ritrovato serenità dopo la cocente delusione per essersi visto negare una scelta che eravamo certi toccasse a noi per la nostra storia e la rappresentanza in Abruzzo, ma fermo nella consapevolezza che non farà passare nomi non all’altezza - ha spiegato ancora Pagano - è emersa la volontà di non derogare dal diritto alla condivisione del nome scegliendo, insieme, in una rosa di nomi del partito di Giorgia Meloni".

Tanto che i berlusconiani, compatti, sono decisi anche a rompere l’alleanze e riproporre la propria classe dirigente. Intanto hanno dato un assaggio della determinazione: durante la lunga riunione hanno posto già il veto, per motivi diversi, a due candidati che "secondo i rumors ed i giornali  sono tra i papabili": il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, esponente di spicco di Fratelli d’Italia, e l’avvocato pescarese Antonio La Morgia.

"Biondi - ha chiarito il consigliere regionale Mauro Febbo, uno dei più accreditati alla candidatura alla presidenza se la scelta fosse toccata a Forza Italia - sta facendo e bene il proprio dovere all’Aquila e deve continuare a farlo in una città dove il centrodestra governa da soli 15 mesi. La Morgia, tra l’altro avvocato di D’Alfonso, invece, per noi è un uomo di centrosinistra".

Per Febbo, "le dimissioni di Biondi sarebbero prese dai cittadini come un tradimento ed in campagna elettorale daremmo un vantaggio al Movimento cinque stelle, oltre che rischiare di riconsegnare il capoluogo di regione appena riconquistato, al centrosinistra".

Febbo ha "promosso" invece altri papabili come i due coordinatori regionali Giandonato Morra, ex assessore regionale ed ex candidato sindaco a Teramo, ed Etelvardo Sigismondi, oltre al manager Michele Russo, responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia, "persona che conosco benissimo, ero nell’esecutivo forzista quando è diventato presidente dell’azienda di trasporti pescarese Gtm".

La presa di posizione degli azzurri è destinata ad avere conseguenze in seno al centrodestra abruzzese: certamente, innesca un clima di tensione proprio mentre la dirigenza locale di Fdi sta entrando nel vivo nella decisione sulla rosa di nomi, probabilmente tre, da presentare al tavolo regionale della coalizione, dopo aver fatto il passaggio con il leader Meloni che avrà l’ultima parola.

D’altra parte, il ragionamento degli azzurri si fonda anche sul fatto che il percorso – è stato sottolineato da tutti i dirigenti – è stato previsto "come regola" nel tavolo nazionale della scorsa settimana Roma che nella ripartizione delle regioni al voto nel 2019 (oltre all’Abruzzo, la Basilicata, il Piemonte e la Sardegna) ha assegnato la regione abruzzese a Fratelli d’Italia.

Il che vuol dire che il partito è deciso, in caso contrario, ad esercitare il diritto di veto e anche, come ultima ratio, a riproporre la propria classe dirigente, probabilmente in una corsa solitaria.

"Nella consapevolezza che Fdi è il partito meno forte della coalizione e quindi con meno classe dirigente, è importante che Forza Italia possa partecipare attivamente alla scelta", ha continuato Pagano, ieri sera incaricato dal partito "a parlare con il tavolo romano" ed anche ad impegnarsi ad azioni molti forti come quella di riproporre la propria classe dirigente e correre da soli.

Il comportamento forzista potrebbe essere seguito anche dalla Lega che per ora però è in attesa di decisioni ufficiali da parte dell’alleato meno forte: "Non esprimiamo alcun giudizio fino a quando non ci sarà presentata la rosa di nomi - ha spiegato il dirigente salviniano Gianfranco Giuliante -. Il gradimento è una condizione uscita dal tavolo nazionale, ma solo dopo i nomi diremo la nostra. Non ci interessano le indiscrezioni".

A tale proposito, Febbo che nei giorni scorsi è stato uno dei primi ad accettare la decisione del tavolo romano, ha chiesto che il partito della Meloni faccia subito a presentare i nomi perché "non avendo personaggi molto conosciuti, si abbia il tempo per lavorare e farlo conoscere".

"Abbiamo aesminato punto per punto la situazione - ha continuato Febbo -, ed abbiamo espresso critiche pesanti a Roma ma anche consapevolezza che il tavolo locale non avrebbe potuto decidere. Non riapriamo il discorso ma vogliamo decidere insieme", ha concluso l’ex assessore regionale.

Alla riunione di ieri sera, hanno partecipato tra gli altri il deputato e segretario organizzativo, Antonio Martino, ed i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri, capogruppo, e Paolo Gatti.

Tutti si sono detti d’accordo sulla necessità che se il candidato "non avrà caratteristiche oggettive", il partito calerà sul tavolo la classe dirigente che opuò contare su due sindaci capoluogo L’Aquila e Chieti, e di due città importanti come Avezzano e Montesilvano, quattro consiglieri regionali, due parlamentari e decine di amminustratori.

Non è trapelato se ha partecipato ai lavori il vice coordinatore regionale Guido Liris, vice sindaco dell’Aquila.

In riferimento ai papabili, ieri l’avvocato La Morgia, pur avendo dato disponibilità per una intervista ad AbruzzoWeb, nel corso della giornata non ha più risposto al telefono.

Ha parlato invece, sia pure brevemente, il manager pescarese della comunicazione Russo: "Non so cosa dire, leggo il mio nome tra i papabili, non ho parlato né con Meloni né con Sigmosnndi quindi non so nulla di ufficiale. per il resto posso dire che sono lusingato di essere considerato tra i possibili, ma sottolineato con altrettanta franchezza che sono molto assorbito dal mio lavoro". (b.s.)



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