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CAPOGRUPPO LEGA IN CONSIGLIO REGIONALE FA MELINA SULLE VERE RAGIONI
DEL SUO ADDIO ''IRREVOCABILE'' DAL PARTITO E DEL CLAMOROSO DIETROFRONT DOPO APPENA 48 ORE: “CHIARITI PIENAMENTE, RUOLI E POLTRONE NON C’ENTRANO”

QUARESIMALE, L'ARTE DEL NON RISPONDERE
“MIE DIMISSIONI? SEMPLICI DIVERGENZE”

Pubblicazione: 23 febbraio 2020 alle ore 09:13

CHIETI - “Normali divergenze”, “semplici incomprensioni”. “non c’è un motivo in particolare”, “ruoli e poltrone non c’entrano”, “l’importante è che ci si sia chiariti pienamente”. 

Talento del giornalista è parlare dando impressione di estrema competenza di argomenti di cui ha solo una approssimativa conoscenza. Quello del politico è di  parlare anche per ore  senza dire sostanzialmente nulla. E’ più o meno il caso del capogruppo della Lega in Regione Abruzzo, Pietro Quaresimale, che venerdì a Chieti in occasione della visita del leader leghista, Matteo Salvini, è stato assalito dai cronisti che gli hanno chiesto lumi sulle vere ragioni delle suo addio “irrevocabile” al Carroccio, e passaggio al gruppo misto, comunicato a mezzo stampa domenica scorsa, a cui ha fatto seguito un repentino dietrofront, appena due giorni dopo, a seguito di un incontri chiarificatori con il coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo, e con alcuni esponenti nazionali. 

C’è chi dice, anche nell’entourage del capogruppo, che addirittura Quaresimale abbia incontrato Salvini al quale abbia illustrato i punti che non vanno. Non è un mistero che ci sia più di un attrito dentro la Lega, partito traino della maggioranza di centrodestra, con 10 consiglieri su 18 di maggioranza, e 4 assessori su 6. Molto meno chiare sono le ragioni profonde e circostanziate delle dimissioni-lampo di Quaresimale, ex sindaco di Campli, eletto con circa 9mila preferenze alle regionali del febbraio dell’anno scorso. Nella sua nota stampa, diramata per annunciare la "sofferta decisione”, si leggeva solo che “più volte ho inteso rendere il lavoro molto più collegiale, con scarsissimi risultati, ed alla fine ho maturato l'idea, mio malgrado, di non sottostare più a decisioni terze che, talvolta, e in più occasioni, ho condiviso proprio per il dovuto spirito di corpo, che adesso è venuto meno".

Lo stesso Quaresimale, a Chieti con evidenza riappacificato con i colleghi leghisti, come pacche sulle spalle e ampi sorrisi stavano plasticamente a dimostrare, ai cronisti ha dunque spiegato: “Con il partito sono state chiarite le questione che avevo sollevato, le mie sollecitazioni.  Ora andiamo avanti con più stimoli e determinazione di prima, la Lega è più compatta che mai”
Alla domanda di rincalzo, “d’accordo, ma quali sono le ragioni vere di questo strappo?”, sicura è stata la risposta del capogruppo: “alcune incomprensioni, che poi sono state superate, visto che il partito ha dimostrato massima apertura”.

Il cronista è tornato così ancora alla carica: “Più nello specifico, che tipo di incomprensioni, su quali temi in particolare?”. E anche qui Quaresimale abilmente ha svicolato:  “Mah, nulla di particolare, il discorso è complessivo”.

A seguire Quaresimale, ha escluso con un secco “no, assolutamente  no”, che il motivo del suo “sbrocco”, potesse risiedere nell’essersi sentito, come capogruppo, poco ascoltato e scavalcato.  E con un algido “le questioni personali non sono in discussione”, ha replicato a chi ipotizzava, con un pizzico di malizia,  che casus belli la difficile convivenza con altri pezzi da novanta della Lega,  soprattutto nel suo collegio teramano, con riferimento all’ex coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma e all’assessore esterno, imposto da Bellachioma, Piero Fioretti.

Manco a dirlo, Quaresimale ha negato che tra i motivi del suo strappo lampo ci sia  la mancata nomina ad assessore, nonostante il record di preferenze. “Non si parla di ruoli e di poltrone, ma solo di questioni interne al partito, su cui però ripeto, c’è stato un chiarimento soddisfacente”. Infine, come ovvio, nulla c’entra nemmeno il  rapporto con il coordinatore D’Eramo. “con lui c’è grandissima stima e spirito collaborativo”, ha tagliato corto Quaresimale, prima di andare a raggiungere Salvini, che aveva appena terminato il suo intervento. Filippo Tronca



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