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GRANDI MANOVRE PER VOTO 20 LUGLIO SU NUOVO SEGRETARIO REGIONALE; MINORANZA DI MARTINA OPTA PER EX CONSIGLIERE ORLANDO; LOLLI ED EX CANDIDATO PRESIDENTE, NON ISCRITTO, APPOGGIANO SINDACO FRANCAVILLA

PRIMARIE PD: IN CORSA FINA E LUCIANI;
D'ALFONSO E LEGNINI SU FRONTI OPPOSTI

Pubblicazione: 22 giugno 2019 alle ore 08:21

PESCARA - Il "il giovane ministeriale" e il "sindaco": Michele Fina, ex consigliere del Guardasigilli Andrea Orlando e il sindaco di Francavilla Antonio Luciani. Saranno loro due, salvo sorprese, i candidati Iin corsa alle primarie del 20 luglio per la segreteria del Partito democratico abruzzese.

Ad accomunarli l'essere entrambi espressione della maggioranza del neo segretario nazionale Nicola Zingaretti.

Fina, ex assessore provinciale, avezzanese classe 1978 aderisce, ci mancherebbe, alla corrente di Orlando, ed è dato di gran lunga favorito, avendo ottenuto la stragrande dei consensi in una votazione interna della mozione Zingaretti, la scorsa settimana a Pescara.

Luciani, avvocato classe 1969, primo cittadino della città chietina dal 2011, fa parte della corrente che fa capo a Paola De Micheli, ex sottosegretario all'Economia. 

A dividerli, semmai, i posizionamenti dei vari big abruzzesi in appoggio di uno o dell'altro.

Il grosso del partito sta con Fina, appoggiato anche dalla minoranza, che fa capo all'ex presidente della Regione Luciano D'Alfonso, ora senatore, mentre a sorpresa l'ex presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, e il candidato della coalizione di centrosinistra alle ultime regionali, Giovanni Legnini appoggiano Luciani.

Tutti con la consegna di evitare scontri e anzi provare ad arrivare fino all'ultimo ad una candidatura unica, prima delle ufficializzazioni per cui ci sarà tempo fino a fine mese. Visto che per un partito che negli ultimi anni anche in Abruzzo ha preso sonore mazzate un pò a tutti i livelli, ci mancherebbero soltanto gli stracci che volano in piazza.  

Il dato eclatante è che ad appoggiare Fina è anche l'ex presidente d D'Alfonso e il deputato Camillo D'Alessandro, ed anche Marco Alessandrini, ex sindaco di Pescara, che appartengono alla minoranza dell'ex ministro all'Agricoltura Maurizio Martina.

Più defilato un altro martiniano eccellente, il capogruppo Pd in Regione Silvio Paolucci. A cui era stato proposto di candidarsi, essendo del resto già stato segretario regionale. Ma pare che Paolucci ha declinato l'invito. 

La decisione di appoggiare un candidato della corrente maggioritaria di Zingaretti, è una mossa che ha la sua ratio politica, in assenza di alternative: da una parte dar prova di accogliere l'appello allo spirito unitario del segretario nazionale, dall'altro puntare sul cavallo dato per stra-favorito, per mantenere un influenza nel partito regionale.

C'è però un eccezione eccellente, tra coloro che al congresso hanno sostenuto Martina: la deputata aquilana del Pd Stefania Pezzopane, che di appoggiare Fina non ci pensa nemmeno. Eppure Fina era stato suo assessore quando era presidente della Provincia dell'Aquila. Poi però le loro strade si sono allontanate, e i rapporti si sono molto raffreddati. Fina, del resto, in più di un'occasione, in nome della necessità di rinovare anche anagraficamente il partito aveva lanciato strali contro la leggendaria "trimurti", ovvero il "trio" composto da Pezzopane, Lolli e l'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, consideratati come i dominus del partito in provincia dell'Aquila. Pezzopane però non ha per ora preso posizione per Luciani. A anche Cialente pare sia disinteressato alla sfida.

Ad appoggiare Fina poi, ovviamente, il grosso del partito che con la vittoria di Zingaretti, ha abbandonato  al suo destino Matteo Renzi, fino al quel momento dominante. Solo per fare qualche nome: il segretario regionale uscente Renzo Di Sabatino e con lui buona parte dei vertici e amministratori teramani. l'ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, avezzanese, anche se è molto defilato in questa partita, Pietro di Stefano, ex assessore comunale dell'Aquila alla ricostruzione, il segretario provinciale dell'Aquila Stefano Albano,

Resta da chiedersi perché in questo scenario del tutto sfavorevole, Luciani abbia deciso di avanzare la sua candidatura. C'è chi dice per "ripicca" per la mancata candidatura a presidente della Regione Abruzzo, dopo che per di più si era dimesso da sindaco, per poi rientrare nei ranghi. A candidarsi è stato infatti Legnini, di cui Luciani è un fedelissimo.

E ora Legnini si è schierato dalla sua parte, non si sa fino a che punto convintamente.

Una decisione che ha fatto discutere, in quanto l'ex vicepresidente del Csm non è più iscritto al Pd, Inoltre Fina, che è stato suo consigliere politico durante la campagna elettorale per le Regionali. Ad appoggiare Luciani c'è poi Lolli, che però in realtà come candidatura alternativa avrebbe preferito il sindaco di Pineto Robert Verrocchio.



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