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IL PASSO POSSIBILE: ''SI PERDERA' ALTRO TEMPO, PAESI IN AGONIA''. LA SINISTRA: ''BENE LA TUTELA''

PRG FRAZIONI, IL TAR SOSPENDE DELIBERA COMUNE L'AQUILA: ''PERDE LA RICOSTRUZIONE''

Pubblicazione: 26 luglio 2019 alle ore 23:26

L'AQUILA - Il Tar Abruzzo ha accolto la richiesta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e cratere sospendendo in via cautelare gli effetti della delibera del Consiglio Comunale numero 21 dell’11 aprile 2019: si tratta dell'approvazione definitiva della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Prg per le frazioni. Secondo la Sovrintendenza la delibera avrebbe stravolto l'assetto delle frazioni, consentendo aumenti di cubature e demolizioni con troppa facilità. Dal Comune replicano, invece, che si tratta di un ricorso "ideologico" su un provvedimento che non avrebbe creato problemi. 

"Con la sospensiva concessa dal Tar - dicono Paolo Romano ed Elia Serpetti del Passo Possibile - in merito alla modifica delle norme sul Prg, non vince la correttezza delle procedure, non vince la Soprintendenza né tantomeno vince l’opposizione: perde solo la ricostruzione delle frazioni, argomento tra i maggiori cavalli di battaglia di questa amministrazione in campagna elettorale. Cosa succederà adesso? Si perderà ancora altro tempo tra il giudizio del Tar e i successivi gradi di giudizio che sicuramente non mancheranno e sarà solo tempo sottratto alla ricostruzione privata delle frazioni, con buona pace di tutti quei proprietari e tecnici incaricati che invece speravano di snellire il processo di ricostruzione tramite le sostituzioni edilizie". 

Tecnici e cittadini, dice il Passo Possibile, "si troveranno davanti ad un bivio: scegliere di adottare le regole valide con la delibera di Consiglio n.109 del 2016, vale a dire il restauro conservativo, oppure attendere i gradi di giudizio del ricorso, esponendosi alle penalizzazioni previste in caso di ritardi o, peggio, al rischio di commissariamento previsto in caso d’inerzia. Molto probabilmente, alla fine, anche in caso di vittoria legale dell’amministrazione, il tempo perduto relegherà gli effetti della delibera n. 21 del 2019 ad una percentuale molto ristretta. Questi sono gli effetti che si ottengono quando si tenta di piegare il diritto amministrativo alle volontà politiche senza rispetto alcuno della procedura. Infatti prima che un problema di merito è soprattutto di metodo, più volte sottolineato anche con specifiche pregiudiziali in consiglio comunale. Modificare nella sostanza la delibera nel suo atto conclusivo non è possibile se non attraverso l’apertura di un nuovo procedimento, attraverso fasi di pubblicità e di recepimento dei pareri, come quello della Soprintendenza: tutti gli interventi previsti nelle aree interessate dalla presente variante al piano vigente dovranno essere preventivamente autorizzate dalla stessa ai fini del rilascio dell’autorizzazione di competenza ai sensi dell’art.21 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio".

"La decisione del Tar - dicono Pierluigi Iannarelli e Enrico Perilli della Sinistra - serve a tutelare il volto dei centri storici e delle frazioni, così come è stato tutelato il volto del centro storico del capoluogo.
Noi del Circolo di Sinistra Italiana, siamo stati i primi a denunciare la pericolosità della delibera in argomento, avviando un dibattito politico sul punto, che meritoriamente alcune Associazioni hanno ripreso richiedendo la revoca in autotutela del provvedimento. Un ringraziamento particolare poi va alla stessa Soprintendenza che si è fatta parte diligente principiando il ricorso al Tar Abruzzo. I fatti dimostrano ancora una volta l’inadeguatezza di questa amministrazione, che di solito pecca di lassismo ma che quando prova a fare qualcosa, lo fa male e con superficialità. La città è purtroppo sospesa tra un’isola pedonale che non parte, una cronica mancanza di idee e un tirare a campare che serve solo al Sindaco, che al pari di altri, sta sfruttando l’amministrazione della città per poi provare a posizionarsi in spiagge politiche più comode e redditizie".



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