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PD: ''RENZIANI'' D'ABRUZZO; CI SONO GIOVANI, SINDACI E QUALCHE BIG

Pubblicazione: 21 settembre 2012 alle ore 08:02

Alcuni tra i ''renziani'' d'Abruzzo: Mario Mazzocca, Vincenzo Di Marco, Antonio Iannamorelli, Alessandro Marzoli, Camillo D'Alessandro, Francesco Iritale, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca
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L'AQUILA - Un esponente importante del Popolo della libertà, l'altro giorno, ha sostenuto che "se Matteo Renzi vince le primarie governa per dieci anni, se la spunta Pier Luigi Bersani, invece, Silvio Berlusconi rifarà il premier".

Forse il richiamo del sindaco di Firenze ai delusi del centrodestra sta facendo breccia, oppure è una tattica, si dice dettata dallo stesso Berlusconi, per scompaginare i piani del Partito democratico.

Fatto sta che il movimento dei "renziani" è sbarcato in Abruzzo e inizia a contare adesioni importanti, come i consiglieri regionali Camillo D'Alessandro e Giuseppe Di Luca, che stanno per sciogliere la riserva, alcuni sindaci del Teramano e del Pescarese e il presidente regionale dei Giovani democratici, Alessandro Marzoli.

Si tratta soprattutto di esponenti politici giovani ma anche di altri che attualmente hanno poco spazio e cercano di farsi largo dentro il partito.

I big, invece, stanno tutti con Bersani: a cominciare dal segretario regionale democrat, Silvio Paolucci, passando per il senatore Giovanni Legnini, fino al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.

Tutti e tre hanno affidato a Facebook la loro fedeltà assoluta al segretario nazionale in carica: il primo semplicemente condividendo un link con un discorso di Bersani, gli altri, invece, con dei post eloquenti.

"Ogni giorno che passa ho l'impressione che diversi dirigenti e militanti del nostro partito interpretino le prossime primarie come se fossero un congresso. Penso sia utile sottolineare che invece, ferma l'assoluta libertà di scelta di ciascuno di noi, il quesito che ci verrà sottoposto sarà: chi è la persona che meglio potrà guidare l'Italia fuori dalla crisi nei prossimi anni ovvero è meglio un futuro governo bersani o un governo Renzi? Io non ho dubbi che sia meglio un governo a guida Bersani con un ampio rinnovamento della rappresentanza e un incisivo programma di cambiamento del paese", ha scritto Legnini, mentre Cialente è stato più sintetico ma decisamente più duro: "Scelgo Bersani, la buona politica di idee concrete, non quattro slogan".

Non mancano quelli che stanno alla finestra ma guardano con attenzione l'evolversi degli eventi e potrebbero decidere di fare presto il grande passo, come il consigliere regionale marsicano Giuseppe Di Pangrazio o quello teramano Claudio Ruffini.

Alcuni rumors danno tra gli "osservatori" interessati pure l'ex sindaco di Pescara e leader abruzzese piddino Luciano D'Alfonso: non è un mistero che alle primarie 2009 votò contro Bersani, scegliendo l'attuale capogruppo alla Camera, Dario Franceschini. Potrebbe fare la stessa cosa adesso, scegliendo la linea moderata e centrista di Renzi, aiutando quelli che vogliono cancellare la foto di Vasto, soprattutto visti i pessimi rapporti che ha con i dipietristi dell'Italia dei valori e con i partiti a sinistra del Pd.

L'AQUILA


Il "dominus" del movimento, nell'Aquilano, è il capogruppo Pd al Comune di Sulmona, Antonio Iannamorelli, che per oggi ha convocato un incontro nel centro peligno per fare una prima conta di chi ci sta e chi no.

Curiosità: la riunione coincide praticamente con quella della segreteria provinciale, convocata dal coordinatore, Mario Mazzetti.

Sono certamente "renziani" i consiglieri provinciali Amedeo Fusco (Pd) e Mauro Rai (Democratici).

In terra marsicana solo timide avvisaglie, ma si fanno i nomi del consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, fratello di Gianni, sindaco di Avezzano, e del primo cittadino di Scurcola Marsicana, Vincenzo Nuccetelli.

Nel capoluogo, un convinto "rottamatore" è il giovane segretario cittadino democrat Francesco Iritale, che è in compagnia dell'ex segretario generale del Comune dell'Aquila Giorgio Lovili, reduce da una sfortunata esperienza alle amministrative con la lista dei Cattolici democratici, da poco nominato revisore dei conti al Centro turistico del Gran Sasso.

Schieratissimi con Bersani i tre maggiorenti del partito all'Aquila: oltre a Cialente, il deputato Giovanni Lolli e l'assessore comunale alle Politiche sociali Stefania Pezzopane.

CHIETI


Nel Chietino a tirare le fila è l'"obamiano" Alessandro Marzoli, vice presidente del Consiglio di Chieti, reduce da un periodo negli Usa dove ha preso parte alla preparazione della campagna elettorale del presidente in carica.

Un'apertura importante, ai microfoni della web tv del Consiglio regionale, l'ha fatta il capogruppo del Pd all'Emiciclo, Camillo D'Alessandro.

Ci sono poi i consiglieri comunali di Vasto Domenico Molino e di Francavilla al Mare Enrico Bruno. Il resto sono giovani ed esponenti della società civile, come nei casi di Atessa e Francavilla, dove i comitati pro-Renzi sono già attivi, così come i due di Chieti, animati in gran parte da donne.

In via di apertura, inoltre, altri club a Ortona, Lanciano, Fara San Martino, Bomba e San Salvo.

PESCARA


Anche per gli aderenti pescaresi è in programma una riunione, lunedì, per fare una prima conta.

Ci saranno Giacomo Cuzzi, uno dei primi a saltare sul carro di Renzi, il sindaco di Caramanico Terme, Mario Mazzocca, e quello di Alanno, Enisio Tocco. La mossa di quest'ultimo, insieme al collega consigliere provinciale Andrea Di Meo, ha indispettito non poco l'ex assessore regionale dei Ds Donato Di Matteo, pezzo da 90 della Giunta di Ottaviano Del Turco e mentore dei due, soprattutto del secondo, che per dieci anni è stato sindaco di Serramonacesca.

Di Matteo avrebbe giudicato inopportuna la scelta, soprattutto per i tempi. Meglio sarebbe stato, secondo lui, aspettare un po' e capire dove dirottare le forze di "Abruzzo riformista", l'associazione che fa capo a Luciano D'Alfonso che potrebbe trasformarsi in lista civica alle prossime elezioni regionali, d'intesa con l'ex sindaco di Pescara, che attende la definizione del quadro per scendere in campo.

TERAMO


Nel Teramano i "renziani" doc sono soprattutto i sindaci: Vincenzo Di Marco (Castellalto), Mauro Scarpantonio (Controguerra), Dino Pepe (Torano) e Alessandro Di Giambattista (Montorio al Vomano) su tutti. È con un piede dentro anche il primo cittadino di Pineto, Luciano Monticelli.

Ma è dall'Emiciclo che si attendono le maggiori novità, con Giuseppe Di Luca che ha praticamente detto sì e Claudio Ruffini che è su quella strada.

A minare l'unità del movimento, però, è la vicenda della nascita di due comitati che si guardano in cagnesco: secondo i maligni, uno dei due avrebbe visto la luce grazie all'accordo tra i fedelissimi dell'onorevole Tommaso Ginoble, della corrente nazionale di Giuseppe Fioroni, e quelli dell'ex assessore regionale Marco Verticelli.

Alla fine, dicono coloro che rivendicano il "bollino blu", Ginoble e Verticelli sceglieranno Bersani, ma vogliono creare scompiglio tra i sostenitori di Renzi, perché preoccupati dall'ascesa dei "rottamatori". 



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