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''CARENZA IN ORGANICO DI UNITA' TECNICA ACCREDITATA AI SENSI DELLA NORMA EUROPEA'', NECESSARIA INDAGINE DI MERCATO DA 98 MILA EURO; POI VIA LIBERA A RICOSTRUZIONE SEDE DELLA GIUNTA REGIONALE A L'AQUILA, OBIETTIVO APRIRE CANTIERI AD AGOSTO

PALAZZO CENTI: IN REGIONE NO COMPETENZE, BANDO ESTERNO PER VERIFICA PROGETTO

Pubblicazione: 02 luglio 2019 alle ore 07:00

L'ingresso e la facciata di palazzo Centi

L'AQUILA - Palazzo Centi, una storia infinita. Dopo anni di ritardi, prima per decidere chi dovesse essere la stazione appaltante, poi per l’inchiesta giudiziaria, infine per i ricorsi nella gara di appalto, emerge ora un altro scoglio per la ristrutturazione post sismica del settecentesco edificio fino al 6 aprile 2009 sede della Giunta regionale abruzzese, nel cuore dell'Aquila: non ci sono professionalità per la verifica del progetto tra gli oltre 1.700 dipendenti della Regione.

Tanto che l’ente, nonostante la presenza della commissione di gara, tra l’altro costituta da funzionari e dirigenti esterni, ha lanciato un bando di oltre 98 mila euro per la verifica del progetto esecutivo, presentato dalla vincitrice dell'appalto da circa 13 milioni di euro, l'impresa molisana General Costruzioni srl, nella parte riguardante l'aspetto tecnologico, e delle certificazioni energetiche.

Superato questo passaggio, dopo anni di attesa, i lavori potranno però finalmente partire.

Nei primi giorni di agosto, assicura ad Abruzzoweb il rup Vittorio Di Biase, dirigente Servizio Genio Civile del dipartimento Opere Pubbliche della Regione. "Ho avuto un incontro con l'impresa, sono pronti ad aprire i cantieri – spiega Di Biase -, iniziando con il rifacimento delle coperture fortemente danneggiate, per poi poter lavorare agevolmente all'interno nel periodo invernale, con l'obiettivo fissato in due anni per consegnare l'opera”.

Secondo quanto si è appreso, sembra che questa volta la strada possa essere liscia perché sarebbero smentiti i rumors che vorrebbero la General Costruzioni pronta a chiedere altri danari per i ritardi nell’assegnazione dell'opera e nell’apertura del cantiere.

Manca però appunto un altro passo, lungo quello che è stato un vero e proprio Golgota burocratico, prima di vedere le betoniere in funzione: la verifica dal punto di vista delle soluzioni ad alto valore tecnologico previste nel progetto esecutivo redatto dalla General Costruzioni srl, che 25 gennaio scorso ha sottoscritto il contratto di appalto con la Regione, dopo essersi aggiudicata i lavori da circa 13 milioni di euro, con circa il 30% di ribasso d'asta.

La verifica progettuale sarà affidata a professionalità esterne con un bando da 98 mila euro, perché, si scopre, in Regione si registra, “una carenza in organico di un’unità tecnica accreditata ai sensi della norma europea Uni Cei En Iso/Iec 17020".

Il bando è stato indetto il 12 marzo, ed è stato chiuso il 31 maggio.

Di questo secondo passaggio non c'è ancora traccia nel sito Amministrazione trasparente della Regione. Sono comunque 14 gli studi professionali ammessi, dopo la verifica dei requisiti formali. Si sta procedendo a nominare la commissione di gara.

L'affidamento avverrà a giorni, e l'aggiudicatario avrà l'obbligo di consegnare lo studio di verifica entro massimo trenta giorni, ovvero si prevede entro i primi giorni di agosto.

Alla domanda, "come mai la Regione non ha professionalità interne per svolgere questa verifica?", Di Biase risponde che "il progetto di palazzo Centi è molto complesso, prevede numerosi innovazioni dal punto di vista tecnologico, e quasi nessuna stazione appaltante, non solo la Regione Abruzzo, ha professionalità interne per svolgere questo particolare compito”.

Ad essere pignoli potrebbe essere, questa lacuna, uno spunto per attivare percorsi di formazione ad hoc, all'interno dell'ente. Un buon investimento, anche economico nel medio lungo periodo, perché si risparmierebbero soldi per fare i bandi esterni, ed anche dal punto di vista della velocità di azione.

Ad ogni buon conto, nell'iter di ricostruzione di palazzo Centi si vede finalmente la luce in fondo al tunnel.

Come detto, la General Costruzioni srl, ha firmato solo il 25 gennaio scorso il contratto di appalto, dopo anni di ritardi, cambi della stazione appaltante, passata dal Provveditorato alla Regione, continui e disattesi annunci di inizio dei lavori.

La gara era stata avviata nel 2015 e aveva visto la partecipazione di 30 aziende.

Nel giugno 2017 i lavori sono stati aggiudicati alla General Costruzioni, ma la seconda classificata, Cingoli Nicola & Figlio di Teramo, ha fatto ricorso. Ne è nata una lunga battaglia legale vinta dalla società molisana al Consiglio di Stato.

Ci si è messa pure l'inchiesta della Procura dell'Aquila, esplosa nel 2015, arrivata a 11 filoni e circa 40 indagati, coordinata dal pubblico ministero Antonietta Picardi, su presunti favoritismi anche nell'iter per la ricostruzione di Palazzo Centi. Coinvolto tra gli altri anche il senatore del Pd Luciano D'Alfonso, all'epoca dei fatti governatore della Regione Abruzzo.

Inchiesta che si è conclusa con un nulla di fatto: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell'Aquila Mario Cervellino, su richiesta del pm Fabio Picuti subentrato a Picardi, nel settembre 2018, ha mandato tutto in archivio, in quanto mancavano "elementi per sostenere l’accusa in un processo".

Si registra ora che la Regione, per mancanza di professionalità interne deve compiere un ulteriore passaggio per verificare la bontà, dal punto di vista degli standard europei di sicurezza e qualità del progetto definitivo, rivolto a studi tecnici esterni.

Si legge infatti nell'avviso che "verificata la carenza in organico di un’unità tecnica accreditata ai sensi della norma europea Uni Cei En Iso/Iec 17020", si intende procedere, "all’affidamento delle attività di verifica della progettazione esecutiva nonché della progettazione definitiva (...) mediante procedura negoziata previa consultazione di almeno cinque operatori economici".

L’importo posto a base di gara, soggetto a ribasso d’asta, è come detto 98.680 più iva.

Tra i requisiti oltre alle varie certificazioni europee e nazionali, richieste dalla natura dell'incarico l'aver effettuato negli ultimi dieci anni (2009/2019) almeno due appalti di servizi di verifica di progetti, o di progettazione e direzione lavori, relativi a lavori, ciascuno almeno pari al cinquanta per cento di quello oggetto dell’appalto", "possedere un adeguato livello di copertura assicurativa per la responsabilità civile e professionale e per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività".

Il ribasso d'asta avrà un peso di massimo 30 punti su 100 in palio. La verifica del progetto esecutivo dovrà essere completata entro 30 giorni dall'incarico. Un'inezia per un'opera pubblica tra le più importanti della ricostruzione sismica, che attende l'inizio lavori da anni.

 



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