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CONSIGLIERE SCRIVE A PARLAMENTARI: ''ACCOGLIENZA HA PERSO SENSO
SOLIDARISTICO''. RESIDENTI IN MARCIA PER DIRE ''NO ALL'ILLEGALITA'''

MONTESILVANO: ALIANO, ''APRIRE ATTIVITA' IN PINETA CONTRO PROSTITUZIONE E DROGA''

Pubblicazione: 16 agosto 2018 alle ore 14:32

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MONTESILVANO - “Bisogna abbattere la barriera che si è creata tra il lungomare e la pineta, per questo ho chiesto l’apertura di chioschi e attività all’interno dell’area, in modo che montesilvanesi e turisti possano riappropriarsi dell’intera zona”.

È quanto annuncia ad AbruzzoWeb il consigliere Comunale di Montesilvano, Anthony Hernest Aliano, che in una lettera agli onorevoli Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche Forestali, Giuseppe Bellachioma (Lega), Fabio Rampelli (Fratelli d'Italia) e Andrea Colletti (M5s), riaccendendo i riflettori sulla “difficile situazione che vive la città abruzzese” e sull’annoso “problema dei migranti che bivaccano, spacciano e si prostituiscono nella Pineta”.

“Chiunque ha oramai ben compreso che il fenomeno dell’accoglienza dei migranti abbia già perso il proprio naturale senso solidaristico per rifugiarsi nella più scontata finalità speculativa da cui sono animate, in particolare, alcune associazioni che si occupano di sociale”, si legge in passo della missiva.

E ancora: “Con la malcelata esigenza solidaristica, si è giunti ad una vera e propria tratta dei migranti per i quali le associazioni, in un primo momento, hanno sguinzagliato sul territorio intermediari pronti a convincere con il 'dio denaro' malandati proprietari di strutture alberghiere, finanche collocate sulla zona rivierasca che, per necessità, hanno accettato di conferire in gestione la propria struttura per ‘pochi, maledetti e subito denari’”, prosegue Aliano.

Una situazione “diventata insostenibile” secondo molti residenti della zona, che il 12 agosto si sono ritrovati davanti alla “Stella Maris”, al calar del sole, per un presidio “antiprostituzione”, organizzato proprio dal consigliere Aliano. “Hanno partecipato in tantissimi, oltre 100 persone in rappresentanza di ogni categoria sociale: avvocati, imprenditori, cittadini, nonni con i propri nipoti, ragazzi, uomini, donne, commercianti, Montesilvano c’era tutta”, racconta Aliano ad AbruzzoWeb.

La marcia, partita da “Stella Maris”, ha attraversato tutto il lungomare in direzione Pescara, fino a via Adige, al grido “Adesso basta, ci battiamo noi”. “Ogni volta che ci facciamo promotori di queste iniziative, le donne sfruttate scompaiono, come del resto è accaduto negli anni e nei mesi precedenti per la questione dei bivacchi - aggiunge - È un dato estremamente positivo, perché significa che i presidi  funzionano e la legalità potrebbe essere ripristinata, in questo senso, con la semplice presenza dei cittadini, che da troppo tempo hanno paura di frequentare la Pineta”.

Proprio da questo, nasce la proposta del consigliere ai parlamentari abruzzesi e non: “L’unico modo per rompere il muro che rende off limits l’area, è rendendola fruibile a tutti, con nuove attività, chioschi, illuminazione e giochi per i più piccoli”, sottolinea Aliano.

In questi anni i residenti, riuniti in un comitato, hanno organizzato in più occasioni sit-in e proteste contro “i bivacchi sotto la Pineta”, sfociati anche in violenti scontri con gli stranieri, tanto che l’amministrazione comunale, in sinergia con le forze dell’ordine, hanno sgomberato via Ariosto, nota come “il ghetto”, riuscendo ad ottenere la chiusura del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) “Excelsior”, ma nonostante questo “nulla è cambiato”. “Continuano ad esserci gruppi numerosi di migranti che stazionano nella Pineta, che spacciano grazie all’aiuto di vedette in bicicletta e vettori che trasportano i prodotti illegali - spiega il consigliere - Questo di giorno e sotto gli occhi di tutti”.

Per via delle sue battaglie contro il degrado, Aliano è stato anche minacciato: “I cittadini hanno paura ed è normale. Uno straniero, durante una manifestazione pacifica di residenti, ha minacciato di farmi a pezzi e mangiarmi, perché avevo invaso il suo territorio. Il tutto davanti alle forze dell’ordine, che ovviamente hanno messo a verbale quanto accaduto ed è partita d’ufficio la denuncia”, racconta infine il consigliere comunale. “Questo non è più accettabile”, conclude.

LA LETTERA INTEGRALE

“Scrivo la presente nella mia qualità di consigliere comunale del Comune di Montesilvano (Pescara), per rappresentarvi quanto segue: La massiccia presenza di immigranti - dapprima collocati negli Hotel all’uopo predisposti a Cas e, ad oggi, ammassati nelle strutture locali in forza del progetto Sprar - ha agevolato la formazione di bivacchi, accampamenti di fortuna e presidi preordinati all’illecito, determinati per il vero dal vuoto legislativo che regna per la fase postuma all’accoglienza spese dell’Ente comunale, dello Stato e della Comunità Europea. L’economia locale, già martoriata dalle scelte infauste del passato e dalla crisi economica che ha colpito l’intero Paese, necessita di essere tutelata da questo ennesimo trend innaturale a cui alcuni proprietari alberghieri e, da ultimo, alcuni proprietari di immobili residenziali, sembrano essersi affidati per risollevare con inverosimile facilità le proprie sorti”.

“Chiunque ha oramai ben compreso che il fenomeno dell’accoglienza dei migranti abbia già perso il proprio naturale senso solidaristico per rifugiarsi nella più scontata finalità speculativa da cui sono animate, in particolare, alcune associazioni che si occupano di sociale. Ed infatti, con la malcelata esigenza solidaristica, si è giunti ad una vera e propria tratta dei migranti per i quali le associazioni, in un primo momento, hanno finanche sguinzagliato sul territorio intermediari pronti a convincere con il ‘dio denaro’ malandati proprietari di strutture alberghiere, finanche collocate sulla zona rivierasca che, per necessità, hanno accettato di conferire in gestione la propria struttura per ‘pochi, maledetti e subito denari’”.

“A ciò, si è aggiunta la corsa di diversi proprietari immobiliari che, non curanti degli effetti riflessi sul territorio, pur di porre ad allettante rendita i propri immobili - per lo più fatiscenti - hanno colto con favore l’iniziativa del Comune di Montesilvano di aderire al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar). Il problema, come detto, risiede tuttavia per gli immigrati lasciati allo sbaraglio nel momento post accoglienza, quando, mandati via dalle strutture, si riversano sul territorio privi finanche delle minime basi economiche e sociali per la civile convivenza. Costantemente oramai, in particolare nella zona della pineta montesilvanese (riserva naturale sottoposta alla competenza del Corpo Forestale – oggi Arma dei Carabinieri), è possibile assistere alla contaminazione dei luoghi poiché gli ospitati - giunti a conclusione del periodo di accoglienza nelle strutture - hanno assunto la strana e singolare abitudine di pernottare, bivaccare, defecare ed orinare nella medesima riserva, sulle mura a margine delle abitazioni e sulle attrezzature presenti, esponendo a degrado Pagina 2 di 2 e pessime condizioni igienico sanitarie i luoghi frequentati da numerosi cittadini, anche adolescenti. Da alcuni giorni, inoltre, avendo assunto padronanza dei luoghi e probabilmente avendo dimenticato lo spirito con cui sono stati accolti, hanno deciso di porre in essere sistematici atteggiamenti molesti, in particolare con le donne di ogni età che passano nei pressi del lungomare e del retro pineta”. 

“Non v’è chi non veda come le abitazioni poste in zone limitrofe al retro pineta in parola, abbiamo subito una forte svalutazione, proprio per la perdita della connotazione turistica del luogo e per la presenza di una malsana atmosfera che rende poco appetibile per gli investitori le abitazioni del luogo. Alla notte, il via vai di auto alla ricerca del meretricio (e di stupefacenti), rendono i quartieri della zona a sud di Montesilvano, un vero e proprio bordello a cielo aperto, costringendo i cittadini ad un vero e proprio coprifuoco dalle prime ore della sera. Va da sé che non sia in alcun modo auspicabile né accettabile - nell’ottica della accoglienza - continuare a vessare quartieri già defraudati dalla presenza massiccia di delinquenza e prostituzione, oltre che di immigrati al bivacco”. 

“L’esigenza di preservare l’economia locale da cui trae sostegno finanziario la Città di Montesilvano nonché l’urgenza di salvaguardare gli investimenti adottati dai concittadini di alcuni quartieri, unita alla necessità di garantire sicurezza e qualità della vita, inducono ad una pronta azione a sostegno dei diritti qui rappresentati; sul punto, utile sarebbe consentire un impiego più proficuo della riserva naturale locale, rivolto alle famiglie e agli sportivi. Riteniamo, infatti, che la presenza di strutture ricreative ed una gestione dell’area improntata ad un uso intelligente degli spazi verdi, siano un ottimo deterrente ed un buon motivo di riqualificazione a costo zero. Del resto, il continuo bivaccare all’interno della pineta ha determinato forti dubbi sulla effettiva attività di inserimento sociale degli immigrati già ospitati; così come la concentrazione di massa nelle singole strutture. Tale modus, peraltro, mal si concilia con l’idea di integrazione a cui ritengono di dover propendere gli Stati della Comunità Europea atteso che la collocazione esclusiva dei medesimi negli stessi luoghi induce alla formazione di ghetti, seppur temporanei”.

RITENUTO “improcrastinabile procedere con l’adozione di ogni provvedimento utile al caso esaminato. Che la materia necessiti di essere trattata con urgenza atteso il pericolo grave ed irreparabile a cui sono sottoposti i cittadini per le condizioni precarie di salute pubblica nonché i proprietari di abitazioni limitrofe costretti a patire – come detto – la forte svalutazione a cui sono sottoposte le rispettive proprietà per la mortificazione sopravvenuta dello stato dei luoghi e, dunque, a non poter più godere dell’ambiente in cui vivono ed hanno deciso di dimorare già notoriamente martoriato dalla presenza di delinquenza e prostituzione”.

PER TUTTE QUESTE RAGIONI “sono a chiedere, con la cortesia prestata al caso, audizione affinché, in discontinuità con il passato siano assunti tutti i provvedimenti utili alla città di Montesilvano per poter disporre – con le prescrizioni utili al caso – dell’area in parola, per adibirla a spazio culturale, ricreativo e sportivo impiegabile dalla collettività, se del caso autorizzando la allocazione di strutture meglio individuate e concertate tra le parti. Chiedo venia per il tono poco ortodosso con cui ho inteso porvi a parte delle mie considerazioni. Confidando nel buon senso e nella sensibilità che caratterizzano i vostri animi, sono a porgere, con ossequio, cortesi saluti”.



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