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MAXI EVASIONE FISCALE: PRESCRIZIONE PER SPADACCINI E ALTRI 12, SEQUESTRO BENI CAUSO' FALLIMENTO SOREM

Pubblicazione: 17 ottobre 2018 alle ore 12:04

Giuseppe Spadaccini

PESCARA - Scatta la prescrizione, per tutti i reati, e per tutti i 12 imputati, nel processo che si è tenuto davanti al Tribunale collegiale di Pescara, riguardante la presunta maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro.

Il presidente del Tribunale, Rossana Villani, ha disposto il non luogo a procedere per gli imputati e la restituzione di tutte le somme e i beni sequestrati nella fase delle indagini.

Il processo, nato dall'inchiesta "Flying Money", nel 2010 portò all'arresto di 12 persone, tra le quali l'imprenditore del trasporto aereo Giuseppe Spadaccini, amministratore della Sorem, la società che gestiva gli aerei antincendio Canadair per conto della Protezione Civile nazionale.

Tra gli imputati, riporta l'Ansa, l'avvocato Francesco Valentini; il commercialista Giacomo Obletter; la socia dello studio Valentini, Arcangela Savino; il procuratore e rappresentante fiscale in Italia della società Bytols Gianfranco Bucci; il responsabile amministrativo della Sorem dal 1999 e collaboratore San dal 2000 al 2003 Dante Silvi; il consulente pescarese Leonardo Valenti, quest'ultimo assistito dall'avvocato Augusto La Morgia.

Inoltre anche i pescaresi Angela Fabrizio, Luca Orsini, Maria Dina Rodrigues, Maria Tereza Correia Trindade e Roger Boutin, quest'ultimo rappresentante legale di alcune società.

Secondo la tesi dell'accusa, Spadaccini era il promotore di tutta la presunta condotta illecita, che consisteva nella creazione di false compagini societarie a Madeira (Portogallo), caratterizzate da una serie di contatti con società abruzzesi legate al mondo del trasporto aereo.

Tra il 1999 e il 2008 - sempre secondo l'accusa - sarebbero state emesse, complessivamente, fatture per operazioni inesistenti, per una cifra che si attesta intorno ai 30 milioni di euro. Ora l'epilogo della vicenda

"Il Tribunale di Pescara, in composizione collegiale, ha ritenuto insussistente la circostanza aggravante della transnazionalità, che era alla base dell’impianto accusatorio e ha prosciolto l’ing. Giuseppe Spadaccini, difeso dagli avvocati Filippo Morlacchini e Antonio Valentini, per intervenuta prescrizione di tutti i reati contestati", afferma in una nota l'avvocato Giovanni Magi.

"In seguito all’arresto dell’ing. Spadaccini, avvenuto il 22 ottobre 2010, la Protezione Civile (allora diretta da Guido Bertolaso) aveva unilateralmente interrotto il contratto esistente dal 1998 con la Sorem, provocandone così il fallimento. Nel luglio 2017, il Tribunale Civile di Roma aveva definito illegittima tale interruzione, dichiarando l’inadempienza della Protezione Civile e condannando il Governo italiano al pagamento di oltre 80 milioni di euro per l’illegittima rottura del contratto".

"La sentenza del Tribunale Civile di Roma dell’anno scorso aveva sancito la correttezza dell’operato dell’ing. Spadaccini - ricorda ancora l'avvocato Magi - correttezza accertata anche nel corso dell’istruttoria dibattimentale nel procedimento penale di Pescara".

"Sono felice di aver potuto dimostrare la mia totale innocenza rispetto alle accuse penali e civili che mi erano state mosse e ringrazio tutti gli amici avvocati e consulenti che mi hanno assistito in questa assurda vicenda", dichiata Spadaccini.

Il sequestro dei beni effettuato nel 2010 (e di cui il Tribunale di Pescara ha disposto ieri la restituzione) aveva provocato il fallimento anche di altre società del gruppo aeronautico che faceva capo a Spadaccini, con conseguente vendita dei beni da parte dei curatori fallimentari.

Il proscioglimento da tutte le accuse - fa sapere l'avvocato Magi - apre dunque ora la possibilità di un contenzioso giudiziario in sede civile per il risarcimento del danno subito dalle società che facevano capo all’imprenditore abruzzese.



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