• Abruzzoweb sponsor

PRESENTATO IL RAPPORTO CRESA-CONFINDUSTRIA SULL'ANDAMENTO 2018. MAURO: ''L'ECONOMIA SI REGGE SU UNA GAMBA SOLA, LA GRANDE AZIENDA''. FEBBO: ''INVERTIRE LA ROTTA''

MANIFATTURIERO: ABRUZZO MEGLIO DEL RESTO D'ITALIA MA E' ALLARME PICCOLE IMPRESE

Pubblicazione: 15 luglio 2019 alle ore 15:56

L'AQUILA - L'Abruzzo manifatturiero continua a crescere, con percentuali in controtendenza a livello nazionale, ma meno di quanto è accaduto nel 2017 e con alcune criticità di dettaglio. E' allarme, invece, sulla maturità digitale delle imprese: poco meno della metà è dotata di processi tecnologici. 

E' quanto emerge dal rapporto annuale sulla congiuntura relativa al 2018 realizzato da Confindustria e Cresa, il Centro regionale di studi economici che afferisce alla Camera di Commercio. La presentazione della pubblicazione si è tenuta nella sala convegni della Camera di commercio aquilana, alla presenza del presidente regionale di Confindustria, Agostino Ballone, di quello Chieti-Pescara Silvano Pagliuca, del presidente della Camera di commercio aquilana, Lorenzo Santilli, del direttore abruzzese di Bper, Guido Serafini (la banca ha contribuito al lavoro), dell'economista Pino Mauro. Presente anche l'assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo. 

I NUMERI

L'indagine, come ha spiegato la ricercatrice Cresa Matilde Fiocco, ha riguardato un campione di 201 aziende con almeno 10 addetti, il 14% delle 1.437 di questo tipo presenti sul territorio regionale. Il sistema manifatturiero mostra una buona tenuta, soprattutto se lo si mette a paragone con ciò che accade a livello nazionale. Nel 2018 ci sono stati aumenti della produzione (3,3%), del fatturato (3,4%), dell'export (3,1%), degli ordini esteri (3,6%).

Nel 2017 i dati erano migliori: produzione +4,7%, fatturato +3,7%, ordini esteri +4,3%. Meno bene erano danti fatturato estero (+1,7%) e occupazione (+1,1%). L'andamento su base geografica segna differenze piuttosto marcate.

L'Aquila è il territorio più in crisi: diminuiscono produzione (-0,7%), fatturato (-0,2%), ordini interni (-0,4%). Stagnanti export, ordini esteri e occupazione (+0,2%). Molto bene sia Pescara (produzione +9,7%, fatturato +9,2%, ordini interni +9,2%, occupazione +4,8%) sia Chieti (produzione e fatturato +3,6%, export +4,5%, ordini esteri +5,3%).

Le migliori performance arrivano dal settore del legno, dalla metalmeccanica, dall'alimentare e dai mezzi di trasporto. Male elettromeccanica, tessile e, a sorpresa, il chimico-farmaceutico. Anche sotto il profilo delle previsioni a sei mesi c'è qualche incertezza. I dati si mantengono piuttosto positivi, ma molto meno rispetto a quelli 2017.

Allarma il focus sul digitale: il 91% delle imprese non al passo dichiara di non avere alcun interesse ad adeguarsi. "E' un problema culturale", ha ammonito Lorenzo Santilli. In questo ambito Pagliuca ha parlato di un vero e proprio "grido di dolore", mostrando dati critici: l'Abruzzo è al 189esimo posto su 192 regioni europee in materia di qualità del servizio erogato dalla pubblica amministrazione. L'Italia spende oggi 600 milioni, in crescita rispetto ai 290 dello scorso anno, ma molti meno dei 3,3 miliardi della Francia, dei 4,5 della Germania, dei 7,7  dell'Inghilterra. 

LE ANALISI

Ballone ha detto che il terzo rapporto realizzato congiuntamente con Cresa "stablizza l'ulteriore nuova fase di impegno di Confindustria Abruzzo". "L'andamento è migliore della media nazionale - ha detto riferendosi ai dati -, con valori positivi per tutti gli indicatori, comprese le performance del mercato estero. Sono ancora le medie imprese a raggiungere i migliori risultati e si evidenziano buone prospettive anche per il primo scorcio 2019. Il sistema imprenditoriale ritiene sempe urgente, però, l'avvio di progettualità per rendere strutturali i segnali positivi e per evitare declino e deindustrializzazione. Abbiamo rinnovato un documento alla Regione con proposte per lo sviluppo dell'Abruzzo, idee e progetti per immettere liquidità, sostenere imprese e lavoro. Stiamo affortando in questi giorni alcune priorità. Sono urgenti interventi per modernizzare le imprese e adeguare l'assetto istituzionale e amministrativo. C'è piena disponiblità di Confindustria per affrontare le sfide". 

Santilli ha evidenziato il ruolo del Cresa, "eccellenza con grande storia e con possiblità enormi di proseguire fattivamente questo lavoro, anche cambiando indirizzi di ricerca per approfondire tematiche utili alle singole imprese". 

Un monito è arrivato da Guido Serafini: "Se confrontiamo le evidenze di Bankitalia non abbiamo la positività dei dati che emerge da questa indagine". Il direttore Bper ha citato il fatturato, "considerato in flessione dell'1%" se si prendono in esame le imprese con un campione da 20 addetti in su. Il quadro di andamento del credito, ha aggiunto, è statico: le erogazioni sono aumentate per la famiglie, sono in flessione per le aziende. "C'è una preoccupazione generale per il tenore economico" ha aggiunto, sottolineando di non fermarsi a un'occhiata di primo livello dalla quale emergono "elementi di riequilibrio". I problemi, ha concluso, sono la dimensione d'impresa e la competitività. 

L'analisi dell'economista Pino Mauro è stata di ampio respiro. Il Pil dal 2007 al 2018 è sceso del 6,1%. L'indebitamento è aumentato fino al 14.2% del prodotto interno lordo. Tra 2008 e 2019 (primo trimestre) gli occupati sono scesi di 18 mila unità. Il settore della costruzioni, nello stesso periodo, è crollato del 15,47%. 
Anche l'export cambia: L'Aquila oggi vale appena il 7% del totale regionale, nel 2001 era al 20,5. Chieti è passata dal 55,13 al 71%. 


"Il sistema Pmi tende ad avere problemi seri - ha detto Mauro - tutto si concentra sulla seconda gamba, la grande impresa. L'Abruzzo non può reggersi solo su una gamba, quella della grande impresa". I nodi: bassa produttività e bassa innovazione. 

L'assessore Febbo ha concluso invocando un cambio di rotta: "Se da un lato abbiamo le grandi imprese (e meno male) che continuano a far registrare fatturati con segno positivo, per la loro produzione e l’occupazione, tra l’altro con un export a due cifre, dall’altro lato abbiamo le piccole e medie imprese che continuano a soffrire. Sono circa il 92% del manifatturiero regionale e quindi segnano il passo in maniera negativa sull’andamento complessivo dell’intera economia. Infatti  - specifica Febbo – della pubblicazione viene certificato come l’occupazione faccia registrare, nel comparto industriale, a fine 2018, un numero di 109 mila occupati con 9 mila unità in meno e un decremento di -7,9%. A questo dato negativo bisogna aggiungere il sistema creditizio che segna una concessione di credito complessiva paria a (meno ) – 9%. E' urgente invertire questa tendenza".  

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui