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MALATTIE RARE: INTERROGAZIONE DI ACERBO (PRC) SU CAOS ESENZIONI

Pubblicazione: 23 febbraio 2014 alle ore 17:53

PESCARA - "Considerato che l’Abruzzo è forse l’unica regione in Italia a non tutelare i pazienti con malattie rare per l’erogazione dei farmaci di fascia C ho presentato una risoluzione che sarà all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Regionale".

Lo annuncia il consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, ricordando che "altre regioni commissariate e sottoposte a piano di rientro comunque sono state autorizzate dal Ministero".

IL TESTO DELLA RISOLUZIONE

(Erogazione servizi sanitari ai pazienti affetti da malattie rare)

Premesso che

la Regione Abruzzo, con la legge regionale 10 agosto 2010, n. 38 (Interventi finanziari per l’anno 2010), all’articolo 11, ha disposto l’istituzione di un capitolo di bilancio al fine dell’erogazione gratuita dei farmaci di fascia C ai pazienti affetti da malattie rare, con uno stanziamento di 200.000 euro, di risorse regionali;

anche per gli anni successivi è stato previsto lo stesso importo;

Constatato che

non è mai stata data attuazione alla norma in oggetto tanto è vero che le somme iscritte in bilancio non sono mai state impegnate;

Atteso che

per tre anni consecutivi, 2011, 2012 e 2013, è stato accertato un saldo positivo dei conti della Sanità abruzzese;

è stata consentita la restituzione ai cittadini abruzzesi di 40 milioni di euro, di risorse destinate ai debiti sanitari, attraverso una riduzione della pressione fiscale;

pertanto, non si comprende come mai il tavolo di monitoraggio ed il governo non consentano alla Regione la destinazione di proprie risorse, non a carico del Servizio Sanitario Nazionale, per LEA aggiuntivi;

Constatato che

ci sono numerose sentenze della Corte di Cassazione che affermano che il “principio della economicità non può escludere la generale esenzione alla compartecipazione alla spesa ….., ove il farmaco risulti indispensabile ed insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata…….. . Pertanto, il farmaco stesso – ancorché non ricompreso nel prontuario terapeutico – va posto a carico del sevizio sanitario nazionale……” ;

dunque, la Corte di Cassazione ritiene che i farmaci indispensabili ed insostituibili, per il trattamento di malattie gravi e croniche, devono essere posti a carico del servizio sanitario nazionale;

Preso atto che

le famiglie con pazienti affetti da malattie rare, oltre il disagio quotidiano che vivono, devono sopportare i costi dei farmaci che non vengono erogati a carico del SSN e le disfunzioni nella fornitura di servizi sanitari e attrezzature mediche, a causa di adempimenti burocratici e di carenza di personale nelle strutture ospedaliere e nei Servizi della Direzione regionale “Politiche della Salute”;

Considerato che

anche per il 2014 è stato previsto uno stanziamento di € 200.00,00 sul capitolo di bilancio istituito con la legge regionale n. 38/2010;

il Consiglio Regionale

impegna

il Presidente della Giunta Regionale, Commissario ad acta,

a dare attuazione, in tempi brevi, con proprio atto, alle disposizioni dell’articolo 11 della legge regionale n. 38/2010;

a garantire ai pazienti affetti da malattie rare la fornitura periodica e regolare di prestazioni, servizi, materiale e farmaci;

a difendere, nei confronti del Governo nazionale e del Tavolo di monitoraggio, gli atti adottati e da adottare per la piena erogazione dei servizi sanitari ai pazienti affetti da malattie rare.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC-Sinistra Europea

Antonio Saia, consigliere regionale PdCI



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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