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INCIDENTE DIPLOMATICO: DIRIGENTE PUGLIESE PRESENTA MODIFICA A NORMA, IN RIUNIONE TECNICA CONFERENZA REGIONI. INTERVENTO ASSESSORE IMPRUDENTE FA SALTARE DISEGNO. PRESSIONI IMPRESE INTERESSATE A SPECULAZIONI AD EMILIANO E BELLANOVA?

MAFIA PASCOLI, FALLITO CAMBIO RIFORMA:
'SVELTINA' PUGLIA, SCONTRO CON ABRUZZO

Pubblicazione: 03 giugno 2020 alle ore 11:48

L'AQUILA - I pascoli che valgono milioni di euro di contributi europei, lungo l’antica rotta della transumanza, diventano terreno di durissimo scontro tra la Regione Puglia e Regione Abruzzo: il clamoroso incidente diplomatico, che coinvolge anche il Governo nazionale e che avrà altre puntate polemiche, si è consumato nei giorni scorsi ed è trapelato nelle ultime ore in un quadro di riserbo.

L’ente pugliese, capofila delle Regioni italiane sul tema dell’agricoltura, avrebbe attuato un tentativo, poi fallito in extremis per l’intervento dei vertici politici abruzzesi, di modificare in sordina la nuova legge regionale abruzzese contro la cosiddetta “mafia dei pascoli”, una tematica molto calda da sempre per il sospetto di speculazioni che si attuano nei terreni montani dell’Abruzzo Interno: secondo molti addetti ai lavori, la nuova legge abruzzese, voluta dalla Lega e sostenuta con determinazione da tutte le associazioni agricole abrezzesi, ha inteso porre un freno al dilagante e pericoloso fenomeno speculativo dell’accaparramento dei pascoli delle aree interne montane, da parte di società, anche di comodo e provenienti dalla Puglia, che utilizzano spesso prestanomi, non per fare davvero attività zootecnica, producendo latte formaggio e carne, ma solo per intascare ricchi contributi europei erogati dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura).

Quella che in Abruzzo è stata considerata una “sveltina”, è stata presentata all’insaputa della Giunta abruzzese di centrodestra in una riunione tecnica, che di solito precede quella, ufficiale, politica, del coordinamento interregionale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

La riunione era stata convocata per il 29 maggio e il delicato argomento è stato stralciato. Il tentativo, per ora fallito, non è andato a buon fine a seguito dell’intervento di un furente vice presidente della Giunta abruzzese con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: il numero due dell’esecutivo abruzzese ha preso carta e penna e inviato il 28 maggio, il giorno prima della riunione, una lettera al vetriolo al coordinatore tecnico della Commissione politiche agricole, Rosa Fiore, dirigente della Regione Puglia, e per conoscenza al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, Partito democratico, presidente dell’Emilia Romagna, a Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, presidente della Regione Abruzzo, e ai vari direttori e coordinatori delle Regioni e delle Province Autonome.

“Trovo assolutamente inconcepibile - scrive Imprudente - che venga posta in discussione in tale sede una previsione normativa, qualunque essa sia, di rango regionale, reputando tale sconfinamento di competenze una inammissibile ingerenza, vieppiù in seno ad un consesso tecnico non deputato ad operare valutazioni di siffatto tenore, men che meno al fine di sconfessare la volontà politica sancita dal voto di un assise legislativa, frutto, peraltro, di un processo di condivisione con le organizzazioni di categoria abruzzesi”.

L’offensiva per ora fallita, avrebbe come mandanti, questo il tremendo sospetto in Abruzzo, le numerose aziende pugliesi interessate ai pascoli montani abruzzesi che avrebbero, secondo gli ambienti politici regionali, fatto pressioni nei confronti il presidente della Regione Puglia, Emiliano, Partito democratico, che è anche il coordinatore della Commissione politiche agricole della conferenza delle Regioni, in accordo con il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, pugliese anche lei, di Ceglie Messapica, ed esponente di punta di Italia Viva del Governo di Giuseppe Conte, e che ha già lanciato da Roma un'offensiva contro la norma abruzzese di cui si contesta la costituzionalità.

Questo nonostante la norma sia stata condivisa e difesa da Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e dagli allevatori abruzzesi.

La resa dei conti politica di quello che Imprudente ha definito “uno sconfinamento di competenze” e “una inammissibile ingerenza” si avrà, tutto lascia prevedere, nella riunione convocata per oggi pomeriggio, a cui prenderà parte un'agguerrita delegazione dirigenziale abruzzese.

La lettera incriminata di convocazione della riunione del 29 maggio è a firma del dirigente della regione Puglia Fiore, e il giorno prima c’è stato l’intervento di Imprudente.

Nell’ordine del giorno era stata inserito il punto, si legge testualmente, “Pratica della transumanza-Legge Regione Abruzzo del 6 aprile 2020 n. 9 - Richiesta Modifica Articolo 9”.

Ovvero la modifica della norma inserita nella legge ‘Cura Abruzzo’, con le misure a favore di famiglie e imprese travolte dalla crisi pandemica, approvata dal Consiglio regionale, con prima firmatario il consigliere regionale leghista Antonietta La Porta, che ha inteso porre un freno al dilagante e pericoloso fenomeno speculativo.

La contromisura adottata ha inteso dare priorità ai residenti da dieci anni, con aziende e stalle in loco, per l’accesso ai terreni, di fatto ponendo una moratoria sui bandi pubblici da parte dei comuni e usi civici dove a vincere sono quasi sempre società di fuori che hanno nel portafoglio, in base ad un contestato meccanismo reso possibile dalla legge nazionale, il diritto di ottenere contributi multipli rispetto a tutti gli altri, per lo stesso pezzo di terra in ogni parte d’Italia.

Legge che viene già contrastata dal ministero delle Politiche Agricole, che ravvisa profili di incostituzionalità per la competenza sugli usi civici, e il non rispetto delle regole europee sulla concorrenza.

La norma viene contrastata in Abruzzo dal consigliere regionale di opposizione della lista civica “Noi con Legnini”, Americo Di Benedetto, che ha invano presentato un emendamento nell’ultima seduta del consiglio, e da parte di una ventina di sindaci dell’entroterra abruzzese che con i bandi assegnati ai forestieri incassano ingenti risorse.

Legge vista con il fumo negli occhi in Puglia dalla Coldiretti, che ha invocato un intervento di Emiliano e della corregionale Bellanova, in quanto a loro dire, la legge abruzzese “fa saltare regole condivise che hanno garantito fino ad oggi la storica pratica della transumanza”, impedendo di fatto “lo spostamento in estate delle greggi dalle regioni contigue all’Abruzzo, come la Puglia”.

Contro si sono schierati anche Confagricoltura Puglia.

Il tentativo di procedere alla modifica della norma in una riunione tecnica, con la speranza che in Abruzzo passasse inosservata, è però fallito. Aggiunge Imprudente nella sua lettera al vetriolo: “Spiace, inoltre, rilevare la totale assenza di accortezza e sensibilità, men che meno istituzionale, nel non comunicare, financo per le vie brevi, l’inserimento dell’argomento all’ordine del giorno, il cui ‘dossier istruttorio’ assurge a mera pratica di difesa partigiana e localistica. Tanto premesso, sono a richiedere lo stralcio immediato del punto 7”.

La richiesta è stata accolta. Il punto incriminato all’ordine del giorno è stato stralciato. La resa dei conti politica si avrà, è facile supporre, nella riunione convocata per oggi pomeriggio. (f.t.)



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