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CON LUNGA NOTA EX VICE SINDACO L'AQUILA ROMPE SILENZIO DOPO GIORNI DI ACCUSE IN SEGUITO AL SUO RITORNO ALL'OSPEDALE: VOGLIO DARE UNA MANO, IL MIO IMPEGNO IN REGIONE NON VERRA' MENO, ILLAZIONI NON SCALFISCONO LA MIA MORALITA'

LIRIS MEDICO: ''INCARICO GRATUITO, RESTO FALSITA'', ASSESSORE PASSA AL CONTRATTACCO

Pubblicazione: 07 aprile 2020 alle ore 13:09

L'AQUILA - “Il mio incarico alla Asl è completamente gratuito. Torno a fare il lavoro che amo per dare una mano in questa drammatica pandemia ma il mio impegno in Regione non è mai venuto meno e mai lo sarà”. 

Rompe il silenzio contrattaccando con toni duri alle critiche che gli sono piovute addosso per giorni, l’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio Guido Liris, di Fratelli d’Italia, al centro di polemiche e duri attacchi dopo essere tornato, in piena emergenza, a fare il medico nella Asl provinciale dell’Aquila, dove era dirigente in aspettativa in seguito alla elezione nel Consiglio abruzzese alle regionali del 10 febbraio e successivamente alla nomina in Giunta. 

In una lunga nota, il 40enne ex vice sindaco dell’Aquila, per la verità finito nel mirino fin all’inizio della emergenza per la sua presenza giornaliera all’ospedale San Salvatore, rispedisce al mittente le “falsità nei mei confronti  rispetto ad accuse ed illazioni che comunque non scalfiscono la mia moralità e la mia professionalità” e specifica le caratteristiche del suo lavoro. 

Liris per il quale gli accusatori parlano “senza conoscere la carte”, è stato oggetto di un fuoco incrociato, pubblicamente dalle opposizioni di centrosinistra e, in maniera sommersa da alcuni suoi alleati, in particolare la Lega, soprattutto sul tema della incompatibilità tra le due funzioni, trattandosi di un dirigente pubblico quindi non autorizzato a fare un contratto part time. 

Il caso ha provocato l’intervento dei vertici dirigenziali de Consiglio regionale, coinvolte da un esposto del Pd al presidente del Consiglio abruzzese, Lorenzo Sospiri, che hanno chiesto ufficialmente lumi ai dirigenti dell’Azienda sanitaria sulla posizione contrattuale, avviando anche la procedura di decadenza dall’assemblea regionale: e secondo quanto si è appreso, l’ufficio del personale non avrebbe ancora risposto. 

L’assessore regionale, dal suo punto di vista, chiarisce anche questo aspetto, per giorni terreno minato, in particolare in riferimento agli emolumenti: “nell’ipotesi di un mio impegno part-time all’interno della Asl, avrei perso buona parte dell’indennità che ora percepisco da assessore – spiega nella nota, annunciando che il suo è un incarico completamente gratuito dopo “aver formalizzato, ben prima dell’inizio delle sinistre polemiche”, una istanza in tal senso. 

Accolto con soddisfazione dal direttore generale, Roberto Testa, con il quale ha un buon rapporto fin dai tempi, nel settembre scorso, della nomina fatta insieme al governatore, Marco Marsilio, di Fdi, Liris è in attesa di una risposta dall’azienda dopo aver fatto un solo giorno di lavoro. 

“Mai avrei immaginato che un atto di generosità e di disponibilità in un momento di drammatica emergenza che mi ha visto finora in silenzio in prima linea, avesse bisogno di spiegazioni e di pubblicità, e che navigati esponenti politici si potessero avventurare nel parlare, senza avere le carte in mano, in tal  senso credo che una richiesta di accesso agli atti sarebbe stata opportuna: è apprezzabile la posizione del consigliere regionale del Pd, Silvio Paolucci che, invece, sul punto è stato molto più prudente – scrive -. Siamo di fronte ad un’epidemia che ha valicato i confini tra Stati e Continenti a tal punto da essere definita dall'organizzazione mondiale della sanità una ‘Pandemia’. Sono un epidemiologo, c’è molto da fare quindi ho pensato di rendermi utile interrogando per settimane esperti della PA per individuare un percorso legittimo e corretto, senza alcun guadagno per la mia persona; così, da subito ho chiesto che il mio impegno fosse considerato volontario e gratuito. Pertanto in questa vicenda anacronistica per la drammatica condizione che viviamo, è necessario fare alcune precisazioni, rispondere alle sollecitazioni che nei giorni scorsi mi sono arrivate e fare chiarezza rispetto ad accuse ed illazioni che comunque non scalfiscono la mia moralità e la mia professionalità. In premessa sottolineo: voglio fare il lavoro che amo, capisco che per i leoni da tastiera stare a casa tutto il tempo non sia semplice e che, in un momento in cui tutti scappano, non sia facilmente comprensibile la scelta contraria. Ma ci sarà tempo per pensare a questo, non oggi che si sta consumando una tragedia che va aldilà di ogni barriera, confine o fazione politica, sociale, generazionale”. 

“Prima falsità: sovrapposizione di incarico e stipendi”. 

“Nell’ipotesi di un mio impegno part-time all’interno della Asl, avrei perso buona parte dell’indennità che ora percepisco da assessore – continua l’assessore -. A fine mese, avrei percepito molto meno, ma lo avrei fatto volentieri per una giusta causa. Nessuno sa, però, che per evitare dispute giuridiche che avrebbero sottratto tempo prezioso tanto all’azienda quanto alla Regione Abruzzo (pur avendo in mano pareri di giuristi molto qualificati che escludono qualsiasi forma di incompatibilità) ho formalizzato, ben prima dell’inizio delle sinistre polemiche, una dichiarazione con cui garantisco la gratuità delle mie prestazioni professionali. Consiglio di congedare l’intelligence rossa, che troppo spesso si rivela impreparata e autolesionista”. 

“Seconda falsità: Liris non va in corsia ma svolge attività amministrativa”. 

Qui siamo all’ignoranza in materia – attacca ancora il medico -. Un epidemiologo non deve intubare i pazienti in terapia intensiva, ha altri compiti: la mia corsia è l’ospedale, la mia professionalità riguarda la gestione dell’epidemia, del contagio, del rischio, delle misure igienico-sanitarie, della gestione dei posti letto, del personale, degli spazi, dei percorsi sporco/pulito. Sono un medico della Prevenzione che ha alle spalle studi e docenze di Management sanitario, sono un medico del Lavoro, che conosce l’utilizzo di dispositivi di protezione Individuale e i documenti di valutazione del rischio. Ricordo che il 20 febbraio, quando in pochi sapevano cosa fosse il Covid-19, sono stato oggetto di attacchi e ironie perché avevo invitato all’utilizzo delle mascherine all’interno degli spazi regionali affollati. In molti, da allora, mi hanno già chiesto scusa”.

“Terza falsità: non sono conciliabili i ruoli di medico e assessore in termini di tempo”. 

“Il mio lavoro da assessore è sotto gli occhi di tutti, basta verificare la produzione degli atti e la mia presenza, anche fisica, in Regione Abruzzo – spiega ancora -. Lavorerò in ospedale fuori dalla mia attività di Giunta che non verrà minimamente intaccata, né nella quantità né nella qualità. Non ultimo, il mio impegno è limitato al periodo dell’emergenza, come si evince chiaramente dalla documentazione in possesso della Asl e di cui qualcuno avrebbe potuto e dovuto prendere visione prima di urlare alla luna”.

“Quarta falsità: questo è un modo per acquisire ruoli dentro la Asl”. 

“L’Ospedale è la mia casa, perché lì sono cresciuto professionalmente, ho studiato e lavorato, e dove un giorno vorrò tornare: lì c’è una parte importante della mia storia, di medico e di uomo. Mi occupavo di prevenzione dei tumori e screening sulla popolazione: non c’è nulla di più bello di evitare il pericolo di una patologia riducendone il rischio. Questo è il compito di epidemiologi, igienisti, medici della prevenzione e del lavoro. Non operano in sala operatoria, ma vedono ed analizzano il pericolo sanitario prima degli altri e sono preparati per prevenire e gestire il rischio. Ecco perché sono determinanti in questa fase, ecco perché i medici di Bergamo lamentano la mancata gestione dell’emergenza lombarda da parte di epidemiologi”, conclude il comitato firmato dall’assessore. (b.s.)



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