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DAGLI STATI GENERALI DEGLI AZZURRI MESSAGGIO DISTENSIVO; IL RETROSCENA: DOVEVA ESSERE LANCIATA CANDIDATURA DI FEBBO ALLA REGIONE, MA POI E' SFUMATA

LA PACIFICAZIONE DI FORZA ITALIA: IN ABRUZZO ALLEATI CON LA LEGA SENZA SE E SENZA MA

Pubblicazione: 16 luglio 2018 alle ore 10:37

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PESCARA - Lavorare per compattare il centrodestra "salvando" l’alleanza con la Lega messa a rischio dal muro contro muro, sfociato persino in pesanti offese, degli ultimi mesi sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione, nonostante a Roma con la formazione del governo giallo-verde ci sia stata la rottura della coalizione che era arrivata prima alle elezioni politiche del 4 marzo scorso.

Anche se Forza Italia non rinuncia al ruolo di protagonista di programma e decisioni, alla luce del fatto che in Abruzzo è stato il primo partito della coalizione, e rinfrancata "dal bagno di folla e dal successo degli Stati generali che si sono svolti sabato a Pescara, che ha fatto emergere un partito in piena salute".

Il messaggio di pacificazione si è levato, forte e chiaro, proprio dagli Stati generali di Forza Italia, evento che ha fatto scattare la campagna elettorale per le regionali: l’invito a sedersi intorno a un tavolo e mettere da parte frizioni e polemiche è stato formulato praticamente dallo stato maggiore azzurro, a partire dal leader, Silvio Berlusconi, intervenuto in diretta telefonica con un discorso che ha avuto una larga eco nazionale, il suo fresco vice, Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, che ha chiuso i lavori, e dal capogruppo al Senato, Anna Maria Bernini.

Le intenzioni dei forzisti sembrano esserci nella considerazione che nessuno dei big, pur criticando, a tratti pesantemente, alcune scelte del governo Conte, ha attaccato direttamente l’alleato della Lega, come invece è stato fatto, soprattutto da Berlusconi, con il Movimento cinque stelle.

"Siamo qui sia per celebrare lo stato di salute di Forza Italia in Abruzzo, ma anche per prepararci alle prossime scadenze, prima di tutto le prossime elezioni che sono ormai vicine", ha spiegato Berlusconi al telefono, "il centrodestra in Abruzzo ha una maggioranza naturale. Qui ha solidi risultati, al di sopra della media nazionale, grazie all'ottimo lavoro di Nazario Pagano", il coordinatore regionale del partito, eletto senatore il 4 marzo, che l'ex premier ha ringraziato e che, insieme al deputato e segretario organizzativo Antonio Martino, è stato il vero mattatore della convention.

E che gli azzurri abbiano voglia di presidenza lo dimostrano anche i rumors che si sono rincorsi nella ore precedenti all’evento dell’Aurum e nel corso degli Stati generali secondo cui ci sarebbe stato l’annuncio della candidatura alla presidenza del consigliere regionale e presidente della commissione di Vigilanza a palazzo dell’Emiciclo, Mauro Febbo. Che non a caso, è stato il primo ad arrivare.

Una voce diffusa che poi non ha preso corpo, probabilmente perché non c’è ancora una decisione anche alla luce dei numerosi pretendenti e comunque perché sarebbe sbagliato ufficializzare un candidato se non si sa quando si vota, anticipatamente a novembre, oppure a scadenza naturale, nella prossima primavera.

Fatto legato alle dimissioni del governatore-senatore, Luciano D’Alfonso.

Non a caso, contro il presidente della Regione ha lanciato strali veementi la Bernini, primo big ad "esibirsi" all’Aurum: D'Alfonso deve lasciare la guida della Regione, perché, ha detto, "la sua posizione di senatore e presidente della Regione è conflittuale e insostenibile ed è vergognoso che un Partito democratico che ha ululato in maniera ingiusta al conflitto d'interessi per vent'anni, lasci un presidente di Regione che del conflitto d'interesse sta facendo la sua bandiera".

Rimane da capire ora se ci saranno ripercussioni positive ai messaggi emersi dato lavori della convention di Pescara, alla quale per la verità non si sono registrate presenze leghiste o di Fratelli d'Italia.

Se ne dovrebbe capire qualcosa di più dalla visita in una Silvi (Teramo) in festa del vice premier, Matteo Salvini, che stasera parteciperà ad un evento considerato "una piccola Pontida" per celebrare la vittoria alle recenti amministrative del primo sindaco della Lega in Abruzzo, Andrea Scordella.

Certo, si annuncia una impresa ardua vista la determinazione da parte del deputato e segretario regionale, Giuseppe Bellachioma, padre padrone abruzzese alla luce del rapporto che può vantare con Salvini, che tra l’altro nelle scorse settimane non ha escluso un’alleanza con il Movimento cinque stelle in Abruzzo, pur ricevendo un "no" dai pentastellati locali, e che rivendica la presidenza della Regione con messaggi costanti e tutt’altro che amichevoli.

"Il traguardo di Forza Italia in Regione è alla nostra portata", ha chiarito Berlusconi, facendo osservare che "il centrodestra può vincere se si presenta unito e compatto. L’eccezionalità della coalizione nazionale non deve compromettere la compattezza della coalizione in Abruzzo".

"Forza Italia deve essere guida del centrodestra, vogliamo tornare a governare questa regione che forse poteva fare di più", gli ha fatto eco Tajani, che non ha risparmiato critiche alla Regione per i pochi fondi comunitari spesi e ha incontrato una delegazione di Confagricoltura, che da anni denuncia proprio i ritardi nell'erogazione delle risorse destinate al comparto.

"C'è di sviluppare il turismo, la crescita, l’Abruzzo è una regione che ha sofferto molto alla quale sono particolarmente legato visto che ci ho fatto qualche anno il militare, credo che si possa guardare con più attenzione all'Abruzzo che è parte importante del Mezzogiorno - ha aggiunto Tajani - e proprio perché puntiamo alla rinascita del Mezzogiorno puntiamo anche alla rinascita di questa terra".

Agli Stati generali, che hanno fatto registrare un pienone all'ex Aurum, c'è stata una sfilata di leader nazionali come il senatore Maurizio Gasparri, la deputata Lucia Ronzulli, vicinissima a Berlusconi e grazie alla quale il messaggio scritto inizialmente in scalettta si è trasformato in diretta telefonica, il giornalista Giorgio Mulè, ex direttore di Panorama, ora deputato e responsabile della comunicazione, gli europarlamentari Fulvio Martusciello, Barbara Matera e Aldo Patriciello.

E c'erano tutti gli aspiranti candidati governatori degli azzurri, dal già citato Febbo al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, dal consigliere regionale Paolo Gatti, che dopo la delusione di Teramo aveva detto di voler abbandonare la politica, all'ex parlamentare e consigliere regionale Fabrizio Di Stefano.

A proposito di quest’ultimo, non ricandidato non senza polemiche alle politiche del 4 marzo scorso, si è presentato un po' a sorpresa sabato scorso a Pescara pur essendo dato in avvicinamento alla Lega, per i non rapporti con i vertici abruzzesi del partito, in particolare con Pagano e Martino.

Martino che in un comunicato di qualche settimana fa aveva escluso Di Stefano dalla lista dei papabili alla presidenza bollandolo come classe dirigente non proponibile.

In realtà, l’ex parlamentare è apparso piuttosto defilato alla convention e nella serata di sabato ha sentito anche il dovere di fare una precisazione su Facebook: "Oggi a Pescara ho preso parte agli Stati Generali di Forza Italia ed un giornalista mi ha domandato come mai fossi qui, dimenticando probabilmente la mia storia ed il mio percorso. È proprio con questa logica che combatto: Io ero, sono e resterò sempre un uomo di destra, coerente con le mie idee. Il mio avversario è quello che guarda l’interesse particolare anziché quello collettivo, quello rappresentato da un presidente che ostinatamente non vuole dimettersi, quello che propugna disvalori che non mi rappresentano", ha scritto.

Agli Stati generali, poi, sono intervenuti i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri (capogruppo), Febbo e Gatti, Emilio Iampieri e i coordinatori provinciali Carlo Masci, Daniele D'Amario, Vincent Fanini e Antonella Di Nino.

A guidare la nutrita pattuglia di sindaci ed amministratori, oltre a Di Primio, Francesco Maragno (Montesilvano), Gabriele De Angelis (Avezzano) e Tiziana Magnacca (San Salvo).

Nella folta pattuglia dell'Aquila, guidata dal coordinatore comunale Stefano Morelli, c'erano anche i due assessori rosa del Comune dell’Aquila, Sabrina Di Cosimo e Annalisa Di Stefano, e il sindaco di Navelli, Paolo Federico.

L’arrivo dei big per un giorno ha tenuto sopite spaccature interne e polemiche, anche se si è registrato il risentimento di alcuni aquilani che non hanno gradito il fatto che nel programma non si fosse dato spazio per interventi sul palco e sono sfilati dirigenti abruzzesi ma anche attivisti più o meno noti.



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