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L'AQUILA: VIAGGIO ALL'INTERNO DEL DUOMO,
'ENTRO FINE ANNO OK PROGETTO E AVVIO GARA'

Pubblicazione: 20 settembre 2019 alle ore 09:07

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L'AQUILA - "È attesa per fine anno l'autorizzazione del progetto di ricostruzione della cattedrale di San Massimo, il Duomo dell'Aquila; poi si potrà partire con la gara e finalmente con i lavori".

Ad annunciarlo è il segretario regionale del Mibac, Stefano D'Amico, durante la seconda tappa della Giornata Nazionale organizzata dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto, organizzata dalla Conferenza episcolaple italiana (Cei), che si sta svolgendo nel capoluogo abruzzese.

Una notizia che riguarda una delle incompiute più clamorose di questi dieci anni.

"Le pietre parlano, bisogna avere orecchie adeguate per sentire la voce: se una persona si avvicina al Duomo sente che quelle pietre gridano, c'è un urlo apparentemente silenzioso, ma che in realtà è fragoroso e chiede soluzioni efficaci - commenta l'Arcivescovo dell'Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi - Noi siamo certi che c'è stata una volontà da parte degli enti di dare risposte adeguate ai problemi, ma bisogna dire che gli assetti normativi che sono stati varati, come anche le risorse di cui si dispone, si sono dimostrati insufficienti, bisogna mettere in condizioni i funzionari competenti di lavorare rapidamente e nella piena legalità", il suo appello.

Potrebbe sbloccarsi dunque l'impasse nell'avvio dei lavori, per un totale di 33 milioni di euro, di uno dei luoghi di culto più importanti della città, che si affaccia sulla piazza principale nel cuore del centro storico.

La cattedrale si presenta ancora oggi con il tetto sfondato e mai coperto in via provvisoria, come avvenuto per esempio per la basilica di Santa Maria di Collemaggio.

In occasione dell'eventi della Cei, il Duomo ha aperto le porte a 130 tecnici e professionisti, provenienti da oltre 100 diocesi italiane,  giunti nel capoluogo abruzzese per "toccare con mano" la ricostruzione dei beni culturali.

Ad accompagnarli nel viaggio all'interno di San Massimo, Marco Falsetti, coordinatore gruppo progettazione che si occupa della riparazione danni dell'aggregato, di cui fanno parte anche la cattedrale e l'episcopio.

Il coordinatore ricorda che "nel 2012 è stato presentato il progetto dell'aggregato, ma nel 2015 la legge 125 ha decretato che gli edifici di gruppo dovessero avere un procedimento diverso rispetto a quelli residenziali, per cui sono stati avviati i lavori al palazzo arcivescovile e al seminario, mentre la cattedrale ha avuto bisogno di ulteriori procedure che stanno portando all'acquisizione del progetto originariamente depositato. Siamo in fase finale e ci auguriamo che venga acquisito entro la fine dell'anno, in modo da far partire la gara d'appalto".

Per quanto riguarda l'interpretazione della legge 125, si è dibattuto a lungo se ci fosse la "facoltà" o "l'obbligo" di avvalersi dei progetti che erano stati commissionati a privati dalla Curia, poi di nuovo un stop all'iter.

La navata, che nel 2009 si era salvata grazie alla ristrutturazione eseguita poco prima del sisma, oggi mostra "qualche piccolo problema in più, ma solo nell'apparato decorativo, strutturalmente è come 10 anni fa, al contrario della parte del transetto, in cui erano ancora in corso i lavori di restauro, in particolare quelli della tela, di cui è rimasto ben poco", sottolinea il coordinatore.

Dieci anni fa è crollato uno dei quattro pilastri della crociera che ha portato con sé tutto il transetto, compresa la copertura; immediati i lavori di messa in sicurezza. La situazione, però, si è aggravata ulteriormente con il sisma del 2016, che ha causato ulteriori danni ai pilastri.

Il terremoto di Amatrice, a sette anni dalla tragedia del 6 aprile 2009, infatti, ha causato diversi distacchi importanti per cui sono stati affidati altri puntellamenti nel febbraio del 2017 per la messa in sicurezza dell’area presbiteriale della cattedrale.

Il progetto prevede "la ricostruzione della parete, che aveva uno spessore di circa un metro e 20 ed era alta circa 23 metri, con tecniche innovative, in particolare verranno aggiunti dei filari in acciaio all'intero delle mura", spiega Falsetti.

La stessa parete venne distrutta anche nel 1703, quando un altro violentissimo terremoto distrusse la città, per cui "abbiamo fatto una serie di indagini, anche sul terreno, che adesso stiamo utilizzando e che serviranno quando si procederà alla fondazione e alla ricostruzione della parete stessa", aggiunge.

Stesso discorso per il pilastro: "Verranno fatti dei carotaggi in fondazione e verrà ricostruito con i materiali recuperati dal crollo e pietre", conclude.

Durante le indagini di archeologia preventiva, inoltre, sono stati scoperti due locali ipogei proprio sotto il Duomo, ma proprio per questo straordinario ritrovamento si sono rese necessarie, da quanto appreso, delle modifiche al progetto di restauro.

L'architetto Claudio Finarelli, Responsabile unico del procedimento (Rup), precisa che "dal 2009 ad oggi sono stati fatti tre interventi di messa in sicurezza; dunque nell'arco di dieci anni non si è riuscito a mettere in moto l'intervento di recupero vero e proprio per diversi motivi: le iniziali difficoltà di interpretazione delle norme e poi le diverse modifiche delle stesse in corso d'opera, come per esempio quelle sugli appalti, modificate tre volte dal 2009".

"I tempi che prevediamo al momento, essendo riusciti finalmente ad avviare il meccanismo di acquisizione del progetto, sono brevi: possiamo dire che siamo alla conclusione finalmente", aggiunge.

Il progetto, da quanto appreso, è stato presentato agli Uffici della Soprintendenza 17 mesi fa.

"Il dramma della ricostruzione pubblica all'Aquila è che ci sono i soldi, ma non si riesce a sbloccare alcuni progetti", conclude il Rup.



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