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L'AQUILA: SCUOLA SASSA, ASSEMBLEA SUI FONDI PER RICOSTRUIRLA

Pubblicazione: 07 marzo 2012 alle ore 10:58

L'AQUILA - L'iniziativa delle insegnanti della scuola primaria di Sassa (L'Aquila), che qualche tempo fa avevano inviato una lettera al quotidiano La Repubblica riportando l'attenzione sulla necessità di costruire un nuovo complesso scolastico, inizia a produrre i primi frutti.

La commissione “Oltre il Musp”, infatti, composta da docenti e genitori delle Scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado di Sassa, ha invita la cittadinanza tutta e, in particolare, Fabio Pelini, Vincenzo Rivera, Stefania Pezzopane, Roberto Riga, Corrado Angelo Sciomenta, Mario Di Gregorio, Chiara Santoro, Luca Ricciuti, a partecipare a una pubblica assemblea indetta per il 14 marzo alle 17, presso i locali del Musp (Moduli uso scolastico provvisorio) di Sassa.

All'ordine del giorno c'è la richiesta informativa circostanziata sui fondi a disposizione per la ricostruzione delle scuole del "cratere", la discussione sui criteri adottati per stabilire priorità d’intervento e la discussione sulle proposte della commissione “Oltre il Musp” riguardo la costruzione di un polo didattico nel territorio.

"Vorremo cogliere un riflesso delle luci di Sanremo - aveva scritto la docente Silvia Frezza alla rubrica Lettere commenti&idee - All'Aquila non vediamo la luce. Quello che dovrebbe essere il più grande cantiere d'Europa è solo un sito abbandonato e puntellato. Approfittare del proposito di Adriano Celentano di sostenere attività rilevanti e persone che agiscono responsabilmente nella società per il progetto-sogno di un edificio scolastico nuovo con le aule, i laboratori, la palestra".

Nella lettera si proponeva anche di costruire il nuovo complesso scolastico di Sassa, sul terreno, già di proprietà del Comune, dove sorgeva la vecchia scuola e senza dover violentare il territorio già così massacrato.

Corrado Augias ha risposto all'articolo, "la condizione dell'Aquila, dopo le fanfaluche che la volevano risanata con un colpo di bacchetta magica, è spaventosa anche perché il suo tessuto urbano era complesso, ricco di opere e molto fragile. Di quel tessuto faceva parte e deve tornare a far parte, la scuola".

"Non c'è vera continuità - ha continuato il giornalista - dove manchi un luogo nel quale s'insegni e s'impari in condizioni di dignità piena, compresa la logistica e gli strumenti necessari e questo appello servirà quantomeno ad avviarlo, il progetto potrebbe diventare forse più facile che il resto arrivi e che la scuola sognata dalle insegnanti rinasca. Proviamo".



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