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L'AQUILA: RIGA SBOTTA, ''ESIGO RISPETTO,
BASTA FARE IL PARAFULMINE DEL COMUNE''

Pubblicazione: 09 dicembre 2014 alle ore 08:24

Roberto Riga

L’AQUILA  “Sono stanco di essere il parafulmine del Comune dell’Aquila e di essere preso a schiaffi in faccia. Il tempo della calma e della serenità l’ho superato, su ogni situazione mi determinerò nel giusto modo. Non è una minaccia, ma voglio avere il rispetto che ho mostrato verso gli altri”.

Questo il clamoroso sfogo ai microfoni di AbruzzoWeb dell’ex vice sindaco dell’Aquila, Roberto Riga, uscito dalla Giunta all’inizio del 2014 dopo il coinvolgimento nell’inchiesta per corruzione “Do ut des” relativa agli appalti di ricostruzione pubblica post-sisma.

Un uragano giudiziario e politico che ha portato il primo cittadino, Massimo Cialente, alle dimissioni, poi ritirate, con la nomina di un nuovo numero 2 della Giunta, Nicola Trifuoggi.

Il nome di Riga è tornato di recente sulle cronache per la condanna, da parte della Corte dei conti, al risarcimento di 40 mila euro per danno erariale causato dalla sua inerzia come assessore all’Urbanistica alla risoluzione della vicenda delle aree con un vincolo urbanistico decaduto che per quarant’anni non sono state ri-normate dall’amministrazione, causando numerosi ricorsi al Tar.

“La Corte dei conti ha avviato una procedura solo nei miei confronti, assessore all’urbanistica che ha svolto il suo mandato tra il 2008 e il 2012, un periodo di tempo limitato, mentre il problema non è stato affrontato dal 1984 a oggi - rivendica Riga - Ho prodotto una serie di atti amministrativi che determinavano una variante generale a favore di tutti i cittadini. Il Consiglio comunale mi ha dato un indirizzo preciso e puntuale, non avrei dovuto presentare nessuna variante specifica di un caso piuttosto che un altro”.

Riga denuncia che “la Corte ha chiamato in causa solo me quando invece un assessore agisce su delega del sindaco e indirizzo del Consiglio, non capisco perché. Inoltre si dice che c’è stata un’inerzia - sbotta - ma il Comune ha prodotto atti amministrativi e lo abbiamo documentato”.

Di qui l’annuncio, “faremo ricorso in Appello per precisare questi aspetti fondamentali”.

Anche perché, fa presente Riga, “sulla vicenda della Vivenda del settore mense scolastiche, che ho votato anch’io, perché ritenevamo giusto dare pasti alle mense subito dopo il terremoto, in quel caso la Corte ha ritenuto di convocare tutti quanti, mentre sulle aree bianche solo il sottoscritto”.

A ricevere l'invito a dedurre sul presunto danno erariale, tutti gli ex assessori della delibera contestata: Giampaolo Arduini, Marco Fanfani, Ermanno Lisi, Giuliano Lalli, Roberto Riga e Stefania Pezzopane.

Quando si è diffusa la notizia dell’indagine su Riga e gli altri, ci sono stati momenti di tensione con il sindaco. Oggi “i rapporti con Cialente sono normali. Ho chiesto che anche il sindaco e la Giunta dimostrino alla Corte quello che io affermo”.

A gennaio l’inchiesta sulle presunte tangenti nella scatola della grappa, come affermato nelle carte dell’accusa, tornerà d’attualità. “Ci troveremo a gennaio in udienza preliminare nel migliore dei modi, continuo a essere molto sereno e tranquillo e spero di venirne fuori per riaffermare davanti ai cittadini aquilani la correttezza delle mie azioni e del mio operato”, l’auspicio di Riga.

Che si scaglia contro l’annunciata decisione dell’amministrazione di costituirsi in giudizio parte lesa, che quindi, in caso di condanna, potrà chiedere un risarcimento agli imputati. Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, infatti, la Giunta comunale ancora non ha deliberato in tal senso ma ha chiesto all'Avvocatura di preparare gli atti, quindi la volontà politica è evidente.

“È una cosa indecente da parte del Comune, che ha un primo amministratore che ha ricevuto un’informazione di garanzia e ha ritenuto doveroso dimettersi, e al Comune doveva bastare solo questo. Ad altri amministratori che sono stati rinviati a giudizio non è stato chiesto alcunché. Sono indignato”, conclude Riga.

Sul futuro, assicura l’ex assessore, “sono fuori dalla politica e spero di restarne fuori perché mi sto riprendendo la mia vita, le mie passioni e la mia famiglia”. Alberto Orsini



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