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L'AQUILA: RICONSACRATA SAN SILVESTRO ''MAGNIFICA CHIESA, VERA DIMORA DI DIO''

Pubblicazione: 08 luglio 2019 alle ore 00:12

L'AQUILA - "Si è parlato di quanto è bella la chiesa e poco di Dio che tutti gli straordinari artisti nel corso dei secoli con le loro opere hanno voluto onorare. Possiamo riprendere questo cammino di fede se questo magnifico luogo di culto diverrà il cuore del quartiere, una casa nella casa, una vera dimora di Dio".

Così, tra gli applausi scroscianti di fedeli e cittadini, nel tardo pomeriggio di ieri, una prima domenica di luglio molto calda, il giovane parroco don Martino Roberto Gajda ha chiuso la lunga, toccante, cerimonia solenne della riconsacrazione della chiesa di San Silvestro tornata a splendere in un evento civile nei giorni scorsi, a dieci anni dal sisma dell’Aquila, dopo il restauro seguito ai gravi danni del terremoto del 6 aprile 2009.

Gremita la chiesa, la nona entro la mura urbiche, molto amata dagli aquilani e anche dai turisti: il ritorno al culto si è rivelato una festa caratterizzata da una profonda spiritualità, ma anche da emozioni ed entusiasmo per uno spazio sacro tornato, secondo molti, più bello di prima, alla luce di un intervento di restauro molto apprezzato.

L’importante appuntamento è stato gestito dalla Chiesa aquilana con un cerimoniale degno dei grandi eventi: a celebrare la funzione l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, concelebranti principali il parroco di San Silvestro, che svolge le stesse funzioni nel quartiere di Valle Pretara, e don Daniele Pinton, parroco della chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta come Anime Sante, altro gioiello tornato nei mesi scorsi a disposizione del fedeli.

Il giovane parroco, oltre all’arcivescovo, ha ringraziato tutti i suoi predecessori, per la collaborazone nel seguire la ricostruzione l’ultimo parrocco, don Ruggero Gallo "che porta il saluto perché non può essere presente per problemi personali", il segretario regionale Mibac per l'Abruzzo, Stefano D'Amico, e il direttore dei lavori, Augusto Ciciotti, tutte le amministrazioni dello Stato e il popolo italiano, "ma soprattutto gli operai più umili di cui nessuno dice il nome che ho visto lavorare con rispetto dignità e abnegazione, anche in ginocchio".

Molto nutrita la presenza di sacerdoti: don Francesco Leone, parroco di San Pietro, don Stefano Rizzo, parroco di Santa Maria Paganica, don Giulio Signora, parroco di San Mario alla Torretta, padre Daniele Di Sipio, rettore della basilica di San Bernardino, padre Marcello Graziosi, parrocco di San Vito alla Rivera, don Federico Palmerini, vice parroco di San Giuseppe Artigiano, don Manfredi Gelsomino, parroco di Sant’Elia, don Luca Michon, vice parroco di Valle Pretara, don Artur Sidor, segretario del cardinale Petrocchi e nuove direttore ufficio ricostruzione che ha svolto le funzioni di cerimoniere. Poi, i diaconi, don Luca Capannolo, e don Gianni Tomei.

Preziosa la presenza del coro “L’Aquila in canto”, guidato dal maestro Luciano Bologna, che tra i coristi ha visto il presudente, Tonino Colella. Toccante la cerimonia della ricononsacrazione dell’altare con l’olio del crisma passaggio salutato da un lungo applauso e dall’accensione della luce, come ritorno alle funzioni religiose.

"Il restauro è stato gestito in modo eccellente, ci consente di leggere la storia che viviamo con gli occhi di Dio – ha detto l’arcivescovo nell’omelia -. In occasione della rinascita di questa magnifica chiesa, ringrazio tutti le istituzioni e dei tecnici, in riferimento a questi ultimi non basta l’abilità tecnica, ci vuole dedizione incondizionata".

"L'augurio è che tutti possiamo fare esperienza di pace e conciliazione e che la parola di Dio ci possa seguire e che il Signore ci dia la gioia di essere con lui e di avere riconoscenza al padre, ora e sempre", ha concluso.

Tra i presenti, il deputato aquilano del Pd Stefania Pezzopane, l’assessore comunale al Turismo, Fabrizia Aquilio, in rappresentanza del sindaco, Pierluigi Biondi, i consiglieri comunali Leonardo Scimia,  Paolo Romano e Giancarlo Della Pelle, e il presidente dell’ordine degli avvocati dell’Aquila, Maurizio Capri, ex assessore e consigliere comunale di centrosinistra. 

I lavori sono stati curati da un’Ati guidata dalla ditta Gaspari di Ascoli Piceno.
 



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