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NUOVA SEDE A PALAZZO CIPOLLONI-CANNELLA DOPO 10 ANNI IN PERIFERIA CAUSA SISMA; GIOVANNI ROTILI, ''CON NOI 50 MILA LIBRI, QUI PER SOCIALITA' ED EVENTI''

L'AQUILA RIABBRACCIA LA LIBRERIA COLACCHI IN CENTRO STORICO, ''QUESTA E' CASA NOSTRA''

Pubblicazione: 01 novembre 2019 alle ore 20:08

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L’AQUILA – “È stata un’apertura epocale. Un po’ me lo sentivo, un po’ l’ho sognato. C’era di mezzo anche il ponte del 1° novembre e nonostante questo si sono presentate centinaia e centinaia di persone. Abbiamo chiuso all’una del mattino. Una gioia incredibile”.

È  cominciata ufficialmente ieri pomeriggio la nuova vita della libreria Colacchi dell’Aquila.

Una nuova vita in centro storico, quel centro storico lasciato dieci e passa anni fa, dopo quasi otto decadi, per le ferite del sisma del 6 aprile 2009.

Una nuova vita - dopo dieci anni nel centro commerciale Aminternum, periferia del capoluogo d’Abruzzo - non nei locali di sempre, quelli, eleganti, di Palazzo Pica Alfieri, ma in quelli, altrettanto eleganti, di Palazzo Cipolloni-Cannella, a una manciata di metri da piazza Duomo.

“Abbiamo avuto coraggio, non incoscienza - spiega ad AbruzzoWeb Giovanni Rotili, che, insieme al cugino Giovanni Rotili, ha preso in mano le redini dell’attività da Sandro e Roberto, i loro genitori - ora bisogna abituarsi alla quotidianità del centro storico ancora in fase di ricostruzione post-sisma. Quel che è certo è che siamo di nuovo a casa. Con un trasloco di circa 50 mila libri”.

“Per chi ho fatto questa scelta? Per me, per la mia famiglia, ma soprattutto per la città. L’affetto e l’amore che le persone mi hanno dimostrato ieri hanno lasciato una gioia immensa dentro di me - ammette Rotili - E se penso a tutta la gente che mi ha scritto e telefonato per dirmi che non poteva essere presente all’inaugurazione ma che verrà a trovarci a breve, la gioia è addirittura più grande, perché vuol dire che questa libreria è ancora un punto di riferimento per L’Aquila”.

“Nei locali di via Fermi che abbiamo chiuso - continua il giovane imprenditore - le cose sono andate benissimo, eppure… Eppure, in centro storico, la nostra libreria ha un ‘sapore’ completamente diverso. Ecco, pur se consapevole delle difficoltà a cui andiamo incontro, tra i miei sogni, oltre ai progetti che abbiamo in mente per far diventare la libreria un catalizzatore di idee, c’è quello di riassaporare il rapporto diretto, familiare, con la gente che non viene soltanto per comprare un libro, ma per riappropriarsi di vecchie abitudini, come un saluto o una chiacchierata di mattina prima di andare, a piedi, in banca o alle poste, da centro storico. Le care, vecchie abitudini che il terremoto ha scombussolato e rischiato di far svanire per sempre. Insomma, rivogliamo la socialità spezzata dal sisma”.

“In questi giorni ho ripensato a una intervista a Sky Arte rilasciata a due anni dal terremoto, in cui citai un passo di Italo Calvino, in un momento drammatico per la città, a un paio di anni dal terremoto: dissi che avrei messo la firma per un ritorno in centro entro il 2020, anche in un locale diverso da Palazzo Pica Alfieri”, prosegue Rotili. 

“L’unica mia paura - svela quindi - è l’accessibilità al centro storico, ma, visto che credo in quello che si sta facendo, so che il problema dei parcheggi e delle zone pedonali si risolverà nel migliore dei modi. Tutte le attività che ci sono e che spero continueranno ad aprire avranno bisogno di accessibilità chiara e di parcheggi. Per quanto riguarda la libreria Colacchi, abbiamo un impegno con noi stessi e con la città, per la gente che ha bisogno di ritrovare la bellezza nella nostra casa di una vita”.

“All’ingresso - conclude Rotili - c’è il settore per i bambini. Non una scelta casuale. I bambini sono il futuro e lo sono anche all’Aquila. Io lo so bene. Perché domattina porterò mia figlia a scuola e tirerò su la saracinesca della libreria. Nel nostro centro storico. Il nostro bellissimo centro storico”.



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