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L'AQUILA: PERILLI-JUCHICH (PRC), ''INTERCETTAZIONI LISI, MAFIA INTERNA''

Pubblicazione: 12 dicembre 2013 alle ore 13:44

Goffredo Juchich

L'AQUILA - "Le intercettazioni delle conversazioni dell'ex assessore alle Opere pubbliche Ermanno Lisi con  imprenditori, tecnici comunali e professionisti aquilani,  rese note da un  giornale online, seppure archiviate dalla magistratura e senza rilevanza penale, dimostrano in maniera abbastanza evidente un quadro poco chiaro nella rete di relazioni tra i soggetti incaricati di gestire il flusso di risorse da impegnare nella ricostruzione e ambienti economici e delle professioni".

Lo scrivono in una nota Enrico Perilli, capogruppo del Partito della rifondazione comunista (Prc) in Consiglio comunale all'Aquila, e Goffredo Juchich, segretario Comunale Prc Circolo 'Casamobile' dell'Aquila.

"Si pone chiaramente la necessità di riproporre la questione morale come elemento essenziale nella vita pubblica cittadina - scrivono gli esponenti del Prc aquilano. Per farlo l'amministrazione anticipi l'applicazione del piano anticorruzione, prevedendo la rotazione periodica dei dirigenti e di tutti i ruoli sensibili impedendo così, di fatto, l'eventuale creazione di zone d'ombra e di connivenza. Rifondazione Comunista nella nostra città da sempre è impegnata nella battaglia per la trasparenza e il rispetto delle regole, come dimostrano le nostre storiche battaglie sui puntellamenti, sulle convenzioni urbanistiche e soprattutto contro le sacche di interesse e di rendita composte da settori della macchina comunale e ambienti imprenditoriali".

"Negli anni - continuano Perilli e Juchich - lo spostamento di dirigenti è stato spesso solo il frutto delle nostre denunce. Appare evidente che oggi nessuno può girare la testa dall'altra parte. L'Aquila nel momento più difficile della sua storia chiede con forza che la buona politica, quella che si scontra quotidianamente con questo tessuto d'interessi trasversali, smantelli una  volta per tutte questo sistema, che nelle intercettazioni dell'informativa della polizia viene definito 'mafia interna' - concludono - e restituisca ai livelli regolarmente eletti la possibilità di amministrare in modo trasparente e nel rispetto dell'interesse comune".



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